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Il Piccolo Teatro di Paolo Grassi nella critica del "Corriere della Sera" (1947-1972)

Informazioni tesi

  Autore: Manuela Lozza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere Moderne ad indirizzo Linguaggi della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Santambrogio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

La tesi, dopo un'ampia premessa sulla nascita e l'evoluzione della critica treatrale sui giornali non di settore, tratta di come il "Corriere della Sera" abbia affrontarto la critica agli spettacoli del primo ventennio del Piccolo Teatro di MIlano, per arrivare a capire quale sia stato l'orientamento generale della testata e quali le differenze con altri quotidiani.

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1 1. Il ruolo della critica teatrale nel giornalismo ‘800 – ‘900 1.1 La figura del giornalista “letterario/culturale”: Bel -Ami, una fonte preziosa Se oggi è facile parlare della nascita della pagina culturale, poiché la storia ci ha lasciato una data e un evento ben precisi (gli articoli del “Giornale d’Italia” riguardo alla Francesca da Rimini l’undici dicembre1901 1 ), non altrettanto si può dire delle radici su cui essa si basa: oltre alle odierne storie del giornalismo, può essere utile rivolgersi ai testi letterari, che spesso forniscono uno spaccato fedele, anche se romanzato e frutto della fantasia, di un certo periodo storico. È il caso di Bel – Ami di Guy de Maupassant 2 e del giornalismo ottocentesco. Il protagonista di questa narrazione, Georges Duroy, non è un critico teatrale ma, almeno all’inizio della sua carriera, è ciò che più tardi si sarebbe definito un terzapagista; una volta assunto al giornale, la prima mansione lo vede impegnato nei racconti dei suoi viaggi militari in Algeria, resoconto di guerra dunque, racconto di viaggio: non è proprio uno dei generi su cui si fonda il giornalismo culturale del Novecento? Inoltre è l’autore stesso a farci presente che questi articoli avevano già allora naturale collocazione in terza pagina. Dire senza ombra di dubbio dove sarebbero collocati oggi non è possibile, non solo perché la Terza è un concetto sempre più complesso e variegato, come vedremo, ma anche perché questi racconti sono vicini sia all’invenzione letteraria, che all’odierna cronaca estera, che all’articolo d’opinione. Ma l’interesse che questo romanzo suscita ai nostri occhi non finisce qui: poiché traccia la crescita di un giornale, immaginato dall’autore, La Vie Française, dalla presenza sul mercato 1 “Giornale d’Italia”, 11 dicembre 1901, Roma. Direttore Alberto Bergamini 2 Parigi 1885

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