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La Crisi di Suez

La tesi si propone di ripercorrere e analizzare approfonditamente il processo politico-militare e le conseguenze dell'incontro-scontro tra le logiche della Guerra Fredda, del conflitto arabo-israeliano, della competizione inter-araba e del "neutralismo-terzomondismo". Ci si è poi soffermarti sulle prospettive dei singoli leaders, sui loro rapporti e le rispettive percezioni degli avvenimenti che hanno condotto alla collusione israelo-anglo-francese.

La tesi aspira a ricostruire "a 360°" i molteplici aspetti di un episodio fondamentale della seconda metà del XX secolo, una cui rivisitazione omnicomprensiva è assente nel panorama storiografico italiano.

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6 Introduzione La Crisi di Suez è uno degli episodi più rappresentativi del “secolo breve”. La veloce sequenza di avvenimenti, scoperte, disastri e innovazioni a cui XX Secolo deve il tale denominazione ebbe una delle sue maggiori accelerazioni proprio nel 1956, nella vicenda che solo apparentemente ruotò attorno la questione del canale nazionalizzato da Gamal Abd-el-Nasser. L’eclatante prova di forza del presidente egiziano, campione del nazionalismo panarabista e neutralista, fu solo il culmine di un processo iniziato con il secondo dopoguerra e il sorgere del fenomeno della decolonizzazione. Il primo riguardava una revisione dei rapporti interni tra alleati occidentali e tra questi e il resto del mondo; il secondo l’affacciarsi sullo scenario mediorientale di una nuova generazione di arabi provenienti da ambienti non elitari e avversi alla tradizionale intesa tra i propri governi e le Potenze coloniali. A contatto con “l’agente chimico” egiziano, il composto degli eventi internazionali, già in evoluzione, reagì affrettando il passo verso l’inevitabile consuntivo: per alcuni resa dei conti, per altri rivelazione dell’assetto reale di potere. E’ certamente vero che dal 1957 l’dea di guerre parziali, motivate da tornaconti nazionali e privi di una qualche legittimità condivisa, divenne improponibile, ma ridurre la Crisi di Suez al tramonto dello spadroneggiare imperialista sui Paesi minori è molto riduttivo. Con essa prese vita l’egemonia statunitense entro il blocco occidentale, ereditando tutti quei compiti globali che già durante la prima metà degli anni ’50 aveva cominciato a rilevare dai suoi alleati. Ancora, è di riflesso a tale rottura tra Nuovo Mondo e Antico Continente che germogliò la spinta europeista tuttora in progresso.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Massimiliano Zanghì Contatta »

Composta da 426 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4872 click dal 07/10/2005.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.