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Il rapporto tra l’innovazione tecnologica ed il Business Process Reengineering nelle imprese di produzione del software: il caso Centro Sviluppi Software, Shared Service Center by Pirelli & Telecom Italia

Informazioni tesi

  Autore: Mario Palladino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Guido Capaldo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 408

Il punto di partenza di questa tesi è rappresentato dallo studio del rapporto tra innovazione tecnologica e organizzazione. L’ipotesi su cui fa perno questa ricerca è che tale rapporto è costituito da una serie di cicli di mutuo adattamento tra la componente organizzativa e quella tecnologica in una vera e propria coevoluzione.
La Tesi assume come variabile organizzativa il processo, mentre il “trasduttore” tra innovazione tecnologica e organizzazione sarà il Business Process Reengineering.
E’ questo l’oggetto del CAP. 1.
I successivi capitoli della Prima Parte hanno lo scopo di portare la problematica appena esposta nel contesto della produzione del software, in cui si svilupperà il caso aziendale.
Nel CAP. 2 è stato trattato il tema degli ERP, sistemi che consentono di ottenere migliori performance garantendo una maggiore sincronia tra tutte le funzioni dell’impresa e di tutte le attività della catena del valore.
Nel CAP. 3, al fine di delineare il contesto italiano della produzione del software, è stata analizzata una ricerca condotta nel 2002 da Bolognani, Fuggetta e Garibaldo su 42 unità produttive di organizzazioni grandi e medie.
Nel CAP. 4, l’esigenza di chiarire l’oggetto del settore produttivo di interesse ha portato ad analizzare i concetti di base dei due principali approcci alla progettazione e allo sviluppo del software e dei sistemi informativi: l’approccio strutturato (o procedurale) e quello object - oriented.
Il CAP. 5, l’ultimo della Parte Prima, percorre la linea evolutiva dei cicli di vita del software che, dai primi piccoli progetti software portati avanti con attività strettamente in sequenza (Waterfall) ha portato, come conseguenza dei fallimenti dei primi progetti di medio - grandi dimensioni, alla nascita dei modelli iterativo – incrementali. Lo studio ha fatto emergere un nuovo, interessante, stadio di tale linea evolutiva: i metodi agili.
La Parte Seconda di questo lavoro descrive il tentativo, da parte del candidato, di avviare una valutazione “sul campo” della tesi sostenuta nella Prima Parte.
L’occasione è stata offerta da Shared Service Center by Pirelli & Telecom Italia (SSC), consorzio nato con l’obiettivo di mettere sotto lo stesso tetto l’informatica di due colossi: Telecom Italia e Pirelli. SSC ha offerto, in maniera cortese e attenta, la possibilità di frequentare le proprie risorse e strutture al fine di effettuare la valutazione dell’impatto di un’innovazione tecnologica all’orizzonte sul contesto organizzativo del Centro Sviluppi Software (CSS), il centro di eccellenza di produzione del software di SSC. In particolare si cercherà di valutare l’impatto sul Centro Sviluppi Software della futura adozione, da parte del Gruppo Pirelli & Telecom Italia, della nuova versione di SAP, un software standard che permette di integrare tutti i processi di elaborazione aziendale.
La metodologia di riferimento, coerentemente a quanto sostenuto nella Prima Parte, sarà il Business Process Reengineering (CAP. 6), il cui motore sarà l’innovazione tecnologica.
Il CAP.7 contiene gli aspetti teorici inerenti le tecnologie coinvolte nel cambiamento; esse sono quelle che compaiono nell’obiettivo di massima del BPR: valutare l’impatto dell’ingresso di Java, a fianco di ABAP, nella futura piattaforma SAP.
Le prime interviste ai responsabili e al personale SSC e i primi documenti aziendali analizzati hanno fornito il contenuto del CAP. 8, in cui viene descritto l’articolato contesto aziendale del CSS all’interno di SSC. Un approfondimento preliminare a questa fase è stata la Norma ISO/IEC 12207 1995 (E) che illustra i processi del ciclo di vita del software (si veda l’Appendice B).
Il CAP. 9 riporta la mappatura e la rappresentazione, mediante flow – chart e matrici LRC, dei processi che costituiscono l’attuale assetto tecnologico – organizzativo del CSS.
Il CAP. 10 illustra la messa a punto di un modello di diagnosi finalizzato ad evidenziare i gap, in termini di attività, competenze e ruoli che la fase di progettazione del cambiamento, di cui si forniscono le linee guida agli eventuali prosecutori di questo lavoro, dovrebbe colmare per accogliere la nuova tecnologia.


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I INTRODUZIONE Il punto di partenza di questa tesi è rappresentato dallo studio del rapporto tra innovazione tecnologica e organizzazione. L’ipotesi su cui fa perno questa ricerca è che tale rapporto è costituito da una serie di cicli di mutuo adattamento tra la componente organizzativa e quella tecnologica in una vera e propria coevoluzione. Una reciproca e quasi totale osmosi, quindi, per cui è erroneo pensare di modificare una variabile senza considerare le ripercussioni che queste modifiche avranno sull’ altra. La Tesi assume come variabile organizzativa il processo, mentre il “trasduttore” tra innovazione tecnologica e organizzazione sarà il Business Process Reengineering. E’ questo l’oggetto del primo capitolo. I successivi capitoli della Prima Parte hanno lo scopo di portare la problematica appena esposta nel contesto della produzione del software, in cui si svilupperà il caso aziendale. Nel secondo capitolo è stato trattato il tema degli ERP, sistemi che consentono di ottenere migliori performance garantendo una maggiore sincronia tra tutte le funzioni dell’impresa e di tutte le attività della catena del valore. Il tema ha una duplice valenza per quesa Tesi: in primo luogo, illustrare la manifestazione più concreta degli ultimi anni della bidirezionalità del rapporto tra innovazione tecnologica e organizzazione; in secondo luogo, l’mportanza degli ERP per il business di un azienda è, come vedremo, il motivo che ha portato alla nascita del caso aziendale affrontato in questo lavoro. Nel terzo capitolo, al fine di delineare il contesto italiano della produzione del software, è stata analizzata una ricerca condotta nel 2002 da Bolognani, Fuggetta e Garibaldo su 42 unità produttive di organizzazioni grandi e medie. Nel quarto capitolo, l’esigenza di chiarire l’oggetto del settore produttivo di interesse ha portato ad analizzare i concetti di base dei due principali approcci alla progettazione e allo sviluppo del software e dei sistemi informativi: l’approccio strutturato (o procedurale) e quello object - oriented. Il quinto capitolo, l’ultimo della Parte Prima, percorre la linea evolutiva dei cicli di vita del software che, dai primi piccoli progetti software portati avanti con attività strettamente in sequenza (Waterfall) ha portato, come conseguenza dei fallimenti dei primi progetti di medio - grandi dimensioni, alla nascita dei modelli iterativo –

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