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La tutela penale nella sicurezza sul lavoro nel D.Lgsl. n. 626/94

Informazioni tesi

  Autore: Claudia Crestini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Alessandri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 247

L'argomento della tesi è la sicurezza del lavoro.
Prima del D. Lgsl. 626/94, esistevano (e continuano ad esistere nelle parti non abrogate), diverse norme, ormai obsolete, che regolavano la materia in modo frammentario e troppo tecnico per poter garantire al lavoratore il diritto alla salute nei luoghi di lavoro.
Tali norme si trovano in parte nel codice civile, in parte nel codice penale, nonché in due D.P.R. degli anni '50 (si veda il cap. 1).
L'impostazione del problema sicurezza nel D.Lgsl. 626/94 è affrontato finalmente in modo unitario e moderno, grazie dall'intervento della C.E. che ha imposto al nostro legislatore di adottare una filosofia di collaborazione e partecipazione di tutti i soggetti che lavorano nell'azienda alla realizzazione delle misure di sicurezza.
Sono stati a questo scopo introdotti nuovi soggetti (il RLS, il RSPP, il M.C.), e sono stati altresì stabiliti precisi obblighi a carico del datore di lavoro di informazione, formazione e partecipazione a favore dei lavoratori e dei nuovi soggetti sopra citati (si veda il cap. 2).
Il D.Lgsl. 626, dopo aver introdotto norme di carattere generale, valide per qualunque attività dell'impresa, disciplina la sicurezza di sette specifici settori aziendali: i luoghi di lavoro, l'uso delle attrezzature di lavoro, l'uso dei dispositivi di protezione individuali, la movimentazione manuale dei carichi, l'uso di attrezzature munite di videoterminale e la protezione dall'uso di agenti cancerogeni e biologici (si vedano i capp. 3 e 4 seconda parte. Al cap. 3 si analizza inoltre una recente sentenza della Corte di Cassazione relativa alla protezione dall'uso di agenti cancerogeni).
Il cap. 4 prima parte, analizza la novità di maggior rilievo introdotta dal D. Lgsl. 626/94: la valutazione dei rischi, divenuta obbligatoria per tutte le imprese e per ogni attività in esse svolta. In questa parte, si trattano gli orientamenti europei e quelli italiani per la concreta redazione del documento di valutazione dei rischi.

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INTRODUZIONE Il presente studio affronta un problema sempre attuale: la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro. L'Inail (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) fornisce ogni anno dati allarmanti sugli infortuni nel nostro Paese: nel 1998 sono stati denunciati in totale 863.225 infortuni, quasi 19.000 in più rispetto al 1997 1 . I dati ora esposti sono relativi al numero totale degli infortuni, indipendentemente dalla gravità degli stessi. Ogni anno si rilevano un maggior numero di infortuni nella parte nord-est dell'Italia. Seguono in ordine decrescente il nord-ovest, il centro, il sud e le isole. La situazione cambia radicalmente se si analizzano gli stessi dati in relazione alla gravità degli infortuni: da una statistica che comprende gli anni 1995/1997, emerge che il numero dei morti per infortuni sul lavoro è maggiore al Sud cui seguono, nell'ordine: le isole, il nord-est, il centro e il nord-ovest. Recentemente l'Inail ha reso noti i casi di infortunio notificati dal 1/12/1999 al 31/12/1999 2 . La situazione è sempre più allarmante: in un solo mese si sono verificati ben 95 infortuni mortali (in media più di tre al giorno!). È altresì da considerare che i dati forniti sono sottostimati, in quanto l'Inail effettua le statistiche in base al numero degli infortuni denunciati, quindi 1 I dati riportati in questa sede si possono consultare al sito internet: www.inail.it. 2 Il documento è allegato alla fine dell'introduzione.

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Parole chiave

documento di valutazione dei rischi
inail
infortuni sul lavoro
sicurezza sul lavoro
valutazione dei rischi
d.lgs 626/1994

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