Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il senso del viaggio: un percorso attraverso la storia del viaggio e la psicologia del viaggiatore

La prima parte de "Il senso del viaggio" e' un lungo percorso, che racconta l'evoluzione del viaggio dall'origine (i popoli nomadi) ai giorni nostri (la nascita del turismo responsabile), passando attraverso il gran tour, i viaggi di scoperta, la nascita delle vacanze e del turismo di massa... La seconda parte si occupa di psicologia del turismo e traccia l'identikit psicologico del viaggiatore, raccontando che cosa accada alla mente (ed al cuore) nelle diverse fasi di viaggio: dalla preparazione al ritorno a casa. La terza parte infine, sperimentale, offre una panoramica sul significato odierno del viaggio e sulle abitudini dei viaggiatori (300 questionari).

Mostra/Nascondi contenuto.
1 How many roads must a man walk down, before you can call him a man? (Bob Dylan) Introduzione Perché l'uomo viaggia? Ogni uomo va alla ricerca della propria felicità: c’è chi la cerca nella stabilità di una casa, chi nelle soddisfazioni di un lavoro, chi nella fede; c’è chi cerca la felicità dentro se stesso, e chi vive per gli altri. E poi c’è chi viaggia. Veniamo inondati di consigli sul dove, ma poco o nulla ci viene domandato circa il come e il perché del nostro andare. Eppure l’arte di viaggiare pone una serie di interrogativi nient’affatto semplici o banali, e il cui studio potrebbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità. (Alain de Botton, 2002 1 ) Ma il viaggio può donare felicità? La strada, fatta di pietre, polvere, asfalto o fango… può davvero essere una strada che porta il viaggiatore prima alla scoperta del mondo e poi di se stesso? Perché alcuni sentono il bisogno, irrefrenabile, di partire? Di che cosa vanno in cerca? Che cosa li spinge ad abbandonare le abitudini e le sicurezze della propria casa, per andare alla scoperta del mondo? I cieli girano attorno di continuo, il sole sorge e tramonta, stelle e pianeti mantengono costanti i loro moti, l’aria è in perpetuo agitata dai venti, le acque crescono e calano… per insegnarci che dovremmo essere sempre in movimento. (Robert Burton, 1651 2 ) L’impulso a viaggiare è irrefrenabile, fa parte della natura umana, è una passione che divora e arricchisce allo stesso tempo, come il desiderio della felicità. Gli innumerevoli scopi del viaggiare si intrecciano e non sempre sono chiari per chi resta, ma spesso neppure per chi parte. C’è l’irrequietezza, che è bisogno di conoscere cose sempre nuove, far spaziare lo sguardo, perdersi nell’immensità del mondo: 1 Alain de Botton (1969-), scrittore di origine svizzera; ed. consultata: Alain de Botton, trad. it. 2002 2 Robert Burton (1572-1640) scrittore inglese, famoso per il suo trattato moraleggiante The Anatomy of Melancoly; ed. consultata: Robert Burton, trad. it. 1981

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Chiara Meriani Contatta »

Composta da 301 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 39561 click dal 16/02/2006.

 

Consultata integralmente 72 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.