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L'accesso al lavoro degli stranieri

Informazioni tesi

  Autore: Ettore Negro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Donata Gottardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

Il presente lavoro riguarda la disciplina in materia di accesso al lavoro degli stranieri, alla luce delle modifiche introdotte recentemente dalla L. 189/2002 (meglio conosciuta con il nome di Bossi-Fini) e dal D. P. R. n. 334/2004,attuativo della legge medesima.
L'analisi è stata condotta in chiave critica, verificando la compatibilità delle disposizioni normative e regolamentari con le norme costituzionali e con il principio della parità di trattamento (Art. 10 Convenzione OIL n. 143/1975) che opera tra lavoratori italiani e lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla conformità della disciplina italiana con le norme di diritto internazionale consuetudinario e con una significativa proposta di Direttiva comunitaria (la n. 386/2001).
Nel descrivere dettagliatamente la procedura amministrativa di ingresso in Italia e di assunzione dei lavoratori extracomunitari, ho messo in particolare risalto il nuovo istituto giuridico del contratto di soggiorno per lavoro subordinato, che ha suscitato in dottrina ampie critiche, sia per i forti dubbi interpretativi riguardanti la sua natura giuridica, sia per il fatto che il contratto di soggiorno sembra in grado, per come è stato congegnato, di determinare un appesantimento della procedura di assunzione degli stranieri, anche alla luce del maggior costo del lavoro che sarabbe in grado di determinare.

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1 Introduzione Il fenomeno migratorio per motivi di lavoro ha assunto negli ultimi anni, in Italia ma non solo, una portata sempre più ampia e complessa; e ciò sia perché è aumentato e continua ad aumentare il divario economico e sociale tra Paesi poveri e Paesi ricchi del nostro pianeta, sia perché molte imprese dei paesi industrializzati hanno visto nell'apporto degli stranieri l'unica possibilità di sopperire alla cronica mancanza di manodopera locale 1 . Di qui la necessità degli Stati dell'Occidente, interessati dal fenomeno, di disciplinare con apposite norme la realtà dell'immigrazione, nel tentativo di trovare - seppur con mille difficoltà, spesso legate alla necessità del mondo della politica di tenere in debita considerazione la presenza di crescenti sentimenti di paura e diffidenza nell'opinione pubblica - quel giusto punto di equilibrio tra le doverose esigenze dell'accoglienza e della solidarietà, da un lato, e quelle dell'ordine pubblico e della sicurezza interna, dall'altro, anche in relazione con le reali capacità di assorbimento di nuovi lavoratori da parte del tessuto economico - produttivo. Vivendo in una Regione come quella del Veneto nella quale l'apporto di lavoratori stranieri è stato uno dei fattori determinanti per raggiungere gli attuali livelli di sviluppo economico, ho potuto facilmente accorgermi di questa realtà: si tratta di un fenomeno, quello dell'immigrazione per lavoro, che ha fatto e che farà discutere ancora per molto tempo gli esperti della materia, i politici, i semplici cittadini ma che, al di là delle 1 Al 31 dicembre 2003 in Italia il numero di permessi di soggiorno validi era di 2.193.999, pari al 3.8% della popolazione residente, cifra che supera il 4% se si tiene conto dei minori registrati sul permesso di soggiorno dei genitori. Alla stessa data il numero dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato (anche stagionale) ammontava a 1.328.912. E' in ogni caso difficile stabilire quanti stranieri facciano parte della forza lavoro a causa del fenomeno del lavoro nero, anche se dai dati INAIL risulta che l'11,5% delle nuove assunzioni del 2002 (contro il 9.9% dell'anno precedente) riguardavano immigrati. La diffusione degli stranieri nel mercato del lavoro è più veloce nelle Regioni in cui il tasso di disoccupazione è particolarmente basso ed inferiore al 4%: nell'anno 2002 nel Trentino Alto Adige il 30% dei nuovi assunti sono stati stranieri, a fronte di un tasso di disoccupazione al 2,6%, in Friuli Venezia Giulia i tassi sono stati rispettivamente del 18,4% e 3.7%, in Umbria del 16.2% e 5.7%, in Veneto del 15,9% e del 3.4% ed in Lombardia del 15,3% e 3.8% (Fonte: Documento programmatico 2004/2006).

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Parole chiave

contratto di soggiorno per lavoro
immigrazione
lavoro
permesso di soggiorno per lavoro
priorità dell'occupazione nazionale e comunitaria
sportello unico per l'immigrazione

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