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Analysis of beauty

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Marà
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Leo Marchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

Per Hogarth poi, non si tratterà più, quindi, di copiare e imitare gli antichi maestri (se non nella misura in cui sono stati fedeli alla natura), bensì si tratterà di copiare e imitare direttamente la natura. Per copiarla e imitarla, però, bisogna innanzitutto “imparare a vederla. Formalmente la distinzione tra bello e sublime viene esplicitata da Burke che verrà poi ripresa da Kant diventando classica: il bello è legato intanto al piacere, poi al sesso femminile, poi al sesso in generale, al piacere sessuale e poi alla socialità. In epoca moderna, specie in questi ultimi venti anni, il sublime ha goduto di una grande popolarità, nel senso che il sublime non è altro che il simbolo di tutti i nostri conflitti che non riusciamo a mediare e che quindi rappresentano questa nostra tendenza a cercare di uscire da determinati limiti senza riuscirci.

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2 I. - Il Settecento: nascita dell’Estetica La prima osservazione generale riguarda il problema classico della genesi e dell’evoluzione nel tempo della concezione estetica. Qui emergono due punti di vista distinti e diffusi. Secondo il primo, l’estetica è una scienza moderna nata intorno al XVII-XVIII secolo, mentre il secondo considera l’estetica come scienza antica. “ Si ha a che fare, in breve, con due luoghi comuni, non con delle prospettive erronee e del tutto prive di alcuni buoni diritti, ma con delle interpretazioni parziali che hanno ragione e torto insieme, vere e false a un tempo”. 2 Il Settecento viene da più parti indicato il secolo dell’estetica in quanto scienza moderna. In questo periodo, la riflessione sul bello e sulle arti si appropria di tutta una serie di strumenti, concetti e metodi elaborati in modo sparso e frammentario dalla critica artistica e letteraria precedente, per organizzarli in modo unitario e sistematico. A questo riguardo si fa notare come lo stesso termine estetica, nell’accezione oggi consueta, viene usato per la prima volta proprio intorno al Settecento. Ciò che risulta significativo è soprattutto il fatto che si comincia a parlare di “ belle arti” e della loro sistemazione che le distingue dalle scienze, dalle professioni e dai mestieri. Sotto questi riguardi nasce l’estetica come disciplina autonoma avente come oggetto una entità per sé stante chiamata arte o bellezza. 2 M. MODICA, Che cos’è l’estetica, Roma, Editori Riuniti, 2002, p. 18

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