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La riforma del sistema sanitario nazionale. Reengineering dei processi organizzativi: il Triage.

Nell’arco di tempo che va dalla fine degli anni 70’ all’inizio degli anni 90’, si è assistito, nella maggior parte dei paesi occidentali, ad un succedersi di profondi cambiamenti nei sistemi nazionali d’assistenza sanitaria.
Tali cambiamenti sono stato il frutto di numerosi fattori fra cui sicuramente da evidenziare sono:
─La complessità dei sistemi stessi.
─L’incontrollabilità’ della domanda.
─La spesa corrispondente.
Questo profondo processo di cambiamento si è avuto anche in Italia dove, dopo appena un decennio d’applicazione, si è registrata la necessità di superare i difetti mostrati dai modelli e dagli strumenti introdotti originariamente con la legge di riforma del 1978.
Questa, pur avendo segnato un profondo cambiamento strutturale della realtà preesistente, aveva determinato una situazione di preoccupante squilibrio finanziario nella gestione della spesa e di diffusa insoddisfazione dell’utente rispetto alla qualità dei servizi offerti.
Un segnale decisivo della volontà politica di invertire tale tendenza si e’ così avuto nel nostro paese con l’ emanazione del D.lgs. 502/92 di “riordino della disciplina in materia sanitaria” e delle successive modifiche a tale decreto apportate dalla L. 517/93, che si propongono di ribaltare la logica di gestione, passando da una situazione nella quale il diritto alla salute veniva riconosciuto nell’ ambito di sistema centralistico e burocratico, ed assicurato a prescindere dalla spesa che esso comportava, ad un regime fondato:
─Sulla capacità di spesa del bilancio pubblico;
─Sul decentramento delle competenze programmatorie e operative;
─Sull’autonomia e responsabilizzazione regionale;
─Sulla competizione di mercato a livello delle strutture sanitarie locali.
La strada che è stata seguita dal Governo per realizzare questo nuovo sistema, con l’obiettivo di arginare la spesa pubblica ed implementare un servizio qualitativamente migliore, partendo da un’analisi dei punti di forza e di debolezza interni e dei cambiamenti esterni di natura politica, sociale, tecnologica ma, soprattutto, di natura economico/istituzionale ripercorre i seguenti punti:
1. Modificazione nel sistema di finanziamento del sistema sanitario complessivo e delle singole strutture.
Oggi il piano sanitario nazionale non riveste più la funzione di allocare le risorse da destinare alla singola struttura sanitaria.
Il criterio che, oggi, viene adottato va prima a definire le risorse disponibili ed in seguito va a ripartirle tra le regioni in proporzione ai livelli di assistenza che vogliono essere assicurati ed in proporzione alla popolazione residente.
Le regioni possono a loro volta incrementarle, facendo ricorso a proprie fonti oppure attraverso l’imposizione di specifichi prelievi regionali.
Tali modifiche sono andate ad influire, anche, sulle singole strutture, le quali, oggi, vengono ad essere remunerate in base alla quantità e qualità delle prestazioni sanitarie erogate.
Questo meccanismo, in effetti, fa si che la sopravvivenza della struttura sanitaria venga a dipendere dalla sua capacità di attrarre pazienti, infatti, maggiore sarà la domanda di prestazioni, tanto maggiore sarà la quota di risorse attribuite alla struttura facendo cio’ da stimolo al raggiungimento di alti obiettivi di efficienza ed efficacia.
Alla luce, anche, della piena libertà di scelta data al cittadino, delle strutture presso le quali soddisfare le proprie esigenze.

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3 1.La riforma del sistema nazionale sanitario Nell’arco di tempo che va dalla fine degli anni 70’ all’inizio degli anni 90’, si è assistito, nella maggior parte dei paesi occidentali, ad un succedersi di profondi cambiamenti nei sistemi nazionali d’assistenza sanitaria. Tali cambiamenti sono stato il frutto di numerosi fattori fra cui sicuramente da evidenziare sono: ─ La complessità dei sistemi stessi. ─ L’incontrollabilità’ della domanda. ─ La spesa corrispondente. Questo profondo processo di cambiamento si è avuto anche in Italia dove, dopo appena un decennio d’applicazione, si è registrata la necessità di superare i difetti mostrati dai modelli e dagli strumenti introdotti originariamente con la legge di riforma del 1978. Questa, pur avendo segnato un profondo cambiamento strutturale della realtà preesistente, aveva determinato una situazione di preoccupante squilibrio finanziario nella gestione della spesa e di diffusa insoddisfazione dell’utente rispetto alla qualità dei servizi offerti. Un segnale decisivo della volontà politica di invertire tale tendenza si e’ così avuto nel nostro paese con l’ emanazione del D.lgs. 502/92 di “riordino della disciplina in materia sanitaria” e delle successive modifiche a tale decreto apportate dalla L. 517/93, che si propongono di ribaltare la logica di gestione, passando da una situazione nella quale il diritto alla salute veniva riconosciuto nell’ ambito di sistema centralistico e burocratico, ed assicurato a prescindere dalla spesa che esso comportava, ad un regime fondato: ─ Sulla capacità di spesa del bilancio pubblico; ─ Sul decentramento delle competenze programmatorie e operative; ─ Sull’autonomia e responsabilizzazione regionale; ─ Sulla competizione di mercato a livello delle strutture sanitarie locali. La strada che è stata seguita dal Governo per realizzare questo nuovo sistema, con l’obiettivo di arginare la spesa pubblica ed implementare un servizio qualitativamente migliore, partendo da un’analisi dei punti di forza e di debolezza interni e dei cambiamenti esterni di natura politica, sociale, tecnologica ma, soprattutto, di natura economico/istituzionale ripercorre i seguenti punti

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Sergio Bertolino Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

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Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.