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I Covered Bond in Europa e l'esperienza italiana

I covered bond sono obbligazioni bancarie la cui restituzione di capitale ed interessi è garantita da una porzione dell’attivo patrimoniale della banca segregato la cui entità e i cui flussi di cassa sono destinati esclusivamente al soddisfacimento di tale obbligazione. Similiari agli ABS (di cui si tratta nel primo capitolo della tesi), i covered bond rispondono all'esigenza di funding delle banche. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di analizzare e sottolineare i punti fondamentali dell’evoluzione del covered bond.
Nella prima parte della tesi, sono analizzati gli strumenti di cartolarizzazione, in particolare in particolare sono state esaminate le emissioni italiane di ABS (Scip 1 e 2), più significative.
L’analisi prosegue sui mercati europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) dove è presente lo strumento. Sul mercato italiano, dopo l’introduzione della normativa di riferimento, viene esaminata l’emissione della Cassa Depositi e Prestiti.
La tesi è del tutto innovativa e lo scopo era quello di analizzare lo strumento dei covered bond (di cui la modifica della legge sulla cartolarizzazione del Maggio 2005) nel contesto europeo dove lo strumento è già presente da anni e in riferimento all'esperienza italiana.

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9 INTRODUZIONE Che cosa sono i covered bond? I covered bond sono obbligazioni garantite da un pool di mutui ipotecari o finanziamenti ad enti locali (o una combinazione di entrambi). Sono titoli obbligazionari on-balance sheet con rimborso bullet (senza piano di ammortamento) emessi a tasso fisso o variabile. Nel nostro paese questa tipologia di strumento era assente sino all’approvazione, avvenuta nel Maggio 2005, di una modifica alla legge 130/99 sulla cartolarizzazione, che ne ha permesso l’emissione anche alle banche italiane. Per poter meglio analizzare questo titolo è necessario fare un passo indietro, precisamente alla data di emissione del Decreto legislativo 1° Settembre 1993, n. 385, in seguito alla quale tutte le varie categorie di obbligazioni (mobiliare, agraria, fondiaria, alle opere pubbliche) sono state ricondotte ad un unico genere. Ciò ha comportato l’impossibilità di finanziare i crediti – anche quelli qualitativamente superiori rispetto alla media – con strumenti di funding ad hoc, che consentissero di ottenere condizioni di raccolta più vantaggiose. I costi di raccolta hanno, quindi, riflesso sempre più direttamente il rischio complessivo della banca (tradotto nel rating) e la sua percezione da parte del mercato.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Angelo Partoini Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5691 click dal 18/10/2005.

 

Consultata integralmente 27 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.