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Ipotesi e limiti nell'epistemologia di Karl R. Popper

Un excursus nell'epistemologia di Popper che parte dalla considerazione della scienza come frutto di " ipotesi " successivamente scontratesi con dei " limiti". Una rilettura delle " Congetture e confutazioni" in chiave di storia della scienza vista come causa della politica stessa.

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5 INTRODUZIONE Viaggiare attraverso i gorghi ( a volte tortuosi a volte lineari ) dell’ « epistemologia» popperiana, è un’ impresa affascinante. Come non lasciarsi sedurre da una teoria che, per sua stessa origine e vocazione, conserva intatta la sua energia intellettuale e il suo fascino umanissimo e prettamente razionale. Ma, come si ottiene vera scienza , per Popper, ? Sentiamo come risponde lo stesso filosofo austro-inglese: « Il punto è che ogni qual volta tentiamo di proporre la soluzione di un problema dovremmo tentare col massimo accanimento possibile di scalzare la nostra soluzione anziché tentare di difenderla » 1 . Solo scalzando le varie soluzioni si ottiene la soluzione del problema. Solo distruggendo le varie soluzioni si ottiene vera scienza. La soluzione di un problema è l’effetto della distruzione delle varie alternative ( leggi: soluzioni ) proposte. Più che ad una verifica la scienza deve tendere a tentare di invalidare le varie soluzioni ai suoi quesiti. La scienza non deve rispondere bene, tutt’al più deve rispondere male cioè deve confutare, deve invalidare . Di fatto, però, dice ancora Popper « non si potrà mai produrre nessuna prova conclusiva della falsità di una teoria; infatti è sempre possibile dire che non ci si può fidare dei risultati sperimentali e che le discrepanze che si afferma esistano tra i risultati sperimentali e le teorie sono soltanto apparenti e svaniranno col progredire della nostra comprensione » 2 . Questo, detto per inciso, sembra essere ed è, un Popper quasi critico di se stesso; mica male per essere un autentico epistemologo fallibilista; no ? Le stesse « leggi di natura » , per questo particolarissimo Popper, « possono essere paragonate a “ divieti ” o “ proibizioni”. Non asseriscono che qualcosa esiste , o accade: lo negano. Insistono sulla non-esistenza di certe cose, o di certi stati di cose prescrivendo, o proibendo, per così dire, queste cose o questi stati di cose: li escludono. E proprio perché lo fanno sono falsificabili » 3 . Le « leggi di natura », la « natura », come la « natura dell’uomo », come la « scienza » stessa, come la « conoscenza umana » tout court , lo stesso rapporto « corpo- mente » e il concetto di « verità » : tutte queste cose negano qualcosa, non affermano mai niente; tutte queste cose sono falsificabili anzchenò; congetturali e sottoposte alla discussione critica , sono ipotesi e limiti, sono le parti di un’epistemologia profondamente intessuta di razionalismo 4 . Ma eccola questa epistemologia fallibilista , leggiamo infatti in Congetture e confutazioni , ad un certo punto: « Penso sia giunto il momento di formulare i risultati epistemologici di questa discussione. Li esporrò sotto forma di dieci tesi . 1- K. Popper , Logica della scoperta scientifica , Trad. di M . Trinchero, Einaudi, Torino, 1970, p. 17. 2- Ivi , p. 20. 3- Ivi , p. 21. 4- E , dall’altra parte , sua naturale contropartita , di idealismo , come vedremo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Gianfranco Cordì Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2677 click dal 24/10/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.