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Disoccupazione e lavoro sommerso nella Provincia di Grosseto: analisi statistica

La disoccupazione è un problema da sempre presente che riguarda quasi tutti coloro che vivono in una società. E’ un fenomeno complesso che si presenta sotto una duplice veste: una collettiva, in quanto tutte le aggregazioni sociali a partire dalla famiglia fino ad arrivare allo Stato cercano di mettere in atto forme di collaborazione ed aiuto per ovviare a questo problema, ricorrendo l’uno a reti di amicizie, l’altro a forme di assistenza economica; un’altra, invece, individuale, dal momento che porta il soggetto disoccupato a chiudersi sempre più in se stesso, a perdere l’autostima fino a rifiutare le relazioni sociali. Fino ad oggi si è sempre associato alla parola “disoccupazione” un senso negativo di inutilità e emarginazione, nonostante i tempi stiano cambiando ed anche il mercato del lavoro stia evolvendo verso nuove forme di contratti e di lavori che prevedono come “normali” periodi di inattività alternati ad altri di attività. Anche la vasta costruzione di assicurazioni e previdenza creata dallo Stato sociale, per alleviare il disagio che deve sopportare il disoccupato soprattutto in termini economici, rischia di diventare sempre più inefficace, dal momento che non va di pari passo con le novità concrete che si riscontrano sul mercato del lavoro. Nonostante ciò, sempre più persone, specialmente in Italia, fanno ricorso ai sussidi erogati dallo Stato contro l’evento “disoccupazione”. Negli ultimi venti anni c’è stata, a livello generale, un’esplosione dei tassi di disoccupazione, che sono cresciuti principalmente a seguito degli shock petroliferi, delle politiche europee orientate solo alla lotta contro l’inflazione, alla poca mobilità delle forze-lavoro, accompagnata da una drastica riduzione dei tassi di occupazione, e la situazione si presenta particolarmente grave per l’Italia, che si colloca come seconda (preceduta solo dalla Spagna) nella classifica degli Stati con maggior presenza di disoccupazione. Infatti all’interno della stessa Unione Europea, nonostante le politiche economiche siano prese a livello centralizzato, l’Italia ha un tasso di occupazione inferiore di dieci punti percentuali rispetto alla media europea, secondo le stime del 1999. Per tutti gli stati europei l’aumento della disoccupazione non è, però, generalizzato, ma riguarda particolari categorie che vengono distinte in base al sesso, all’età, alle condizioni economiche e sociali e al territorio. Nel caso italiano queste classificazioni sono ancora più accentuate in quanto il mercato del lavoro presenta un dualismo tra la situazione del Centro - Nord e quella del Sud, con notevoli differenze tra l’una e l’altra zona, a tal punto che quando si va ad analizzare l’incidenza dell’occupazione e della disoccupazione sul suolo italiano, compaiono delle differenze accentuate in termini di punti percentuali tra i tassi del Centro - Nord e quelli del Sud. Nonostante, in questi ultimi anni, si sia verificata una leggera diminuzione del tasso di disoccupazione, a partire dal quarto trimestre del 2004 si sta nuovamente assistendo ad un suo lento e graduale aumento.
Ma la disoccupazione non è la sola piaga che affligge l’economia italiana, infatti, insieme e, allo stesso tempo, legato ad essa, è presente un altro fenomeno che, ormai da molto tempo, si sta espandendo: il lavoro nero. Questi due fenomeni concorrono, ovviamente insieme anche ad altri di natura non propriamente economica, all’accentuarsi della crisi dell’economia italiana, in quanto, non essendo possibile fare una stima precisa del loro ammontare, non permettono l’attuazione delle politiche economiche efficaci a risolvere la situazione attuale.
La disoccupazione ed il lavoro nero sono i due fenomeni oggetto di studio di questo lavoro, in quanto sono due realtà intrecciate tra di loro e presenti in modo accentuato nel territorio della Provincia di Grosseto. Esistono dei punti di contatto, se non, in alcuni casi, addirittura di coincidenza tra la condizione di disoccupato e quella di lavoratore in un mercato non regolamentato, specialmente in determinati settori come l’agricoltura, dal momento che, per qualche lavoratore, potrebbe essere conveniente lavorare allo scoperto per tutto il tempo necessario al raggiungimento del sussidio di disoccupazione, dopo di che entrare a far parte del mondo sommerso.

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4 INTRODUZIONE La disoccupazione è un problema da sempre presente che riguarda quasi tutti coloro che vivono in una società. E’ un fenomeno complesso che si presenta sotto una duplice veste: una collettiva, in quanto tutte le aggregazioni sociali a partire dalla famiglia fino ad arrivare allo Stato cercano di mettere in atto forme di collaborazione ed aiuto per ovviare a questo problema, ricorrendo l’uno a reti di amicizie, l’altro a forme di assistenza economica; un’altra, invece, individuale, dal momento che porta il soggetto disoccupato a chiudersi sempre più in se stesso, a perdere l’autostima fino a rifiutare le relazioni sociali. Fino ad oggi si è sempre associato alla parola “disoccupazione” un senso negativo di inutilità e emarginazione, nonostante i tempi stiano cambiando ed anche il mercato del lavoro stia evolvendo verso nuove forme di contratti e di lavori che prevedono come “normali” periodi di inattività alternati ad altri di attività. Anche la vasta costruzione di assicurazioni e previdenza creata dallo Stato sociale, per alleviare il disagio che deve sopportare il disoccupato soprattutto in termini economici, rischia di diventare sempre più inefficace, dal momento che non va di pari passo con le novità concrete che si riscontrano sul mercato del lavoro. Nonostante ciò, sempre più persone, specialmente in Italia, fanno ricorso ai sussidi erogati dallo Stato contro l’evento “disoccupazione”. Negli ultimi venti anni c’è stata, a livello generale, un’esplosione dei tassi di disoccupazione, che sono cresciuti principalmente a seguito degli shock petroliferi, delle politiche europee orientate solo alla lotta contro l’inflazione, alla poca mobilità delle forze-lavoro, accompagnata da una drastica riduzione dei tassi di occupazione, e la situazione si presenta particolarmente grave per l’Italia, che si colloca come seconda (preceduta solo dalla Spagna) nella classifica degli Stati con maggior presenza di disoccupazione. Infatti all’interno della stessa Unione Europea, nonostante le politiche economiche siano prese a livello centralizzato, l’Italia ha un tasso di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sonia Pavin Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

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