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Populismo, socialismo, indigenismo: Evo Morales, i cocaleros e l'eterna crisi boliviana

A metà degli anni Novanta in Bolivia è emerso il Movimiento al Socialismo (MAS) guidato dal leader indigeno Evo Morales. Una formazione sociale di matrice sindacale che ha avuto origine dalla resistenza dei coltivatori della coca nei confronti delle politiche di sradicamento delle loro piantagioni, elaborate dal governo su pressione degli Stati Uniti. Il bilancio di dieci anni di vita del MAS mostra una sua evidente crescita politica, che ha raggiunto l’apice nelle elezioni del 2002, quando si è affermato come il secondo partito a livello nazionale. Il rapido sviluppo del MAS e il fatto che esso abbia attraversato tre importanti scenari di conflitto del paese (la guerra della coca, dell’acqua e del gas) hanno determinato dei cambiamenti nei contenuti e nella leadership. Sebbene il linguaggio politico sia rimasto sostanzialmente invariato, facendo perno sulla retorica indigenista, anti-sistemica e anti-liberista, il MAS è parso abbandonare i toni accesi dei primi anni per cercare un accomodamento nella cornice della democrazia boliviana. Questo si deve in parte alla necessità di ottenere il consenso di diversi settori sociali, in particolare delle classi medie, in vista delle elezioni del 2007. Questa moderazione è andata di pari passo al mantenimento di una gestione populista da parte di Evo Morales, che ha agito da collante tra le tendenze centrifughe presenti all’interno del partito. Il carisma del leader era già emerso nel 2002, quando era stato espulso dal Parlamento e quando l’allora ambasciatore degli Stati Uniti a La Paz si era intromesso nella campagna elettorale invitando i cittadini a non votarlo. Questo ruolo di vittima si è però tramutato in accuse di tradimento nell’immaginario collettivo dei suoi sostenitori, soprattutto dopo l’avvicinamento di Evo Morales al presidente Carlos Mesa nella primavera del 2004. Nel frattempo, sono emerse le difficoltà del MAS di mantenere una buona presa sull’elettorato e di superare la contraddizione tra la logica sindacale e quella parlamentare che esso è venuto ad incarnare.

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________________________________________________________________________________________________________________________ 1 INTRODUZIONE Il mio interesse per la Bolivia è una diretta conseguenza dell’amore che nutro da molti anni per il continente latinoamericano: per la sua storia, le sue genti, la sua lingua, la sua cultura. Arrivato il momento di selezionare l’argomento della tesi, il mio professore mi propose di analizzare a fondo un fenomeno che si era affacciato da pochi anni sulla scena boliviana. Un leader dalle sembianze indigene, un certo Evo Morales, cominciava a fare capolino sulla stampa come dirigente del Movimiento al Socialismo (MAS) ma soprattutto dei coltivatori della coca in lotta contro le politiche di sradicamento elaborate sotto pressione degli Stati Uniti. Poche settimane prima avevo letto qualche breve articolo su questo fenomeno e l’idea di saperne di più mi aveva già accattivato: la mancanza di sufficienti fonti per trattare questo tema mi spinse a recarmi direttamente sul posto per raccogliere il maggior numero possibile di informazioni. Il mio viaggio in Bolivia nell’estate del 2004 è stato fondamentale. Non solo per l’esperienza personale, formativa ed emotiva che poi si è rivelata. Non solo perché mi ha permesso di accedere ad una quantità ingente di materiale che non avrei mai potuto ottenere senza una ricerca capillare in loco. Ma soprattutto perché l’idea di non vedere, osservare, toccare e respirare la terra della quale sarei andata a parlare non mi convinceva. Perché se è vero che bisogna mantenere una prospettiva oggettiva e distaccata, è altrettanto vero che addentrarsi nei problemi può aiutare a capire certi processi dal profondo. Grazie al viaggio mi sono prima di tutto potuta documentare. In Bolivia infatti Evo Morales, che dalla resistenza contro le forze militari statunitensi a difesa delle piantagioni di coca è diventato in meno di dieci anni il leader del principale partito di opposizione, appare quasi quotidianamente sulla stampa e sta divenendo sempre più oggetto di studio e riflessione da parte degli addetti ai lavori. Ho

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Manzani Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3633 click dal 20/10/2005.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.