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Basilea 2 e i rating interni

Informazioni tesi

  Autore: Monica Brambilla
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Domenico Piatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

La nuova proposta di Accordo sui requisiti patrimoniali minimi degli intermediari, nota con il nome di Basilea 2, ha tra i suoi obiettivi quello di incentivare il ricorso a più analitiche metodologie di misurazione del rischio creditizio che, affiancando le analisi svolte tradizionalmente, permettano di valutare la qualità oltre che la quantità delle esposizioni. In particolare la strada suggerita è il rating.
Per le banche italiane si pone la necessità di affrontare per tempo tale sfida; infatti, perdere tempo, in questa fase, sperando di sfruttare il lavoro degli altri, significa trovarsi in un futuro prossimo in una situazione di inferiorità competitiva sul mercato del credito.

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4 Introduzione L’attività bancaria consiste nell’intermediare in maniera efficiente attività e passività con diverse caratteristiche e nei confronti di soggetti economici portatori di interessi contrapposti, assumendone i relativi rischi. Per le banche il mantenimento dell’equilibrio è condizione essenziale per operare in maniera corretta ed efficiente nel settore del credito, di particolare rilevanza non solo economico/finanziaria ma anche sociale. La consapevolezza e la gestione dei rischi assumono perciò presso le imprese bancarie assoluta priorità. In particolare, la misura analitica del rischio di credito è percepita dagli intermediari come una delle sfide più importanti da vincere. I diversi episodi di crisi bancarie degli ultimi decenni sono, infatti, per lo più dovute a perdite connesse all’insolvenza degli affidati. Diversi sono gli elementi che hanno portato ad un progressivo risveglio dell’interesse verso una quantificazione analitica del rischio di credito. Nel corso degli anni novanta i sistemi finanziari dei maggiori paesi sono stati sottoposti a profonde trasformazioni: la deregolamentazione, la tendenza verso economie di mercato integrate a livello globale, i progressi nell’innovazione finanziaria e nelle tecniche di misurazione, la crescita del settore parabancario, hanno contribuito allo sviluppo di regole sempre più orientate ai principi della concorrenza e del mercato. Un incentivo viene anche dalla revisione della disciplina sull’adeguatezza del capitale, che prevede la possibilità per le banche di implementare sistemi di rating interno per la definizione della solidità finanziaria della controparte, ed un loro utilizzo anche per fini prudenziali. I sistemi di rating, riconosciuti dal Comitato di Basilea come strumenti essenziali per un’efficace misurazione del rischio di credito, si basano sullo sfruttamento congiunto di tutte le informazioni disponibili, per pervenire ad una valutazione più precisa del merito creditizio dei clienti. Nonostante, infatti, l’elevata attenzione che la maggior parte degli istituti ha posto proprio sulla logica matematico-statistica funzionale alla costruzione dell’indice di rating, questa non è altro che una prima base, alla quale poi aggiungere tutti gli altri dati rilevanti rimasti esclusi dall’algoritmo. I modelli statistici possono

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basilea 2
rischio creditizio

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