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Gli Zapatisti e la comunicazione: liberare i ribelli in rete

Informazioni tesi

  Autore: Gioia Kidane Mariam
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Guido Carboni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

Parliamo di una rivoluzione nata in un luogo molto lontano dall’Italia: il Chiapas, regione sperduta nel sud-est messicano. Data la lontananza culturale e fisica che separa l’Italia, Vercelli, dal Messico, ho creduto necessario dare qualche spiegazione sulla situazione sociale e comunicativa del Messico in generale e del Chiapas in particolare. In questo modo il lettore non avrà difficoltà a immaginare il panorama storico e socio-culturale in cui si è sviluppata la rivoluzione zapatista.
Ma lo scopo di questa ricerca è raccontare come, tutto d’un tratto, milioni di persone nel mondo hanno deciso di unirsi alla lotta degli indios chiapanechi, nonostante magari fino a poco prima non sapessero nemmeno dove localizzare il Chiapas su una cartina geografica.
Come vedremo, il richiamo zapatista è universale, essi si appellano a tutti gli idealisti del mondo, chiedendo di fare un cenno: dimostrare in qualche modo e in qualunque luogo al mondo, che non solo il movimento zapatista crede in possibilità sociali, politiche, economiche più eque per tutti. E come per magia, tutte queste persone fanno un gesto a testa, ma in tantissimi. E qualcosa si muove.
Le reti, ed in particolare la rete delle reti, l’Internet, rendono possibile tutto questo. Come già diceva Mcluhan, il mezzo è il messaggio. E in questo modo, una rivoluzione che viaggia principalmente attraverso le reti, non ha un reale centro propulsore: gli zapatisti non sono che uno dei punti interconnessi ad altri milioni di punti in tutto il mondo, che a loro volta sono interconnessi con altri milioni etc.
La cooperazione e la condivisione saranno la base su cui si svilupperanno da e con il neo zapatismo altri movimenti, tutti con cause diverse e ben mirate, ma che condividono un messaggio di fondo: la ricerca di alternative a realtà insostenibili.
In questa sede si tenterà di far luce su uno di questi punti propulsori di una rivoluzione mondiale, formata da attivisti con le più disparate intenzioni, e con alcuni obiettivi comuni.
La protesta partirà dal Chiapas per rivendicare i diritti degli indios, ma si ripeterà in molti altri luoghi nel mondo, ogni volta con la convivenza di cause e istanze diverse, ma che possono convivere.
In altre parole, questa ricerca parlerà di uno degli infiniti aspetti della rete e delle reti, cercando di far luce sui passaggi che collegano un centro sociale di Torino o un’importante squadra di calcio milanese a un municipio autonomo disperso nella selva messicana.

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5 1 INTRODUZIONE In questa ricerca vorrei raccontare di una rivoluzione nata in un luogo molto lontano dall’Italia: il Chiapas, regione sperduta nel sud-est messicano. Ho, dunque, fornito qualche informazione sul territorio e sulle condizioni di vita dei suoi abitanti. In questo modo il lettore potrà cercare di immaginare il panorama storico e socio-culturale in cui si è sviluppata la rivoluzione zapatista. Ma l’aspetto per me più significativo di questa rivolta è come dal Messico, dal Chiapas il messaggio di insurrezione si sia propagato al resto del mondo. Gli zapatisti si sono appellati a tutti gli idealisti del mondo, chiedendo di fare un cenno: di dimostrare in qualche modo e in qualunque luogo si trovassero che il miglioramento della qualità della vita è un desiderio universale e condivisibile al di là delle differenze sociali, culturali, politiche, economiche. Questo appello è stato raccolto in tutto il mondo. All’improvviso milioni di persone hanno deciso di unirsi alla lotta degli indios chiapanechi, anche se, forse, non sapevano nemmeno dove localizzare il Chiapas su una cartina geografica. Questo è stato possibile grazie allo sviluppo delle reti, ed in particolare della rete delle reti, l’Internet. Ma, come già diceva McLuhan, il mezzo è il messaggio. Gli zapatisti non sono che uno dei punti interconnessi ad altri milioni di punti in tutto il mondo, che a loro volta sono interconnessi con altri milioni. Così una rivoluzione che viaggia principalmente attraverso le reti, non ha un reale centro propulsore. La cooperazione e la condivisione provocano un feed-back straordinario: la base su cui si svilupperanno attraverso il neo-zapatismo altri movimenti, tutti con obiettivi diversi ma che condividono un messaggio di fondo: la ricerca di alternative a realtà insostenibili e modificabili. Grazie alla fitta rete di rimandi ed interconnessioni su cui viaggiano gli scambi di questi movimenti, è possibile ora raccontare anche del Chiapas e degli indios, coinvolgendo e descrivendo contemporaneamente moltissime altre realtà

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Parole chiave

chiapas
comunicazione
indios
lacandona
marcos
no global
reti solidali
reti telematiche
social forum
zapatismo

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