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I sovraccarichi funzionali nel rugby: metodiche per la valutazione e il follow up

In questa tesi vengono prese in considerazione le principali sindromi da sovraccarico funzionale(Pubalgia, jumping knee, lesione della cuffia dei rotatori, tendinopatia dell’achilleo…)causate da microtraumatismo di un distretto anatomico sottoposto a sovraccarico funzionale prolungato e ripetuto nel tempo. Nella parte iniziale vine analizzata l’epidemiologia delle sindromi da sovraccarico funzionale in relazione allo sport del rugby (Età, frequenza e parti anatomiche più colpite, relazione con i traumi acuti)
Successivamente si passa all’analisi delle sedi anatomiche in cui avvengono le lesioni (articolazioni della spalla, del ginocchio, dell’anca…) con descrizione dei danni provocati dalle patologie da sovraccarico. Viene inoltre preso in considerazione la biomeccanica della corsa e del salto e come questa possa portare, a lungo termine, a creare delle microlesioni che potrebbero evolvere in sindromi da “overuse”.
Vengono inoltre illustrate le principali metodologie di diagnostica per immagini necessarie per la cura e la prevenzione di tali patologie, in particolare l’analisi ecografia tendinea.
Il follow-up è stato utile per la prevenzione delle patologie da sovraccarico funzionale e per l’ adeguamento delle fasi di allenamento, quando queste patologie si sono verificate.
Grazie al follow-up è stato possibile limitare e recuperare i danni che avrebbero potuto presentarsi con l’evoluzione delle sindromi da overuse permettendo ai giocatori della nazionale italiana di partecipare ai campionati del mondo.
Nella parte conclusiva vengono presentati alcuni metodi di terapia e di bendaggio funzionale che permettono il controllo del sovraccarico.
Lo sport preso in considerazione è il rugby ma lo studio si può estendere anche ad altri sport.

Ringrazio il Dott. Maurizio V. Ieracitano per l’aiuto e i dati forniti.

Massimo Boero

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5 1 Epidemiologia degli infortuni nel Rugby 1.1 Impatto del professionismo sugli infortuni nel gioco del Rugby (Rugby union) Obiettivi: Misurare la frequenza e la natura degli infortuni avvenuti in gare competitive da quando è stato introdotto il professionismo nella rugby union. Introduzione: Il professionismo è stato adottato dalla International rugby board dopo la seconda Coppa del mondo in Sud Africa nel 1995. I giocatori si sono dovuti adattare ad un gioco sempre più veloce e duro che cominciava a richiedere uno sforzo fisico e mentale sempre più consistente. E’ stato condotto uno studio epidemiologico sugli infortuni nel rugby tra il 1993 e il 1994, quando il rugby era uno sport amatoriale in Scozia (rugby union) e i dati raccolti sono stati comparati con quelli tra il 1997 e il 1998, quindi dopo l’introduzione del professionismo. Metodi: Lo studio è stato prima condotto su giocatori senior dei club scozzesi di rugby tra il 1993 e il 1994 quando la rugby union era composta solamente da squadre amatoriali. Lo stesso studio è stato ripetuto tra il 1997 e il 1998, quindi dopo l’introduzione del professionismo. In totale hanno partecipato 803 giocatori di rugby nella prima fase e 975 nella seconda. I 576 infortuni avvenuti a 381 giocatori della prima fase sono stati comparati con i 373 di quelli della seconda.

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Massimo Boero Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.