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Il ruolo del giudice all'interno dell'ordinamento costituzionale italiano

INTRODUZIONE

Il presente lavoro si propone di delineare la funzione del giudice all’interno sia dell’ordinamento costituzionale italiano sia di altri ordinamenti costituzionali europei (Inghilterra, Francia, Belgio e Germania).
Negli ordinamenti contemporanei i giudici rappresentano pubblici funzionari investiti di un potere giudiziario ed ad essi è affidata l’amministrazione della giustizia, ossia la funzione di assicurare l’osservanza e l’applicazione del diritto vigente nello Stato. Il contesto entro il quale questa figura si colloca è stato plasmato da una serie di eventi storici che hanno caratterizzato la lunga evoluzione della magistratura all’interno del mondo occidentale.
La ricerca muove da un breve excursus storico e tale approccio è in linea con ciò che afferma un grande giurista dei nostri tempi: “la storia è forse l’unico grande laboratorio di esperienze del mondo umano…” (A.Giuliani). La posizione della storia nello studio del diritto è quindi centrale: la scienza del diritto non può essere intesa come una “scienza senza storia” (A.Giuliani) in quanto essa è indispensabile per approfondire le ragioni dello sviluppo delle Istituzioni. L’uso del metodo storico comparato fornisce, quindi, la possibilità di mostrare le istituzioni giuridiche nella loro interezza e giungere così ad una loro corretta interpretazione ed è proprio sulla base di tale interpretazione che è possibile rimettere in discussione concezioni dogmatiche già consolidate.
La presente analisi parte dalle considerazioni sulla situazione giudiziaria francese all’epoca dell’Acien Regime, considerazioni che aprono le porte ad una trattazione del pensiero illuministico di Montesquieu e della sua teoria sulla distinzione/divisione dei poteri. In seguito l’analisi prosegue delineando le caratteristiche dell’ordinamento giudiziario in epoca rivoluzionaria, a sua volta fortemente condizionato proprio dalla teoria di Montesquieu, e delle successive modifiche apportatevi con l’entrata in vigore del Code Civil napoleonico. Fu appunto questo codice ad influenzare le legislazioni emanate nei territori che facevano parte dell’Impero, come l’Italia.
Il lavoro prosegue con la dettagliata analisi della situazione italiana a partire dal periodo preunitario sino al 1948, anno dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana.
La Costituzione del ’48 rappresenta un momento legislativo di primaria importanza in quanto legittima la figura del giudice all’interno dell’ordinamento italiano.
Bisogna precisare che prima dell’entrata in vigore della Costituzione la funzione del giudice era già parzialmente delineata all’interno delle Disposizioni sulla Legge in Generale, inserite nella prima parte del codice civile italiano del 1942. In esse viene posto in evidenza il ruolo rivestito del giudice all’interno del meccanismo di interpretazione della legge (art. 12 d.l.g.).
La seconda parte del lavoro è invece dedicata alla descrizione di alcuni ordinamenti giudiziari europei ed è teso a far emerge la grande differenza tra gli ordinamenti di civil law (Italia, Francia, Belgio e Germania) e gli ordinamenti di common law (Inghilterra).
L’ultima sezione, infine, è dedicata alle conclusioni volte a fornire un quadro più analitico del panorama analizzato sulla base del percorso sin lì effettuato.

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1 INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di delineare la funzione del giudice all’interno sia dell’ordinamento costituzionale italiano sia di altri ordinamenti costituzionali europei (Inghilterra, Francia, Belgio e Germania). Negli ordinamenti contemporanei i giudici rappresentano pubblici funzionari investiti di un potere giudiziario ed ad essi è affidata l’amministrazione della giustizia, ossia la funzione di assicurare l’osservanza e l’applicazione del diritto vigente nello Stato. Il contesto entro il quale questa figura si colloca è stato plasmato da una serie di eventi storici che hanno caratterizzato la lunga evoluzione della magistratura all’interno del mondo occidentale. La ricerca muove da un breve excursus storico e tale approccio è in linea con ciò che afferma un grande giurista dei nostri tempi: “la storia è forse l’unico grande laboratorio di esperienze del mondo umano…” (A.Giuliani). La posizione della storia nello studio del diritto è quindi centrale: la scienza

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Felicia Frontera Contatta »

Composta da 259 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6732 click dal 03/11/2005.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.