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I mass media in tempo di guerra. Dai mezzi tradizionali ai nuovi media: il caso dell'Iraq

Il tema centrale dell'elaborato riguarda il rapporto tra mass media e guerra. Si tratta di un’interdipendenza che gli esperti di comunicazione conoscono bene: infatti è nota la capacità acceleratrice delle guerre sui mezzi di informazione, ed è altrettanto nota la tendenza delle parti in causa a controllare il flusso informativo.
La tesi ricostruisce lo sviluppo e le varie fasi dell'attenzione ai mezzi di comunicazione di massa all'interno delle scienze sociali e pone in evidenza come vi siano corrispondenti sviluppi negli usi dei mezzi in tempi di guerra e nelle relative teorie. Si concentra poi sul ruolo dei media nel conflitto iracheno e ne pone in evidenza le ambiguità.






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3 1. LA COMUNICAZIONE NELLE SCIENZE SOCIALI 1.1 PREMESSA Si trascorre gran parte della vita cosciente a mandare o ricevere messaggi di vario genere: al mattino il trillo della sveglia ci dice che è ora di alzarsi, si raccoglie e si legge la posta, si legge il giornale per scoprirvi quello che avviene nel mondo, e poiché le notizie del giornale sono già vecchie di parecchie ore si accende la radio o la televisione per ascoltarne i successivi sviluppi. Si va a scuola o al lavoro e il segnale rosso o verde dei semafori ordina di fermarsi o procedere. Al di qua e al di là della strada, si vedono manifesti variopinti e la disposizione delle figure e delle parole spingono a comprare questo o quel prodotto, ad andare a vedere quel dato film o quella data commedia. Dopo questi riferimenti alla vita quotidiana di tutti i giorni ci si rende conto che la comunicazione è fondamentalmente una questione sociale. Nella società attuale non esiste un comportamento che non sia comunicativo: infatti come dice P. Watzlawick “non si può non comunicare”. Questa espressione descrive adeguatamente, oltre che tutte le civiltà e società esistite, soprattutto la società contemporanea, industrialmente avanzata, nella quale messaggi e informazioni varie si incontrano, entrano in conflitto e si sovrappongono in maniera sempre maggiore rispetto al passato. Come affermava Aristotele, l’uomo può essere definito un “animale sociale”, che ha un continuo bisogno di comunicare e relazionarsi con gli altri; la comunicazione nella modernità “si articola poi, con un intreccio interdipendente di linguaggi, in comunicazione “parlata” (radio), comunicazione “scritta”

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Katia Bernardi Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.