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La valutazione economico-finanziaria nelle iniziative di project financing

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Sgarzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Francesco Giunta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

Negli ultimi tempi, in Italia, le forme di finanza innovativa hanno assunto un ruolo primario anche nella gestione di alcuni servizi di natura pubblica, principalmente a causa della progressiva contrazione dei trasferimenti agli enti locali nonostante la crescente domanda di infrastrutture. Nell’ambito della finanza pubblica, e successivamente anche nel settore privato, sono state elaborate alcune tecniche alternative di finanziamento che si basano sulla partecipazione del capitale privato e, conseguentemente, sul minimo impiego di risorse pubbliche.
Tra le diverse modalità di ricorso al capitale privato, il project financing è senza dubbio, il più conforme alle caratteristiche delle iniziative relative allo sviluppo infrastrutturale italiano; questo per due ordini di motivi:
· il settore infrastrutturale è altamente “capital intensive” e caratterizzato da lunghi tempi di costruzione degli impianti, nonché da estesi periodi di funzionameto degli stessi;
· le profonde innovazioni legislative, tecnologiche e di mercato a favore di tale tecnica fanno ben sperare in un suo sviluppo nei prossimi anni.

È generalmente difficile schematizzare le modalità di selezione e valutazione dei progetti con la tecnica del project financing. Tali modalità sono sempre diverse tra loro, in relazione alle diverse caratteristiche del progetto ed alle differenti metodologie di analisi utilizzate.
Tuttavia l’aspetto al quale viene generalmente dedicata maggiore attenzione è rappresentato dalla valutazione del piano economico-finanziario del progetto.

Questo lavoro, infatti, si propone di focalizzare lo studio delle iniziative di project financing non tanto da un punto di vista strategico, quanto da un punto di vista tecnico-operativo, in particolare la valutazione del piano economico-finanziario, considerato lo strumento cardine per questo tipo di progetti.
Di qui, la necessità di sviluppare un busness plan in grado di evidenziare parametri chiave atti a rendere l’investimento nel progetto appetibile al mercato dei finanziatori. Nello sviluppo di questo piano è essenziale verificare la capacità del progetto di generare flussi di cassa in grado di permettere il rimborso del debito ed il pagamento degli interessi sui capitali impiegati.
Per fare ciò vengono approfonditi vari modelli di studio per la rendicontazione dei cash flow i quali poi, vengono modificati da ipotesi pessimistiche e ottimistiche al fine di determinare la loro vulnerabilità a tali cambiamenti. Più il progetto sarà stabile a tali variazioni e più l’investimento sarà sicuro e quindi il costo del finanziamento sarà minore.
Una volta definiti i cash flow si dovrà strutturare il tipo di finanziamento ad hoc per il progetto. A questo riguardo vengono menzionati i vari tipi di ricorso al debito e/o al capitale proprio della società di progetto, per fare un quadro esaustivo, se pur sintetico, delle varie possibilità di finanziamento.
Particolare attenzione va posta ai rischi connessi al progetto, che possono nascere sia nella fase progettuale, sia in quella operativa, sia in quella gestionale. Nella trattazione una volta spiegate le tecniche per identificare le tipologie di rischi e gli strumenti per poterli allocare fra i vari soggetti partecipanti, vengono elencate le principali categorie di rischi a cui un’iniziativa di project financing può andare incontro e le loro possibili coperture.
Per ottenere ciò è necessaria un’accurata strutturazione di un pacchetto di contratti che deve essere ben definito e specifico per ogni soggetto e per ogni fase del progetto. Anche in questo caso vengono descritti sinteticamente i principali contratti che vengono stipulati nelle operazioni di project financing, suddivisi per il momento in cui questi vengono negoziati, e nel caso in cui questi non siano sufficienti a coprire ed allocare gli eventuali rischi, le varie garanzie e covenants richieste dai finanziatori ai promotori.

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1 INTRODUZIONE Negli ultimi tempi, in Italia, le forme di finanza innovativa hanno assunto un ruolo primario anche nella gestione di alcuni servizi di natura pubblica, principalmente a causa della progressiva contrazione dei trasferimenti agli enti locali nonostante la crescente domanda di infrastrutture. Nell’ambito della finanza pubblica, e successivamente anche nel settore privato, sono state elaborate alcune tecniche alternative di finanziamento che si basano sulla partecipazione del capitale privato e, conseguentemente, sul minimo impiego di risorse pubbliche. Tra le diverse modalità di ricorso al capitale privato, il project financing è senza dubbio, il più conforme alle caratteristiche delle iniziative relative allo sviluppo infrastrutturale italiano; questo per due ordini di motivi: ξ il settore infrastrutturale è altamente “capital intensive” e caratterizzato da lunghi tempi di costruzione degli impianti, nonché da estesi periodi di funzionameto degli stessi; ξ le profonde innovazioni legislative, tecnologiche e di mercato a favore di tale tecnica fanno ben sperare in un suo sviluppo nei prossimi anni. È generalmente difficile schematizzare le modalità di selezione e valutazione dei progetti con la tecnica del project financing. Tali modalità sono sempre diverse tra loro, in relazione alle diverse caratteristiche del progetto ed alle differenti metodologie di analisi utilizzate. Tuttavia l’aspetto al quale viene generalmente dedicata maggiore attenzione è rappresentato dalla valutazione del piano economico-finanziario del progetto.

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