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I rischi operativi e la loro gestione nelle Istituzioni Finanziarie

Informazioni tesi

Gestione delle Istituzioni Finanziarie
  Autore: Crescenzo Limongelli
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2005
Docente/Relatore: Nessuno Nessuno
Istituito da: Università degli Studi di Siena
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 30

Il paper si focalizza sui rischi operativi, sulla proposta regolamentare di Basilea 2 per la loro gestione e si sofferma sulle implicazioni organizzative nella realizzazione del processo di operational risk management.

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2 Introduzione Il gruppo bancario non è più la banca universale del passato. Le sue componenti, società quotate, società controllate, business units, per effetto della concorrenza, del rapido mutamento dei mercati, delle differenti pressioni innovative e della crescente complessità tecnologica, si focalizzano su determinati segmenti di clientela e specifiche linee di mercato. Negli ultimi anni le banche si sono evolute in imprese articolate, sostanzialmente rivolte alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e, in primo luogo, per gli azionisti. Uno degli elementi unificanti di queste strutture così complesse è divenuto il capitale del gruppo, cuscinetto per tutti i rischi che vengono in varia misura affrontati e gestiti dalle differenti unità operative. Negli ultimi decenni, sia la comunità accademica, sia gli operatori di settore, hanno approfondito lo studio della relazione tra rischi e capitale, identificando nel capitale della banca il buffer per ammortizzarne i rischi assunti. Il patrimonio non è per le banche soltanto una fonte scarsa di finanziamento, ma è anche una protezione contro il verificarsi di eventi avversi, una risorsa idonea ad assorbire gli impatti di perdite che, pur non previste, non possono essere escluse ad un fissato livello di confidenza. Il patrimonio deve, quindi, essere dimensionato sui rischi che l’intero gruppo affronta, secondo il proprio disegno imprenditoriale delineato dalle linee strategiche, e la sua valorizzazione è divenuto oggigiorno uno dei principali drivers gestionali. Il rischio è presente in ogni forma d’attività economica, tuttavia in campo finanziario assume un rilievo particolare perché è l’oggetto stesso della produzione. Nel bilancio dell’intermediario finanziario tutte le voci, sia dell’Attivo, sia del Passivo sono rappresentate da attività e da passività finanziarie, che, di fatto, sono scambi di flussi di cassa con scadenze in tempi diversi. Esse sono proiettate nel futuro e presentano intrinsecamente tutte le tipologie di rischio legate all’incertezza. Le voci di bilancio sono soggette ad incertezze legate alla situazione del debitore, alle condizioni del mercato, all’andamento economico generale e cosi via. Da queste considerazioni è immediato comprendere come l’analisi del rischio e delle sue conseguenze sia fondamentale, innanzitutto a livello strettamente aziendale, ma anche dal punto di vista dell’equilibrio e dell’efficienza del sistema nel suo complesso. L’esposizione ai rischi è ineliminabile per qualsiasi attività di impresa e assume un ruolo determinate nell’attività delle banche. La presenza di incertezza e di rischio sono le ragioni fondamentali dell’esistenza e dell’operatività stessa degli intermediari finanziari. Dominare il rischio in condizioni di asimmetria informativa rappresenta una delle funzioni fondamentali delle banche e, sicuramente, quella che più delle altre permette di interpretarne l’evoluzione, il ruolo, i cambiamenti e le innovazioni. Il corretto sviluppo della cultura dei controlli è uno dei presupposti per ottenere un’efficace e efficiente gestione dei rischi. Bisogna concentrare l’analisi su una struttura organizzativa idonea a individuare e a fronteggiare prontamente i rischi. La corretta interpretazione del termine controllo è nell’identificazione e nella messa in opera di tutte le possibili attività, espletate da ogni singola società, per ridurre o mitigare gli effetti che potrebbero derivare dal manifestarsi dei rischi potenziali. Dopo la rivelazione e l’analisi bisogna procedere con l’individuazione dei presidi esistenti, garanzia di corretta operatività e non ostacolo ad essa. Infine, ad ogni unità organizzativa individuata vanno affidati compiti innovativi che le permettano di avere gli strumenti idonei per fronteggiare il manifestarsi dei rischi. Per lungo tempo i fattori di rischio legati alla gestione bancaria sono stati considerati separatamente, in relazione a ciascuna delle aree di attività. Negli ultimi anni, l’evoluzione delle teorie e delle prassi operative ha portato ad una visione unitaria del problema e alla

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basilea 2
nuovo accordo sul capitale
operational risk managemet
rischi operativi

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