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Analisi del fenomeno immigrazione nel territorio jonico con particolare riferimento al comparto edilizia

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Clemente
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Michele Prof. colasanto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

Introduzione

Lo scopo di questo lavoro è analizzare le cause della migrazione internazionale ed analizzarne gli effetti sull’economia dei paesi di destinazione.
Il movimento, inteso nella sua accezione più ampia di merci, di servizi, di capitali, di idee, di cultura ed infine di persone è l’elemento distintivo del secolo appena trascorso e lo sarà anche del XXI.
Parlando di mobilità territoriale, quindi di migrazione, spesso si percepisce il fenomeno come un problema, una malattia del mondo.
In realtà, l’analisi approfondita delle cause e delle dinamiche della mobilità territoriale dovrebbe condurre ad identificare la migrazione come sintomo dei diversi mali che indeboliscono il nostro pianeta.
Lo sforzo di comprendere il fenomeno migratorio internazionale offre degli spunti di riflessione a più livelli e abbraccia numerosi campi quali, la storia, la politica, la sociologia, la demografia e l’economia.
Uno studio interdisciplinare della materia, quindi, permette delle possibilità interessanti, sebbene la necessità di approfondire l’argomento limiti inevitabilmente il campo ed obblighi ad una scelta chiara e netta riguardo all’ambito di analisi entro cui far ricadere lo studio della migrazione internazionale.
La scelta di studiare il caso migratorio trova il suo fondamento nel contesto socio-economico nel quale viviamo, pervaso dal fenomeno della globalizzazione che ormai permea qualunque campo d’azione e che dovrebbe in qualche modo facilitare i processi di integrazione culturale e multietnici. In realtà, ci si trova in un’ epoca di contraddizioni in cui convivono da un lato, l’accettazione del pluralismo etnico, culturale, religioso e politico, visto come il naturale evolversi dei tempi e, dall’altro, vi è l’esistenza di un certo grado di chiusura culturale, per cui il diverso e tutto ciò che non si comprende, viene allontanato, temuto e denigrato.
Si ha la chiara sensazione che, ora più che mai, dal momento che l’Europa, come molti auspicano, potrebbe diventare a tutti gli effetti un unico grande paese con comuni principi, leggi e mercati dei beni e del lavoro, l’inserimento nel mondo del lavoro non può prescindere dalla considerazione che la competizione, è diventata smisuratamente grande e, che sempre più si sta allargando, fino a comprendere i lavoratori non europei che sperano di trovare nel nostro continente e, in ciascun paese che lo compone, un posto dove poter crescere, studiare, lavorare e vivere dignitosamente, facendo crescere la domanda non solo di lavori di cura ( servizi alle persone ), ma anche di quelli edili ed agricoli.
Per quanto lo sforzo sia stato quello di studiare “scientificamente” il tema, attenendosi ai canoni dell’obiettività e dell’oggettività, l’analisi e la riflessione non possono non risultare influenzate, come tutti i sociologi, ma non solo, ben sanno, dalla percezione soggettiva che di tale fenomeno si ha.
L’esigenza di sviluppare un lavoro che abbia l’obiettivo di esplorare la realtà del fenomeno migratorio e di studiarne le conseguenze, in particolare sui paesi di destinazione e in Italia, nasce, dunque, da queste riflessioni e considerazioni.
L’immigrazione, infatti come emerge nella presente ricerca, è un problema particolarmente delicato che crea divisioni e viene percepito da alcuni come una minaccia all’identità nazionale, mentre da altri come una opportunità, come un fatto positivo, come una fonte di diversità culturale.
Coloro che intervengono a sostegno dell’ingresso d immigrati nel nostro paese sottolineano il bisogno di lavoratori stranieri davanti all’evidente penuria che tocca alcuni settori economici e produttivi e, a ciò poi si aggiunge il processo di invecchiamento della popolazione europea.
La popolazione attiva dell’Europa dovrebbe passare dagli attuali 303 milioni ai 280 milioni nel 2030.

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6 Introduzione Lo scopo di questo lavoro è analizzare le cause della migrazione internazionale ed analizzarne gli effetti sull’economia dei paesi di destinazione. Il movimento, inteso nella sua accezione più ampia di merci, di servizi, di capitali, di idee, di cultura ed infine di persone è l’elemento distintivo del secolo appena trascorso e lo sarà anche del XXI. Parlando di mobilità territoriale, quindi di migrazione, spesso si percepisce il fenomeno come un problema, una malattia del mondo. In realtà, l’analisi approfondita delle cause e delle dinamiche della mobilità territoriale dovrebbe condurre ad identificare la migrazione come sintomo dei diversi mali che indeboliscono il nostro pianeta. Lo sforzo di comprendere il fenomeno migratorio internazionale offre degli spunti di riflessione a più livelli e abbraccia numerosi campi quali, la storia, la politica, la sociologia, la demografia e l’economia. Uno studio interdisciplinare della materia, quindi, permette delle possibilità interessanti, sebbene la necessità di approfondire l’argomento limiti inevitabilmente il campo ed obblighi ad una scelta chiara e netta riguardo all’ambito di analisi entro cui far ricadere lo studio della migrazione internazionale.

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