Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Day after unremembered day: tempo e memoria nelle opere letterarie di Samuel Beckett

In uno dei suoi scritti Baudelaire afferma che il genio letterario consiste nella capacità di rievocare l'infanzia a piacimento. Con infanzia il poeta non intende quella propria di uno scrittore, il suo particolare passato, non sta infatti parlando di memorie nascoste, quanto di quel senso di arcaico che ciascuno porta con sé nella vividezza dei giorni presenti: si badi, non è memoria di giorni d'infanzia ormai trascorsi, ma è la percezione di ciò che sentiamo intimamente nostro, l'eco di una antichità personale, che spesso si traduce in un desiderio profondo di ritornare alle origini, quasi un'ossessione per un artista come Samuel Beckett.
Scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, Samuel Beckett ha una venerazione sconfinata per Marcel Proust. L'affinità che ha con lo scrittore francese sta nel metodo che consisteva nell'immergersi nel materiale cui lavoravano per fuggire dal proprio io e, allo stesso tempo, raggiungere un livello di autocoscienza impossibile nella vita vissuta.
Sono queste considerazioni che mi hanno indotto ad approfondire due temi, il Tempo e la Memoria - comuni ai due scrittori - di cui ho voluto analizzare il percorso, osservare le continue metamorfosi, inizialmente esaminando il saggio che egli scrisse su Marcel Proust nel 1931. E' un resoconto sulle operazioni che l'abitudine imprime nella memoria e le conseguenze che queste producono nella soggettiva esperienza del Tempo. Qui il Tempo è distruttore dell'identità dell'uomo, la cui essenza è possibile catturare solo in quei pochi istanti in cui agisce la memoria involontaria. Ma il Tempo non è solo un mostro divoratore, o un flusso organizzato di eventi; talune volte si afferma negandosi e, mentre lo fa, diventa il protagonista ombra sulla scena teatrale. Lo svolgimento dei drammi sarà, in previsione di un tempo assente e presente, caratterizzato dalla mancanza di un inizio e di una fine, sempre sull'orlo dell'abisso o alle soglie di un infinito sconosciuto.
Beckett è pronto a dare a questo universo sconfinato una forma, a renderlo drammatico, per questo motivo trasforma il Tempo in un'attesa interminabile, impossibile da misurare con gli orologi o i calendari, e quindi impossibile da compiersi.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione In uno dei suoi scritti Baudelaire afferma che il genio letterario consiste nella capacità di rievocare l'infanzia a piacimento. Con infanzia il poeta non intende quella propria di uno scrittore, il suo particolare passato, non sta infatti parlando di memorie nascoste, quanto di quel senso di arcaico che ciascuno porta con sé nella vividezza dei giorni presenti 1 : si badi, non è memoria di giorni d'infanzia ormai trascorsi, ma è la percezione di ciò che sentiamo intimamente nostro, l'eco di una antichità personale, che spesso si traduce in un desiderio profondo di ritornare alle origini, quasi un'ossessione per un artista come Samuel Beckett. Scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, Samuel Beckett ha una venerazione sconfinata per Marcel Proust. L'affinità che ha con lo scrittore francese sta nel metodo che consisteva nell'immergersi nel materiale cui lavoravano per fuggire dal proprio io e, allo stesso 1 John Banville, Il Testamento di Beckett, Dublino ingrata madre, in Corriere della sera, feb. 5, 1999, p. 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francescapaola Iuliucci Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4643 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.