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Realizzazione e sperimentazione di un'applicazione Web-GIS per la valutazione della vulnerabilità degli acquiferi del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Delli Priscoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Angelo Chianese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 205

Lo scopo di questa tesi è quello di mostrare come le tecnologie GIS possano essere applicate all’ingegneria per l’ambiente e il territorio. Per mostrare le tecnologie utilizzate e i vantaggi ottenute nell’adottarle viene affrontato un problema specifico del settore ambientale, ossia la valutazione della vulnerabilità degli acquiferi di un territorio del Sud Italia, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Nello studio di pianificazione viene inquadrato il Parco dal punto di vista delle caratteristiche litologiche, morfologiche, idrogeologiche e climatiche e successivamente si mette in risalto il problema del degrado delle risorse idriche sotterranee. In questa fase si evidenziano le cause della vulnerabilità naturale delle falde all’inquinamento e i fattori idrogeomorfologici che la influenzano.
Si passa alla realizzazione di una base di dati informativa, indicando la tipologia e la descrizione dei dati utilizzati nel sistema informativo territoriale.
Nell’ottica della vulnerabilità degli acquiferi (che verrà affrontata utilizzando la metodologia SINTACS) vengono ricavati tutti i tematismi necessari alla risoluzione del metodo, procedendo, nella maggior parte dei casi, a ricavare gli strati informativi di tipo “vettoriale” ex novo, in quanto i dati ‘sorgenti’ fornitici da enti e società predisposti erano in formato raster (.pdf). Con il software arcGIS si è proceduto, nell’ordine, ad una serie di operazioni (Conversione, Georeferenziazione, Digitalizzazione, realizzazione delle feature attribute table (F.A.T.) in modo da poterle utilizzare correttamente in ambiente GIS, tutto questo con notevole dispendio di tempo.
La fase del progetto prevede lo studio della vulnerabilità degli acquiferi utilizzando la metodologia SINTACS.La vulnerabilità intrinseca degli acquiferi verrà calcolata seguendo una prima fase in cui, per si ogni singolo parametro del SINTAC, viene ricavato il relativo punteggio.
Con il software arcGIS si costruiscono, poi, i layers di ogni strato informativo tenendo conto dei pesi, di origine sia antropica che naturale, cha andranno a modificare i punteggi prima ricavati (cfr "Linee-guida per la redazione e l’uso delle carte di vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento” di Civita e De Maio).
In contemporanea allo studio della vulnerabilità degli acquiferi del Parco del Cilento è stato realizzato un ulteriore studio che mette in evidenza la “qualità” dei suoli del Parco stesso. A seguito di un’analisi attenta, di tutti gli elementi qualificanti del Parco, sia i fattori di disturbo, si è ottenuta una carta tematica di sintesi che evidenzia la qualità pedologica ed ambientale dei suoli. In questo modo è realizzato una cartografia tematica di analisi, utile al riconoscimento e alla localizzazione delle zone di maggior criticità.
Lo scopo finale è quello di effettuare una lettura incrociata evidenziando,in questo modo, nelle zone a maggiore vulnerabilità di inquinamento degli acquiferi, la qualità dei suoli. E’ evidente,quindi, che se una zona con elevata vulnerabilità ricade contemporaneamente nella zona di qualità pedoambientale definita ‘scarsa’, risulta essere un’area di forte criticità.
I risultati verranno pubblicati sul web-GIS di Ateneo

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Capitolo 1 : Introduzione ai sistemi informativi territoriali 8 Capitolo 1 : Introduzione ai Sistemi Informativi Territoriali 1.1 Introduzione Nel linguaggio comune il termine territorio è usato per definire un’area geografica, amministrativa o giurisdizionale della superficie terrestre, entro la quale una comunità svolge attività sociali, produttive e ludiche o è circoscritto uno specifico ecosistema. Di fatto il termine sintetizza l’insieme delle componenti e delle proprietà di un sistema complesso in continua evoluzione. I fenomeni meterologici o le attività dell’uomo sono direttamente od indirettamente causa di modifiche del territorio. Lo sbarramento di un bacino idrografico o l’inserimento di un insediamento urbano od industriale sono delle sollecitazioni che portano ad un cambiamento dell’assetto territoriale per il raggiungimento di un nuovo equilibrio. Oltre allo strato di suolo prossimo alla superficie fanno parte del sistema territorio , il sottosuolo, le acque interne, il mare in prossimità della linea di costa e lo spazio atmosferico sovrastante sia la terraferma sia le acque territoriali. Ne deriva che il territorio è di fatto la principale risorsa economica di una comunità e per tale ragione è strategico conoscere gli elementi che lo compongono allo scopo di controllarne l’assetto ed individuarne le proprietà e le criticità. Si tratta di un modo razionale di interagire con il territorio basato su fatti oggettivi (osservazioni) e che ha come finalità il risparmio di risorse, la tutela della salute ed il miglioramento della qualità della vita. La normativa in vigore in una nazione è indirizzata a regolamentare la costituzione di opere di ingegneria, l’espansione degli insediamenti urbani o lo sfruttamento delle risorse naturali (georisorse) o l’esecuzione di interventi di bonifica di aree degradate o di insediamenti industriali abbandonati, allo scopo di ripristinare un assetto tendente alla salvaguardia dell’ambiente naturale che esisteva prima dell’inizio dell’attività industriale, in altre parole lo smantellamento di strutture fatiscenti, la rimozione di materiale tossico, la sistemazione geotecnica ed idrogeologica, il risanamento paesaggistico per la restituzione del territorio alla collettività. Nell’applicazione degli interventi di politica territoriale si effettua una rappresentazione schematica del territorio attraverso un insieme di dati, regole o connessioni onde definire il modello del territorio, in cui le variabili esogene rappresentano gli strumenti ed i dati disponibili mentre le variabili endogene gli obiettivi. Mediante elaborazioni (analisi) è possibile esprimere le variabili endogene che definiscono gli obiettivi in funzione delle variabili esogene ottenendo la forma ridotta del modello. Sulla base di queste premesse nacquero verso la metà degli anni 70 i primi sistemi Informativi Geografici. Negli ultimi 5 anni in Italia si è assistito ad un vero e proprio boom dei sistemi informativi geografici. Una rivoluzione che ha dato luogo all’apertura di nuove frontiere per la risoluzione delle problematiche connesse con il sistema territorio e di nuove opportunità sia in campo commerciale che sociale con la nascita di nuove figure professionali come quella dell’Esperto gis.

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arcgis
pedoambientale
sintacs
vulnerabilità
web-gis

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