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Pietro Germi e la commedia all'italiana: tra cinema e critica

La parte introduttiva è dedicata alla presentazione dell’oggetto di studio ed all’illustrazione della natura della ricerca svolta.
Il lavoro mira a individuare le principali linee concettuali e i criteri valutativi seguiti da critica specializzata e opinione pubblica, a partire dalle analisi contemporanee ai film, fino ai giudizi degli ultimi anni.
Prescindendo da una sterile e schematica rassegna di recensioni e commenti divisi per singole pellicole, il lavoro si dipana per nodi tematici e aspetti-chiave, procedendo - per ciascuno di essi – ad una breve ma dettagliata analisi delle più significative tendenze della critica emerse nel corso del tempo, cogliendone trasformazioni o segni di continuità.


Parte prima:
Le prime valutazioni analizzate sono quelle che si inseriscono nella vasta produzione critica legata alla genesi ed allo sviluppo della commedia all’italiana. Un capitolo dedicato, dunque, al rapporto tra Germi e la storia del cinema.
Nel confronto tra recensioni e commenti ai film di Germi, si procede allo studio delle caratteristiche generali della corrente cinematografica, del nuovo ruolo del comico e delle funzioni sociali riconosciute dalla critica specializzata alle quattro pellicole, nel più vasto contesto della produzione cinematografica italiana negli anni che vanno dal 1962 al 1967. Approfondimento del rapporto tra estetica neorealista e bozzettismo della nuova commedia di costume : confronti, eredità e trasformazioni.
Riscontri, in termini di spettatori, incassi e premi, del successo popolare ottenuto dalle opere di Germi.


Parte seconda –
Focalizzazione sull’opera di Pietro Germi. Giudizi, critiche e riflessioni degli addetti ai lavori sui quattro film in questione.
Commenti sullo “sguardo” del regista e sulla sua connotazione morale. La posizione della critica sul presupposto etico dei film prodotti nel quinquennio considerato.
Con un ulteriore approfondimento, sono analizzati i punti centrali della produzione artistica di Pietro Germi; i critici sono qui alle prese con la rappresentazione satirica compiuta dall’autore di alcuni dei fondamenti della società italiana degli anni ’60, con l’attacco alle ipocrisia delle istituzioni della comunità civile e la difesa oltranzista di valori e ideali in controtendenza.
Il paragrafo tratta inoltre sulle tecniche espressive, sullo stile personale, sul talento di regista che anima i quattro film, riconosciutogli da gran parte del mondo del cinema italiano e internazionale.


Parte terza –

Rassegna della critica che si sofferma sui presupposti culturali e ideologici di Pietro Germi.
I film prodotti dal 1962 al 1967, periodo di sostanziale trasformazione della società italiana, furono motivo di scandalo su più fronti, motivo di aspro dibattito all’epoca e, oggi, di riflessione storica.
Molte furono le invettive rivolte alla filmografia di Pietro Germi, convinto socialdemocratico, dalla critica comunista che lo accusava di aver tradito la causa del popolo e l’impegno civile del neorealismo.
Accuse, incomprensione e rivalutazioni giungono anche dell’universo cattolico nei confronti delle commedie di Pietro Germi. Considerato inizialmente iconoclasta e grave minaccia per istituzioni ecclesiali e famiglia, successivamente rivalutato per la sua intransigenza conservatrice, specialmente in campo morale.

Conclusione -
Riflessione finale sul “movimento” compiuto dalla critica nell’arco di quattro decenni. Tentativo di bilancio tra condanne e revisioni e ritratto ultimo.

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III Prefazione - Una retrospettiva critica Cicli di cinque anni, nella vita e nella produzione di un autore, sono spesso considerati intere epoche. Si pongono come spazi temporali lontani e periodi creativi indipendenti. E, al loro interno, possono esservi tracciati percorsi diversi, traiettorie inconciliabili. Anni segnati, a seconda dei casi, da momenti di felice continuità e consapevole incoerenza, fasi di frammentaria ispirazione o frenetica attività, veloci alternanze di insuccessi e soddisfazioni. Anni, spesso, di critiche incongrue e contraddittorie. L’arco temporale oggetto di questo lavoro copre esattamente un lustro e rappresenta, per la parabola professionale del regista in analisi, una svolta. Un cambio di marcia che prende origine da una rottura netta e a suo modo clamorosa. Una rivoluzione espressiva che conduce non solo all’interno di una nuova personale dimensione creativa, ma alla genesi di una corrente artistica originale che influenzerà, da lì in avanti, decine di altri autori e il vasto pubblico degli appassionati: la “commedia all’italiana”. Al centro di queste pagine vi sarà l’evoluzione del rapporto con critica e pubblico innescata da tale improvvisa spaccatura, da questa radicale trasformazione autoriale, e gradualmente maturato negli ambienti specializzati e all’interno dell’opinione pubblica. Un rapporto altalenante e complesso nato, ormai, oltre quarant’anni fa e che ancora oggi si alimenta di accuse, polemiche, incomprensioni e ripensamenti.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Danilo Ausiello Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.