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Il governo del capitale intellettuale attraverso i modelli di "System Dynamics". Il caso Telecom Italia Mobile.

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Oliveri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Carmine Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

Informazione e conoscenza sono tra le più importanti risorse strategiche delle aziende e sempre più spesso sono alla base del successo.
Nell’era dell’informazione i processi di sviluppo delle aziende hanno radicalmente subito dei cambiamenti rispetto al passato.
In passato uno dei fattori critici di successo era considerato il capitale ancor prima di ogni altro fattore della produzione (es. risorse umane).
Infatti, nell’era industriale il processo di produzione era relativamente semplice: la risorsa-chiave era il capitale finanziario, la dinamica delle risorse produttive era ben conosciuta (es. le economie di scala crescenti) e i confini dell’organizzazione erano chiari.
Oggi invece le imprese operano in un ambiente molto più complesso e sono caratterizzate da un’alta intensità di conoscenza piuttosto che di fattori tangibili della produzione (es. immobili, macchinari, computer).
In tali aziende assume sempre maggiore importanza l’investimento in formazione e sviluppo delle risorse umane la cui caratteristica principale è quella di essere “intangibile”.
Il valore di un’azienda oggi dipende sempre più dai suoi asset intangibili, il vantaggio competitivo deriva soprattutto da fattori come la business idea, la qualità del management, la capacità di innovazione, il posizionamento sul mercato, l’abilità di soddisfare e fidelizzare i clienti.
Per ottenere e mantenere nel lungo periodo un vantaggio competitivo per un’azienda non è più sufficiente realizzare un prodotto di successo da commercializzare attraverso un’efficace strategia di marketing. Il mercato attuale impone alle imprese uno sviluppo continuo dei propri prodotti. Le società devono pertanto attrezzarsi per creare una struttura fortemente orientata “all’innovazione continua” osservando il contesto esterno e cercando di anticipare i cambiamenti del mercato. E’ indispensabile una costante creazione di conoscenza finalizzata all’innovazione che possa generare valore aggiunto e di conseguenza un vantaggio competitivo sostenibile.
Thomas Stewart definisce il capitale intellettuale come «insieme di tutte le conoscenze che le persone di un’azienda possiedono e sono in grado di conferire all’azienda stessa un vantaggio competitivo sul mercato» .
Tale definizione evidenzia il ruolo delle persone e delle loro conoscenze e competenze che applicate in ambito organizzato generano risorse intangibili interne (innovazione, know-how, processi) ed esterne (immagine, relazione con i clienti). Il patrimonio di conoscenze esiste e merita di essere governato soltanto nel contesto di una strategia. In particolare non si può gestire il capitale intellettuale se non si sa cosa sia e come può contribuire ai risultati dell’azienda.
Il capitale intellettuale si presenta sotto due forme: da un lato c’è l’insieme semipermanente del sapere che cresce attorno ad un compito, una persona o una organizzazione. Il secondo tipo di capitale di conoscenza consiste in strumenti che incrementano l’insieme del sapere, vuoi aggiungendovi fatti, dati, informazioni, vuoi offrendo esperienza e strumenti di potenziamento ad altre persone che ne hanno bisogno quando ne hanno bisogno .
E’ necessario sottolineare l’importanza non solo di generare capitale intellettuale, ma anche di avere la capacità di governarlo attraverso scelte strategiche che consentano di aumentarlo costantemente. Occorre pertanto acquisire una metodologia di lavoro fondata sulla condivisione della conoscenza, sull’apprendimento continuo sul lavoro (learning on the job) ed investire sulla formazione del personale sfruttando anche i nuovi canali offerti dalla tecnologia (es. formazione on-line).
Possiamo immaginare la conoscenza di un’azienda come uno stock che viene alimentato dalla creazione di nuova conoscenza (apprendimento) e diminuito da quella divenuta ormai obsoleta. L’unico modo per aumentare tale stock consiste nel far sì che il flusso in entrata sia superiore a quello in uscita utilizzando tutte le leve che l’organizzazione ha a disposizione.

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4 INTRODUZIONE Informazione e conoscenza sono tra le più importanti risorse strategiche delle aziende e sempre più spesso sono alla base del successo. Nell’era dell’informazione i processi di sviluppo delle aziende hanno radicalmente subito dei cambiamenti rispetto al passato. In passato uno dei fattori critici di successo era considerato il capitale ancor prima di ogni altro fattore della produzione (es. risorse umane). Infatti, nell’era industriale il processo di produzione era relativamente semplice: la risorsa-chiave era il capitale finanziario, la dinamica delle risorse produttive era ben conosciuta (es. le economie di scala crescenti) e i confini dell’organizzazione erano chiari. Oggi invece le imprese operano in un ambiente molto più complesso e sono caratterizzate da un’alta intensità di conoscenza piuttosto che di fattori tangibili della produzione (es. immobili, macchinari, computer). In tali aziende assume sempre maggiore importanza l’investimento in formazione e sviluppo delle risorse umane la cui caratteristica principale è quella di essere “intangibile”. Il valore di un’azienda oggi dipende sempre più dai suoi asset intangibili, il vantaggio competitivo deriva soprattutto da fattori come la business idea, la qualità del management, la capacità di innovazione, il posizionamento sul mercato, l’abilità di soddisfare e fidelizzare i clienti. Per ottenere e mantenere nel lungo periodo un vantaggio competitivo per un’azienda non è più sufficiente realizzare un prodotto di successo da commercializzare attraverso un’efficace strategia di marketing. Il mercato attuale impone alle imprese uno sviluppo continuo dei propri prodotti. Le società devono pertanto attrezzarsi per creare una struttura fortemente orientata “all’innovazione continua” osservando il contesto esterno e cercando di anticipare i cambiamenti del mercato.

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