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Nanotecnologie: nascita di un nuovo distretto nel Veneto

Informazioni tesi

  Autore: Thomas Bastianel
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia dello sviluppo locale
  Relatore: Jan Van Der Borg
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

La sinergia tra imprese private ed enti pubblici locali e nazionali sta permettendo al Veneto di diventare un polo di attrazione per talenti, finanziamenti ed aziende innovative. E' questo il circolo virtuoso messo in atto dalla nascita del distretto Veneto per le Nanotecnologie. La scienza dell'infinitamente piccolo, che si preannuncia di diventare la "Nuova Rivoluzione Industriale", capace di creare con le sue applicazioni tessuti che non si strappano e non si macchiano, superfici sempre più sottili e al tempo stesso più resistenti, dispositivi elettronici in grado di accumulare milioni di dati in pochi centimetri.
L'analisi condotta, dopo una breve descrizione sull'evoluzione del sistema economico distretto, pone in evidenza i seguenti punti: i fattori di localizzazione che hanno portato alla scelta del Veneto; lo sviluppo dell'idea e le fasi di avviamento del progetto; gli organi di direzione e controllo; le attività realizzate, quelle in fase di progettazione e i primi risultati ottenuti; le prospettive future. La trattazione si conclude con uno sguardo sugli strumenti di politica economica utilizzati per il sostegno e la promozione dei distretti produttivi.
La stesura di questa tesi è stata possibile grazie alla mia esperienza di stage effettuata presso la Veneto Nanotech S.C.p.A., la società che, assieme al CIVEN, promuove e coordina le attività di Ricerca e Sviluppo all'interno del distretto.

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PREMESSA In un periodo in cui i processi di globalizzazione coinvolgono non solo l’economia ma la vita quotidiana di tutti, e in cui si afferma l’importanza dei processi innovativi nel determinare la competitività dei territori e, per questa via, il benessere della collettività, la nascita di un nuovo progetto ha visto il Veneto protagonista in questa direzione. Si tratta della creazione di un nuovo distretto legato alle Nanotecnologie, ossia quel ramo della scienza che si occupa della manipolazione di particelle piccolissime (un nanometro è un milionesimo di millimetro) e che investe svariate discipline quali la chimica, la fisica e la biologia. Le Nanotecnologie promettono di diventare la nuova rivoluzione industriale. Avranno un impatto importantissimo su molti aspetti della vita umana, dall’elettronica ai nuovi materiali, dall’energia all’ambiente. Un progetto così ambizioso non poteva che prevedere la collaborazione fra Istituzioni pubbliche ed enti privati. Così, il 31 luglio 2003 per opera della Federazione Regionale Industriali del Veneto, dell’Università degli Studi di Padova e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia è stata costituita “Veneto Nanotech”. Una società consortile per azioni il cui compito è quello di istituire un’organizzazione comune tra i partecipanti finalizzata al coordinamento, la promozione e lo svolgimento delle attività di Ricerca e Sviluppo nel settore delle Nanotecnologie e delle attività connesse e funzionali alle applicazioni industriali di tali tecnologie. Una volta creata una base di consenso attorno all’idea, attraverso l’identificazione e il coinvolgimento di più attori, si è passati alla pianificazione delle iniziative da lanciare e alla stima del fabbisogno. Questa fase di progettazione è culminata con la sigla del protocollo d’intesa con il Ministro Moratti, in cui sono state sancite proposte, impegni e ruoli dei vari soggetti. Il Protocollo ha visto, infatti, l’allargamento degli attori ad una ventina tra enti pubblici ed aziende private che, assieme alla Regione Veneto e al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno sottoscritto l’accordo. Per il lancio di Veneto Nanotech è stato previsto un fabbisogno finanziario notevole, circa cinquanta milioni di euro per i prossimi cinque anni. Questo consentirà di disporre di infrastrutture, tecnologie e competenze sufficientemente buone per sviluppare lo studio delle applicazioni – convenzionali e non – alle Nanotecnologie. Assets che tuttavia risulterebbero vani se il distretto non garantisse quella capacità di saper sfruttare tali risorse per “fare sistema”. Capacità che il Veneto ha saputo mostrare grazie a politiche mirate, alla 3

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