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Una promettente alleanza. Teorie della complessità, sociologia e città

L’obiettivo primario che si pone l’autore della tesi è interamente rivolto alla chiarificazione dei concetti, dei mezzi e delle dinamiche caratteristiche impiegati nello studio della complessità, al fine di sgomberare il campo dalla babele terminologica e dalla confusione concettuale diffusasi nel corso dei decenni attorno all’argomento.
Ripercorrendo sinteticamente le tappe storiche e tematiche più salienti che hanno contraddistinto il procedere della scienza nell’ultimo secolo, si comprende gradualmente l’importanza di alcune e svariate esperienze scientifiche che con il passare degli anni hanno contribuito a sradicare gli anacronismi e le semplificazioni eccessive del determinismo scientifico.
La lenta scoperta nei fenomeni fisici, chimici e biologici delle discontinuità, delle imprevedibilità, dei fenomeni emergenti e delle non-linearità ha condotto gli scienziati dinnanzi alla necessità di affrontare in una nuova prospettiva complessa la realtà. Le nuove acquisizioni scientifiche hanno reso obsolete le vecchie distinzioni tra l’ordine ed il caos, tra i sistemi chiusi e quelli aperti, tra le canoniche concezioni spaziali tridimensionali (punto, piano e solido) ponendo in urgenza il riconoscimento, nei primi due casi, dei fenomeni autoorganizzativi e, nell’ultimo caso, delle dimensioni frattali.
L’interesse scientifico dell’autore si snoda, quindi, lungo i problemi di definizione della complessità e delle sue numerose implicazioni teoriche ed epistemologiche. Si chiariscono sinteticamente, ma esaurientemente i confini ed i termini lessicali, concettuali e metodologici che si avvicendano sulla scena della ricerca contemporanea.
Eppure, questa ricerca non si vuole affermare solamente come opera di introduzione e chiarificazione a questi argomenti. Una volta illustrati i termini delle questioni epistemologiche, infatti, le pagine che seguono invitano ad affrontare apertamente i problemi pratici e speculativi che comporta la considerazione scientifica delle teorie della complessità nelle scienze sociali, in generale, e nella sociologia, in particolare. Si rivelano senza tante ipocrisie i ritardi teorici e metodologici che ancora contraddistinguono la disciplina sociologica nei confronti delle altre scienze sociali, e quella italiana rispetto allo stesso scenario sociologico internazionale, sugli stessi argomenti, ad esclusione ovviamente di alcune eccezioni di cui si discute criticamente.
Per la sociologia incomincia ad essere rilevante misurarsi con le nuove sfide in campo metodologico che provengono dagli studi della complessità ed incominciano timidamente a farsi largo in molte aree delle scienze sociali. In tal senso, si inserisce nella tesi qui discussa una disamina critica dei metodi simulativi, delle loro potenzialità e dei loro rischi, delle loro numerose funzionalità e dei loro altrettanto notevoli ostacoli tecnici e teorici. Si suggerisce un utilizzo critico e consapevole di limiti e virtù dello strumento simulativo, per il quale se ne giustifica, qualora ce ne fosse bisogno, la dignità scientifica.
Infine, nell’ultima parte il lavoro del candidato si inoltra nella specifica questione scientifica dello studio della città. Si abbandonano i meri argomenti epistemologici per avviarsi all’analisi dei problemi che affliggono i sistemi urbani. Naturalmente si propone uno studio analitico della città in diretta connessione con gli strumenti ed i concetti discussi nelle pagine precedenti. Il territorio urbano così viene definito come sistema complesso, ricco di fenomeni emergenti e non-lineari, che vive in continua aperta relazione con l’ambiente esterno a sé geograficamente contiguo e distante.
Vengono indicati come nuovi stimoli alla ricerca sociologica urbana le integrazioni sperimentali tra le ormai affermate tecnologie dei sistemi informatici geografici (GIS) ed i modelli simulativi, con il dichiarato intento di superare le relazioni lineari che caratterizzano il trattamento dei dati negli ambienti GIS.
Insomma, l’aspirazione principale di questa tesi sembrerebbe consistere proprio nella dichiarata volontà di avviare un processo di graduale avvicinamento e comprensione teorica ed empirica di alcuni frequenti problemi della realtà sociale dinnanzi ai quali gran parte della ricerca sociologica contemporanea più volte si è ritrovata senza valide spiegazione. Operazione comunque possibile solo se sostenuta dalla capacità e dalla volontà di riaggiornare i riferimenti culturali e scientifici della sociologia alle più recenti acquisizioni della scienza contemporanea. Detto in altri termini, l’alleanza tra questi diversi modi di procedere nella scienza , a cui si allude nel titolo, sarà difficile da siglare, ma potrebbe realmente rivelarsi promettente.

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1 Introduzione, o genesi e motivi di uno studio Nella camera oscura della scienza Prima di assumere la presente forma definitiva la redazione delle pagine che seguono ha richiesto una lenta e graduale maturazione di concetti, argomenti, interessi ed obiettivi che sono stati assimilati ed elaborati durante alcuni anni di studio. L’oggetto del presente lavoro di tesi è il prodotto ultimo di un lungo tragitto personale e scientifico intrapreso nell’ambito della disciplina sociologica, di cui qui brevemente si vogliono ripercorrere le tracce fondamentali, al fine di sintetizzare la genesi ed i motivi che hanno animato lo svolgimento della ricerca. Nella volontà di conoscere le mutevoli condizioni e le caleidoscopiche caratterizzazioni della città contemporanea, inizialmente il proprio interesse investigativo si era indirizzato verso uno specifico campo tematico della sociologia urbana. In particolare, la propria curiosità scientifica si era concentrata intorno al fenomeno della mobilità residenziale, ritenendo interessante analizzarne i suoi fattori caratteristici e le sue dinamiche evolutive, considerata anche la ridotta e limitata consistenza numerica e teorica delle pubblicazioni e delle ricerche italiane dedicate all’argomento. Diverse occasioni di incontro ed alcuni scambi di idee, però, hanno permesso di rivedere gradualmente certe particolari impostazioni della descrizione e della spiegazione che si volevano fornire dell’oggetto di ricerca. La conoscenza di alcuni testi e di certi lavori empirici hanno reso le iniziali convinzioni e considerazioni analizzate sul tema, sorprendentemente riduttive e circoscritte. Nello specifico, non si è ritenuto più soddisfacente l’impianto metodologico elaborato dalla letteratura specializzata per affrontare ed analizzare il fenomeno della mobilità residenziale. Pertanto, progressivamente il proprio interesse scientifico andava sempre più ad approfondire dubbi e problemi di ordine metodologico, mantenendo comunque sempre fissa e ferma la questione teorica della mobilità residenziale.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Sociologia e Metodi della Scienze Sociali

Autore: Alfredo Coco Contatta »

Composta da 321 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4721 click dal 20/12/2005.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.