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Dinamiche competitive nel settore del trasporto aereo post-deregulation: il ruolo delle compagnie low-cost

Il lavoro parte dall’esposizione delle varie fasi che hanno caratterizzato i processi di deregolamentazione, prima negli Stati Uniti e successivamente, in base all’esempio americano, in Europa. Si descrivono poi le cause e le spinte che hanno portato le autorità ad optare per un regime liberistico nel settore. Successivamente si analizzano i modelli di concorrenza per capire come agiscono all’interno del settore le varie forze concorrenziali e come queste incidono sulle strategie delle compagnie. E, infine, come la deregulation, a livello europeo, abbia sconvolto il mercato, cambiando il modo di competere delle compagnie, con un duplice effetto: da un lato la nascita delle tante piccole compagnie low-cost: la ridefinizione del business, le strategie competitive, le scelte di marketing e i segmenti di clientela; dall’altro le strategie di reazione delle compagnie full-cost alle minacce presentatesi nel macroambiente e nell’ambiente competitivo.

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IV INTRODUZIONE In tutto il mondo il settore del trasporto aereo ha subito varie modifiche, passando da situazioni di massima regolamentazione da parte degli Stati, a situazioni, come quella attuale sia in America che in Europa, di massima libertà di operare per le compagnie aeree, sia dal punto di vista della scelta delle rotte, che dal punto di vista tariffario. La deregolamentazione ha avuto inizio negli Stati Uniti, per poi diffondersi più avanti in Europa; qui, inizialmente, a differenza degli Stati Uniti che miravano principalmente a rendere il sistema più efficiente, l’obiettivo era anche quello di unificare l’Europa dal punto di vista economico, politico e sociale, come già si era fatto con la creazione della moneta unica e della Banca Centrale Europea. Però si sottovalutarono alcuni aspetti e difficoltà che sarebbero potuti nascere con questa riforma, relativi alle eterogeneità fra i differenti mercati nazionali, che avrebbero portato alla caduta di molte compagnie deboli, o di molte compagnie di bandiera fino ad allora sostenute dagli Stati, non capaci di sostenere la forte concorrenza delle nuove compagnie che si proiettavano nel mercato. Perciò, sebbene il processo in Europa sia stato più graduale che negli Stati Uniti, una serie di fallimenti si diffusero nel mercato, lasciando senza lavoro migliaia di dipendenti che fino ad allora avevano sempre contato su guadagni stabili. La caduta di alcuni vettori, però, è dovuta alla conquista del mercato da parte di altri, di maggior successo, ma spesso di altre nazioni. Così, mentre fino ad allora c’erano stati pochi vettori di bandiera, generalmente uno per ogni nazione, regolati e sostenuti dagli Stati, nascono adesso una serie di compagnie no flag che, potendo operare liberamente su qualsiasi tratta, mettono in difficoltà le compagnie esistenti, creando discriminazioni fra le varie nazioni in termini di occupazione, di crescita del PIL, e di sviluppo del settore. In più, l’Unione Europea è intervenuta per evitare che gli Stati dessero sussidi alle compagnie di bandiera per non distorcere la concorrenza; da qui si è poi sviluppato un graduale processo di privatizzazione delle compagnie aeree, fino ad allora a forte partecipazione statale.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Salvatore Troise Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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