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Deleuze, la filosofia nella settima arte

Deleuze riprende e rielabora le teorie su tempo e movimento di Bergson. Partendo da questi spunti teorici, dalla semiotica e dalla storia della filosofia, Deleuze affronta il cinema e lo reinterpreta secondo un approccio nuovo che si identifica nella sua divisione in "immagine-movimento" e "immagine-tempo".
Nella prima parte di questa tesi mi sono occupato di analizzare i primi quattro commenti di Deleuze su Bergson, prendendo in considerazione i principali testi di entrambi.
Nella seconda parte ho approfondito concetti come quelli di automa spirituale, corpo e cervello nel cinema, secondo la visione deleuziana.

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1 Premessa Aristotele si dedicò al teatro greco fornendo elementi importanti di meditazione, quali il fenomeno della catarsi con la sua rilevanza per il mantenimento della Polis e della società greca tutta. Hegel considera l’arte come il primo gradino attraverso il quale lo Spirito prende coscienza di sé, mentre Shelling ritiene che sia l’unico mezzo per rendere intelligibile l’Assoluto, rendendola così indispensabile per un’elevazione spirituale. Si potrebbe proseguire su questa strada riempiendo interi volumi, e tutto questo per affermare che Arte e Filosofia non sono mai stati due campi completamente scissi e distinti. Nella storia del pensiero ci troviamo spesso di fronte all’intersecarsi di questi due mondi, per il fatto che sono entrambi espressione di concetti. In fondo, ciò che li differenzia, non è il loro valore concettuale ma il modo in cui nascono e si rendono comprensibili alla nostra coscienza. Dagli antichi greci ai giorni nostri, la filosofia sull’arte è sempre stata presente, tanto da svilupparsi in maniera polivalente. Infatti l’oggetto artistico viene considerato non solo nella sua funzione estetica, ma anche in quella etica e morale, nel suo rapporto con l’anima e con la divinità, oltre che nella sua valenza semiotica. Ed è proprio dalla semiotica che Deleuze ricava la struttura del suo pensiero filosofico sulla settima arte. Nell’opera di questo autore, viene preso in considerazione Charles Sainders Peirce, logico americano ritenuto un’autorità nel campo della teoria dei segni. Ispirandosi a lui, Deleuze si propone di realizzare una tassonomia delle immagini per una materia che, da questo punto di vista, è ancora poco esplorata: il cinema. Tuttavia, per fare ciò si serve non solo dei principi logici proposti dalla scuola americana, ma anche del pensiero di Henri Bergson e dei suoi concetti di

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Girardi Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4784 click dal 18/01/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.