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La regolazione affettiva: disturbi e terapie

Informazioni tesi

  Autore: Luca Govoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia clinica
  Relatore: Alessandra Simonelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

La regolazione affettiva è l'insieme dei processi attraverso i quali l'individuo influenza le emozioni che prova, quando le prova, in che modo le prova e come esprime tali emozioni. Ogni emozione è diversa dalle altre e possiede caratteristiche peculiari che la rendono unica. Solitamente l'altalenarsi delle esperienze emotive avviene al di sotto della soglia di consapevolezza, pur derivando da esperienze concrete. Succede spesso, per esempio, di provare un alone di tristezza, o di rabbia, senza conoscerne con certezza le cause. Le emozioni, in primo luogo, svolgono una funzione di omeostasi, e lo fanno al di fuori della nostra consapevolezza. Il passaggio da uno stato emotivo all'altro avviene ogni qual volta si rende necessario; in caso di pericolo il nostro cervello ci forza a provare paura e di conseguenza il nostro organismo attiva tutti quei processi indispensabili alla salvaguardia della nostra salute. Prepara i nostri muscoli alla fuga o ad un eventuale attacco, aumenta i battiti cardiaci e la respirazione, ci rende molto più reattivi. La regolazione affettiva a questo livello svolge dunque una funzione adattiva. Ci permette di adattarci ai diversi contesti ambientali in cui ci troviamo, scegliendo per noi le giuste emozioni da provare in funzione delle circostanze.
Vi è un secondo livello nel quale le emozioni non sono più strettamente collegate al mantenimento del nostro equilibrio interno e vengono implicate nelle relazioni interpersonali. In questo caso la regolazione opera in funzione di noi stessi e dell'altro, dove per altro si intendono le persone con le quali entriamo in contatto. Ogni individuo con il quale interagiamo provoca in noi la nascita di determinate emozioni alle quali noi rispondiamo nel modo che riteniamo più appropriato. La nostra interazione, ciò che noi diciamo e facciamo mentre siamo con qualcuno, è motivata dalle emozioni. Senza di esse non vi sarebbe lo stimolo a comunicare,
a cercare il contatto. A questo livello dunque la regolazione affettiva adempie ad una funzione motivazionale nei confronti del nostro interagire con gli altri.
Dà un senso, un significato a ciò che gli altri fanno e alle nostre stesse azioni. Ci predispone a recepire gli stimoli rivolti a noi e al tempo stesso ci fornisce gli strumenti per dare loro un senso. Da questo risulta evidente l'importanza delle emozioni e come ogni nostro comportamento sia profondamente influenzato dal nostro stato affettivo interno. Non è possibile spiegare, quindi comprendere, un comportamento senza fare riferimento alle basi emotive di tale comportamento.

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1 Capitolo 1 LA REGOLAZIONE AFFETTIVA La regolazione affettiva è l'insieme dei processi attraverso i quali l'individuo influenza le emozioni che prova, quando le prova, in che modo le prova e come esprime tali emozioni (Gross, 1999). Ogni emozione è diversa dalle altre e possiede caratteristiche peculiari che la rendono unica. Solitamente l'altalenarsi delle esperienze emotive avviene al di sotto della soglia di consapevolezza, pur derivando da esperienze concrete. Succede spesso, per esempio, di provare un alone di tristezza, o di rabbia, senza conoscerne con certezza le cause. Le emozioni, in primo luogo, svolgono una funzione di omeostasi, e lo fanno al di fuori della nostra consapevolezza. Il passaggio da uno stato emotivo all'altro avviene ogni qual volta si rende necessario; in caso di pericolo il nostro cervello ci forza a provare paura e di conseguenza il nostro organismo attiva tutti quei processi indispensabili alla salvaguardia della nostra salute. Prepara i nostri muscoli alla fuga o ad un eventuale attacco, aumenta i battiti cardiaci e la respirazione, ci rende molto più reattivi. La regolazione affettiva a questo livello svolge dunque una funzione adattiva. Ci permette di adattarci ai diversi contesti ambientali in cui ci troviamo, scegliendo per noi le giuste emozioni da provare in funzione delle circostanze. Vi è un secondo livello nel quale le emozioni non sono più strettamente collegate al mantenimento del nostro equilibrio interno e vengono implicate nelle relazioni interpersonali. In questo caso la regolazione opera in funzione di noi stessi e dell'altro, dove per altro si intendono le persone con le quali entriamo in contatto. Ogni individuo con il quale interagiamo provoca in noi la nascita di determinate emozioni alle quali noi rispondiamo nel modo che riteniamo più appropriato. La nostra interazione, ciò che noi diciamo e facciamo mentre siamo con qualcuno, è motivata dalle emozioni. Senza di esse non vi sarebbe lo stimolo a comunicare,

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Parole chiave

affetti
arousal
attaccamento affettivo
bambino
disturbi attenzione
emozioni
funzione adattiva
genitori bambini
infanzia
intensità emotiva
iperattività
mentalizzazione
psicologia clinica
psicopatologia dello sviluppo
psicoterapia
regolazione affettiva
relazioni interpersonali
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