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La Dalmazia nella politica estera italiana dal patto di Londra al trattato di Pace del 1947

Questo lavoro ha come oggetto la questione dalmata e le sue ripercussioni geopolitiche nel periodo storico 1914 - 1947. Il primo capitolo è appunto un necessario inquadramento del contesto geografico, storico ma soprattutto etnico della regione in questione. Grande importanza è stata data alla quantificazione della minoranza italofona e alle questioni relative ai censimenti che non fornivano l'esatto quadro della presenza italiana, anche e soprattutto per il fatto che la scelta dell'appartenenza linguistica, in questa terra da sempre multiculturale e multietnica, dove il bilinguismo era un fatto consolidato nei secoli, più che una scelta etnica rappresentò dopo il 1866 e ancor più dopo il 1870, una scelta di tipo politico.
A partire dal secondo capitolo si entra nell'argomento vero e proprio della tesi, esplorando le motivazioni che portano la Dalmazia ad essere, dal 1914, al centro di particolari attenzioni nella politica estera italiana. Il secondo capitolo analizza le vicende legate al Patto di Londra e alla Grande Guerra, ed il terzo capitolo presenta il periodo che va dal dopoguerra al Trattato di Rapallo del 1920 che segna un temporaneo arresto delle ambizioni italiane sulla Dalmazia e sull'Adriatico in generale. Il quarto capitolo tratta invece degli effetti del Trattato di Rapallo e delle successive vicende della Dalmazia negli anni tra le due guerre,per concludere con l'annessione della Dalmazia all'Italia, avvenuta nel 1941 e alla perdita definitiva nel 1944-45 sancita formalmente con il Trattato di pace del 1947.Una costante di tutto il lavoro sono i dati relativi alla quantificazione degli italiani sui quali ho prestato particolare attenzione riportando anche i dati di fonte jugoslava e croata.
Le motivazioni di questa ricerca, che focalizza l'attenzione solo sulla Dalmazia e non anche su altre regioni come l'Istria che pure ha avuto un percorso per certi versi similare, risiedono nel fatto che in questi ultimi anni molto si è parlato dell'Istria, delle foibe e delle vicende dell'esodo postbellico, ma pochissimo, o quasi nulla si è detto della Dalmazia, che ha una sua specificità e che pure ha conosciuto un esodo rilevante della componente italiana in un periodo precedente, ossia dopo il 1918. Esodo di cui troppo poco si è detto. Troppo poco si è anche parlato della distruzione di Zara, unica città italiana ad essere stata rasa al suolo dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale come la tedesca Dresda.

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1 INTRODUZIONE Questo lavoro ha come oggetto la questione dalmata e le sue ripercussioni geopolitiche nel periodo storico 1914 - 1947. Il primo capitolo è appunto un necessario inquadramento del contesto geografico, storico ma soprattutto etnico della regione in questione. Grande importanza è stata data alla quantificazione della minoranza italofona e alle questioni relative ai censimenti che non fornivano l'esatto quadro della presenza italiana, anche e soprattutto per il fatto che la scelta dell'appartenenza linguistica, in questa terra da sempre multiculturale e multietnica, dove il bilinguismo era un fatto consolidato nei secoli, più che una scelta etnica rappresentò dopo il 1866 e ancor più dopo il 1870, una scelta di tipo politico. A partire dal secondo capitolo si entra nell'argomento vero e proprio della tesi, esplorando le motivazioni che portano la Dalmazia ad essere, dal 1914, al centro di particolari attenzioni nella politica estera italiana.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Corrado Della Torre Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2523 click dal 12/01/2006.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.