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Portfolio selection: profili teorici e sviluppi applicativi

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Mario Parrella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1985-86
  Università: Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Stefano Ecchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

La tesi si basa sui testi in lingua originale pubblicati, a partire dai primi anni cinquanta, a cura di H.M. Markowitz e W.F. Sharpe (quest'ultimo è divenuto famoso per l'indice sintetico di valutazione delle performance azionarie, che reca il suo nome). Chi è alla ricerca di spiegazioni chiare ed esaurienti relative ai concetti di ambiente rischio-profitto, rendimento atteso, varianza e covarianza dei rendimenti, frontiera efficiente, curve di indifferenza, capital market line, modello diagonale, coefficiente beta, non rimarrà deluso. E' importante ricordare che i due autori citati, nel 1990 (ossia dopo circa trent'anni dalla pubblicazione dei loro primi lavori), hanno ricevuto il premio Nobel proprio per gli studi trattati in questa tesi. Vengono poi esaminati alcuni importanti indici di valutazione delle performance (indici di Treynor e Jensen, oltre al già citato indice di Sharpe). I rimanenti capitoli sono dedicati ai criteri di revisione periodica del portafoglio, agli studi relativi al c.d. random walk ed ai criteri empirici di previsione dell'andamento del mercato (c.d. analisi tecnica).

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4 INTRODUZIONE Le prime pubblicazioni a carattere sufficientemente scientifico sul tema della Portfolio Selection risalgono agli anni ’50 e sono principalmente riconducibili ad un unico geniale autore: H.M. Markowitz. Negli anni ’60, sulla scia delle prime pubblicazioni di Markowitz, si scaten un ampio dibattito scientifico che port alla elaborazione di ulteriori teorie, talune innovative - soprattutto ad opera di W.F. Sharpe - altre tendenti piuttosto alla semplificazione di quelle originarie. Non mancarono naturalmente gli oppositori: in particolare veniva contestata l’eccessiva laboriosit delle analisi matematiche necessarie al fine di sviluppare i modelli teorici, ma vi furono anche molti studiosi che preferirono sottolineare la scarsa affidabilit di tali teorie, basate su una serie di presupposti non sempre riscontrabili nella realt . I detrattori del primo tipo sono stati impietosamente smentiti dal progresso tecnologico: gli elaboratori attualmente a disposizione sono infatti in grado di analizzare senza particolari problemi tutte le informazioni necessarie al fine di sviluppare i diversi modelli matematici di Portfolio Selection. Per quanto riguarda invece gli oppositori del secondo tipo - prevalentemente sostenitori della teoria nota come random walk - bisogna obiettivamente riconoscere che le loro contestazioni non erano - e non sono - da sottovalutare: i mercati azionari presentano infatti, nella maggior parte dei casi, andamenti spesso al di fuori di ogni logica o trend, che rappresentano invece gli assunti di base delle diverse teorie esaminate. Nel corso del volume, al fine di mantenere un atteggiamento quanto piø obiettivo possibile, si Ł data rilevanza tanto alle teorie quanto ai contestatori delle stesse: ciascun lettore Ł pertanto libero di iscriversi all’uno o all’altro partito. Mi piace comunque ricordare che, alla fine degli anni ottanta, H.M. Markowitz e W.F. Sharpe hanno ricevuto il premio Nobel per gli studi iniziati oltre trent’anni prima sugli investimenti in regime di incertezza.

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Parole chiave

analisi tecnica
capital market line
coefficiente beta
covarianza dei rendimenti
curve di indifferenza
frontiera efficiente
harry markowitz
modello diagonale
portfolio
random walk
rendimento atteso
tecnica del mercato mobiliare
varianza dei rendimenti
william sharpe

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