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Tecniche di controllo robusto per strutture flessibili in presenza di carichi ambientali

Scopo del lavoro è stato di trasferire tecniche di controllo automatico dall'ambito dell'elettronica all'ingegneria civile, in particolare agli edifici multipiano.
Dopo una dettagliata esposizione dello stato dell'arte del controllo attivo sia per quanto riguarda le tecniche di controllo che i dispositivi per realizzarle, si passa a descrivere una nuova tecnica di controllo, nota in letteratura come mu-sintesi, grazie alla quale è possibile includere fin dalla modellazione iniziale le incertezze riguardo ai parametri del sistema o alla dinamica dell'attuatore. Infatti la dinamica del sistema da controllare non è mai nota con certezza, ma i parametri sono solitamente compresi all'interno di un certo range di variazione attorno ad un valore nominale. Sì è quindi utilizzata tale tecnica per realizzare il controllo sia di un telaio monopiano che di un telaio multipiano (3 piani) soggetto ad eccitazione alla base. La validazione di tale approccio è stata ottenuta mediante simulazioni numeriche in presenza di diversi tipi di forzante (impulsi, sinusoidi, accelerogrammi di sismi registrati) e confrontando le risposte nel tempo ottenute da tale controllore con quelle date da un controllore più classico quale l'LQR.

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Capitolo 1IntroduzioneFin dai tempi antichi i progettisti di opere di ingegneria civile erano ritenuti respon-sabili di eventuali crolli subiti dalle costruzioni: nel codice di Hammurabi,1 sovranomesopotamico del XVIII secolo a.C., il costruttore era punibile addirittura con lamorte in caso di crollo dell'edi cio. Naturalmente il crollo dovevaavvenire a causa dicarichi ordinari, per esempio nel caso in cui si trovassero molte persone nella stessastanza. Al contrario i crolli dovuti a carichi eccezionali quali terremoti e uraganinon venivano neppure presi in considerazione, dal momento che si dava per scontatoche il progettista nulla potesse contro tali eventi "soprannaturali" mandati dagli deiper capriccio o per punire gli uomini.Col passare dei secoli, sebbene svanisse via via la convinzione che tali eventi estremifossero dovuti a un intervento divino, al progettista rimaneva tacitamente concessodi non occuparsene: sia la legge che l'uomo comune non avrebbero mai ritenutocolpevole colui che avesse realizzato una costruzione senza tenere in conto un caricoeccezionale quale il terremoto che non si sa ne quando arriva e neppure con qualeintensita.Ma in tempi piu recenti la costruzione di grandi metropoli con conseguenti adden-samenti di popolazione e la realizzazione di edi ci sempre piu arditi ha portato adun cambiamento di mentalita: non e possibile permettere che una struttura di centopiani con migliaia di persone che vivono e lavorano al suo interno possa, anche incondizioni estreme, crollare rovinosamente.1Il codice di Hammurabi, dal nome del sovrano babilonese che provvide a realizzarlo, e unaraccolta di leggi incisa in 51 colonne su una stele di diorite scoperta all'inizio del nostro secolo eoggi conservata al museo del Louvre. Consta di un prologo e di un epilogo celebrativi del sovranoe di 282 articoli riguardanti vari aspetti del diritto civile, penale e commerciale.19

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Francesco Marazzi Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2028 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.