Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La comunicazione nel settore moda: il punto vendita come strumento di rappresentazione del brand. Il caso Diesel

La ricerca è strutturata in tre parti principali.
La prima è dedicata interamente alla comunicazione nel settore della moda.
Nel primo capitolo vengono esaminati i codici e gli strumenti di comunicazione e promozione del settore, e come questi vengano utilizzati in modo integrato.
Nel secondo capitolo viene analizzato il Fashion System, il sistema economico legato alla moda, caratterizzato da un lato dalla competizione economica e dall’altro da quella simbolica: vincere su entrambi i versanti sembra difficile per il singolo stilista, ma diventa possibile per soggetti più complessi, come i grandi gruppi transnazionali, che contano numerosi brand di un certo livello d’immagine e di profitto.
Nel terzo capitolo vengono analizzati il ruolo e la funzione della marca nella definizione dell’identità di un’azienda di moda e si arriva a parlare di brand experience, di “esperienza complessiva della marca”.
La seconda parte è interamente focalizzata sui nuovi luoghi di consumo.
Nel primo capitolo si affronta l’evoluzione e le tendenze attuali della distribuzione, orientate sempre più verso il controllo diretto dell’azienda.
Il secondo capitolo affronta il tema dello shopping e dell’evoluzione del ruolo del punto vendita da un punto di vista sociologico.
Il terzo capitolo si focalizza sulla struttura dei punti vendita, e sui nuovi luoghi d’acquisto, come i flagship store, i factory outlet e il travel retail.
Il quarto capitolo si occupa interamente di merchandising, di visual merchandising, di pubblicità sul punto vendita, e di quali siano le loro funzioni e i loro obiettivi.
Il quinto capitolo è incentrato sulla dimensione emozionale del punto vendita,sulle possibili leve utilizzabili per creare retainment (entertainment nel retail) e sulle tipologie di punti vendita che meglio esprimono questi obiettivi (negozi monobrand, negozi a tema e negozi polisensuali).
Nella terza parte viene analizzata l’azienda italiana di casualwear Diesel.
Il primo capitolo fornisce una panoramica sull’azienda, a partire dalla sua storia e dai suoi valori.
Il secondo capitolo si focalizza sugli strumenti di comunicazione prediletti dall’azienda: la pubblicità, il sito internet e gli eventi.
Il terzo capitolo è interamente dedicato ai punti vendita dell’azienda, altro strumento di comunicazione fondamentale. Viene analizzata la struttura dei negozi e l’atmosfera che l’azienda cerca di ricreare, grazie anche alla descrizione di alcuni esempi di punti vendita Diesel sparsi per il mondo.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE L’idea di partenza di questo lavoro è che la moda sia un fatto sociale ed economico, e che in quanto tale si ritrovi ad unire due mondi apparentemente distanti l'uno dall'altro: la creatività e il consumo. Da un lato, appartiene all’universo dell’arte, del design, della creatività e della libertà d’espressione incondizionata; dall’altro fa parte di un complicato sistema economico, sempre più affollato e sempre più competitivo. Ma la moda è anche un fenomeno comunicativo a livello globale, in grado di creare stili estetici e di proporre visioni nuove e personali della realtà; è in grado di dare vita a universi e suggestioni lontane, rendendo ormai inesistente il confine che la separava dall’arte in genere. Si può dire, a ragione, che la moda sia essa stessa un mezzo di comunicazione. Si muove attraverso gli abiti, i colori, le stoffe, ma si palesa ancor di più attraverso gli strumenti di comunicazione che hanno il compito di diffondere il suo senso del gusto, mutevole ed effimero, e di creare un’aurea di esclusività e di preziosità intorno a tutto quello che appartiene a questo mondo. Il panorama della comunicazione sta profondamente cambiando: nel panorama attuale, infatti, la tradizionale distinzione tra mezzi classici e attività collaterali (above e below the line) risulta sempre più sfumata: i confini della comunicazione si allargano. Si diversificano i veicoli, aumentano le occasioni di accesso al consumatore che è in grado di filtrare i messaggi e che di fronte a un panorama complesso assume comportamenti di fruizione sempre più schizofrenici, orientati all’utilizzo simultaneo dei mezzi. Il consumatore diventa più mobile e difficile da catturare e per tale ragione si rende sempre più necessario aumentare le occasioni di coinvolgimento del target e rafforzare i momenti di contatto, ricorrendo a quei supporti tradizionalmente non media e convertendoli in nuovi veicoli, ma soprattutto creando l’esperienza della marca attraverso l’utilizzo dei nuovi canali. L’elemento chiave nel contesto di consumo è il concetto di shopping experience: il rapporto tra marca e consumatore si istituisce e si rafforza grazie a una relazione che passa attraverso la proposta di vissuti inediti e l’attivazione di diversi canali di comunicazione e forme di linguaggio più sofisticate, allusive, deduttive che riescono a rendere tangibile il mondo della marca.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Raffaello Contatta »

Composta da 297 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 40305 click dal 17/01/2006.

 

Consultata integralmente 130 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.