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Valutazione dei carichi inquinanti diffusi e delle loro trasformazioni nei canali in un’area agricola della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Messori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Ambientali
  Relatore: Pierluigi Viaroli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

“Valutazione dei carichi inquinanti diffusi e delle loro trasformazioni nei canali in un’area agricola della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia”

L’inquinamento idrico di origine diffusa, proveniente soprattutto dal dilavamento dei terreni agricoli, presenta una particolare problematicità in quanto risulta difficilmente intercettabile e quindi trattabile. Al fine di abbattere i carichi inquinanti può essere sfruttata la capacità “autodepurativa” dei canali di bonifica, in quanto risultano i maggiori recettori dei carichi e al tempo stesso dei promettenti strumenti per una loro mitigazione. La capacità “autodepurativa” dei canali deriva dall’assimilazione dei nutrienti inorganici da parte dei vegetali, da vari processi microbici (es.: nitrificazione-denitrificazione), da processi di precipitazione e adsorbimento nei sedimenti e dalla sedimentazione meccanica dei solidi sospesi. Le attuali attività di gestione dei canali di bonifica sono indirizzate al mantenimento di un deflusso idrico ottimale, mentre è stata finora trascurata la possibilità di attuare gestioni alternative in grado di sfruttare ed incentivare la capacità “autodepurativa”. Infatti le uniche funzioni finora attribuite ai canali sono il trasporto di acqua per l’irrigazione e la laminazione delle piene.
Il presente studio si inserisce nell’ambito del progetto “Riuso delle acque reflue del depuratore di Mancasale e miglioramento della qualità delle acque superficiali”, promosso dal Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia in collaborazione con Arpa – Sez. Prov. Reggio Emilia. Il progetto ha come obiettivi l’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche mediante il riutilizzo a fini irrigui delle acque provenienti dal depuratore di Mancasale (Reggio Emilia) e il miglioramento della qualità delle acque tramite lo sfruttamento della capacità “autodepurativa” dei canali di bonifica.
Gli obiettivi della tesi sono una verifica dello stato di qualità dei canali nell’area di studio e una stima delle pressioni antropiche che gravano su tale sistema, per poter verificare l’attuale capacità di abbattimento dei carichi inquinanti da parte dei canali. In base a ciò si è inteso valutare la fattibilità di utilizzo della rete dei canali per il miglioramento della qualità delle acque reflue provenienti dal depuratore di Mancasale nonché proporre metodiche di gestione atte a migliorare le capacità “autodepurativa” della rete dei canali.
L’area di studio, individuata dal progetto di riuso delle acque reflue del depuratore di Mancasale, è situata in provincia di Reggio Emilia, ha un’estensione di circa 2100 ha e le principali attività presenti sono l’agricoltura e gli allevamenti intensivi. I canali presentano un andamento prevalentemente rettilineo e sponde ripide che non favoriscono l’instaurarsi di una vegetazione spontanea; inoltre i vegetali eventualmente presenti vengono sfalciati per mantenere il deflusso idrico. Nell’area in esame sono avvenuti campionamenti di acqua in 24 punti ritenuti significativi. Le analisi hanno riguardato le concentrazioni dei nutrienti (azoto e fosforo disciolto e particellato, organico e inorganico), della sostanza organica e dei solidi sospesi; mediante i valori di portata, i dati ottenuti sono stati quindi utilizzati per la determinazione dei carichi. È stata rilevata un’ampia variabilità nelle concentrazioni e nei carichi, ma l’acqua è comunque risultata generalmente di scarsa qualità. Valori particolarmente critici sono stati determinati soprattutto per quanto riguarda i nutrienti e i solidi sospesi, in particolare in seguito ad eventi piovosi, a sottolineare l’importanza delle sorgenti diffuse di inquinamento. L’elevato numero di stazioni monitorate e un’apposita elaborazione cartografica hanno inoltre permesso di individuare delle relazioni causa-effetto tra la posizione delle fonti puntuali di inquinamento e il valore dei parametri analizzati a valle di queste.
L’azoto totale, il fosforo totale e il COD presentano un aumento di carico tra l’ingresso e l’uscita del bacino; si evidenzia così una forte pressione antropica sull’area. Tuttavia, lungo l’asta di alcuni canali, è stata determinata una diminuzione del livello di certi inquinanti, ad indicare una potenziale capacità di abbattimento. Al fine di aumentare tale capacità si propone di favorire la crescita della vegetazione, realizzare fasce tampone vegetate, mantenere fasce di rispetto non coltivate ai bordi dei canali e utilizzare più razionalmente i fertilizzanti.

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1 1. Introduzione 1.1. Inquinamento idrico Per inquinamento idrico si intende l’alterazione della qualità fisica, chimica o biologica della matrice acqua, che ha effetti sul funzionamento dei processi che vi avvengono e/o sull’uso di questa risorsa. Nel presente studio è stato preso in considerazione in particolare l’inquinamento di tipo chimico, cioè dovuto all’introduzione di sostanze estranee alla matrice, oppure naturalmente presenti ma di cui viene aumentata la quantità, la mobilità o la reattività. L’analisi dell’inquinamento idrico può essere schematizzata tramite il modello D.P.S.I.R., elaborato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente a partire da un modello dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). L’acronimo D.P.S.I.R. sta per: ξ Drivers (determinanti), le attività antropiche che causano le pressioni; ξ Pressures, le pressioni esercitate sulla matrice presa in considerazione; ξ State, lo stato del sistema che deve essere valutato; ξ Impacts, gli impatti che si generano come conseguenza delle pressioni; ξ Responses, le risposte ad esempio a livello amministrativo e legislativo, per modificare i determinanti, diminuire le pressioni, migliorare lo stato del sistema e ridurre gli impatti. Tra queste componenti si hanno le interrelazioni mostrate i figura 1.1. Figura 1.1. Schema del modello D.P.S.I.R. (Agenzia Europea per l’Ambiente).

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canali di bonifica
carichi generati e sversati
depurazione delle acque
ecologia
eutrofizzazione
fertilizzanti
inquinamento di origine diffusa
inquinamento idrico
nutrienti azoto e fosforo
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