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Mediatizzazione e materializzazione del sacro. Il caso di Giovanni Paolo II

Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Bonfiglio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Antonio Scurati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Questo lavoro vuole illustrare la figura di Papa Giovanni Paolo II sotto l'aspetto che maggiormente l'ha caratterizzata, ossia quello mediatico. Attraverso un'analisi approfondita della corporeità del leader, in questo caso religioso, si traccia un quadro che delinea cause ed effetti della "rivoluzione" operata da Karol Wojtyla. Egli infatti, ha svolto un ruolo importante, nonchè di grande novità, nel rapportarsi con i fedeli, e non solo. Attraverso la sua propensione innata alla comunicazione, egli è riuscito a raggiungere, grazie al rapporto di felice collaborazione con i mass media, un obiettivo inconsueto per un Capo della Chiesa: un rapporto di intimità con le persone.

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4 INTRODUZIONE Questo lavoro si prefigge di osservare sotto un aspetto peculiare la straordinarietà della figura di Giovanni Paolo II, protagonista di un pontificato nuovo, senza precedenti, “anormale”. La novità di questo papato sta nella svolta in senso mediatico operata da Karol Wojtyla, grazie alla sua capacità di comunicare attraverso il linguaggio del corpo, prima ancora di quello verbale. Il presente lavoro partirà quindi da un’analisi del corpo sacro come base per la mediatizzazione e la conseguente materializzazione del sacro. L’intervento dei mass media, infatti, ha fatto in modo che il corpo già “evidente” di questo papa venisse percepito in una maniera straordinariamente “fisica”, eliminando quell’aura di sacralità che rende una figura di potere distante dalle persone. Questo processo è stato possibile grazie all’intimità fisica e spirituale che questo pontefice ha instaurato con i fedeli. L’emblema di questo rapporto nuovo con la gente è rappresentato dai viaggi di Wojtyla: questo papa ha condotto un pontificato “itinerante”, spostandosi fisicamente verso i fedeli e “conquistando” le masse popolari di tutto il mondo. Giovanni Paolo II ha utilizzato moltissimo il suo “corpo” per avvicinarsi alla gente, un fatto inedito per una figura di questo tipo. Il primo capitolo sarà infatti dedicato al significato del corpo del papa dal medioevo all’Ottocento, proprio per comprendere meglio la rivoluzione operata da Giovanni Paolo II in questo senso. Nel secondo capitolo si tratterà la concezione del corpo secondo l’idea di uomo di Karol Wojtyla, utilizzando degli esempi significativi a questo proposito. La prima parte del lavoro servirà quindi per “approdare” alla questione “cardine”, ossia la mediatizzazione del corpo di questo carismatico leader (religioso). Egli, infatti, “immergendosi nella grande fiera dei mass media come mai nessun papa aveva fatto prima riesce a mescolare gesti rituali antichi a quelli nuovi della civiltà delle immagini e del consumo televisivo” 1 . L’interazione della Chiesa con i media è un aspetto saliente di questo lavoro: per la prima volta, grazie all’“intelligenza mediatica” dell’uomo Wojtyla, una così “rigida” istituzione come quella ecclesiastica mostra il suo lato veramente “umano”, sia in senso di umiltà, sia in senso fisico e carnale. Giovanni Paolo II sarà infatti ricordato (e anche accusato) per aver personalizzato la Chiesa come mai nessuno prima di lui. Ma proprio 1 Del Rio, D., 2005, Karol il grande. Storia di Giovanni Paolo II, Roma, Paoline, p. 288.

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