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Le Banche Centrali nel Diritto Comparato

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Cipolleschi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Eduardo Rozo Acùna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Nell’ambito degli indirizzi di politica economica compiute nel tempo dai vari paesi, le vicende della moneta con le conseguenti ripercussioni sui redditi e su come questi possono essere ridistribuiti, hanno da sempre posto le scelte monetarie al centro del confronto fra le diverse forze politiche. In dipendenza del forte impatto inquinante che queste potrebbero comportare rispetto agli indirizzi di politica fiscale che più propriamente debbono rappresentare il mezzo attraverso il quale i governanti concretizzano le scelte di ripartizione della ricchezza fra le varie classi sociali, si è posta la necessità di presidiare questa vitale funzione con organismi in grado di garantire l’assoluto rispetto del ruolo di super-partes . No taxation without representation è uno di quei principi che fanno parte del nostro retaggio democratico il quale, come conseguenza di scelte monetarie sbagliate, verrebbe ad essere violato dall’inflazione capace di porre in essere nella società un meccanismo redistributivo totalmente arbitrario, ed è appunto per questo principio che l’Istituto di emissione si deve sentire investito del diritto dovere di farsi assertore della difesa monetaria. Alla luce di queste considerazioni si pone pertanto il ruolo delle Banche Centrali che soprattutto a seguito della “grande inflazione” degli anni settanta, hanno generalmente goduto di riforme legislative e interventi regolamentari miranti ad accrescerne la loro indipendenza dagli altri poteri dello Stato e più segnatamente dal potere esecutivo rispetto al quale soventemente si sono trovate nella necessità di adottare misure asincrone al fine di evitare distorsioni inflazionistiche rivenienti da politiche monetarie eccessivamente espansive..

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5 INTRODUZIONE Nell’ambito degli indirizzi di politica economica compiute nel tempo dai vari paesi, le vicende della moneta con le conseguenti ripercussioni sui redditi e su come questi possono essere ridistribuiti, hanno da sempre posto le scelte monetarie al centro del confronto fra le diverse forze politiche. In dipendenza del forte impatto inquinante che queste potrebbero comportare rispetto agli indirizzi di politica fiscale che più propriamente debbono rappresentare il mezzo attraverso il quale i governanti concretizzano le scelte di ripartizione della ricchezza fra le varie classi sociali, si è posta la necessità di presidiare questa vitale funzione con organismi in grado di garantire l’assoluto rispetto del ruolo di super-partes . No taxation without representation è uno di quei principi che fanno parte del nostro retaggio democratico il quale, come conseguenza di scelte monetarie sbagliate, verrebbe ad essere violato dall’inflazione capace di porre in essere nella società un meccanismo redistributivo totalmente arbitrario, ed è appunto per questo principio che l’Istituto di emissione si deve sentire investito del diritto dovere di farsi assertore della difesa monetaria. Alla luce di queste considerazioni si pone pertanto il ruolo delle Banche Centrali che soprattutto a seguito della “grande inflazione” degli anni settanta, hanno generalmente goduto di riforme legislative e interventi regolamentari miranti ad accrescerne la loro indipendenza dagli altri poteri dello Stato e più segnatamente dal potere esecutivo rispetto al quale soventemente si sono trovate nella necessità di adottare misure asincrone al fine di evitare distorsioni inflazionistiche rivenienti da politiche monetarie eccessivamente espansive.. Nell’esaminare queste forme di conflitto alla luce dei diversi approcci, sia neo- istituzionalista che secondo la teoria dello scambio politico, vorremo mostrare come le Banche Centrali nelle democrazie liberali interpretano il ruolo di magistrature indipendenti volte alla tutela dei diritti di proprietà dei cittadini (intesi per il loro valore reale), inserendosi

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