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L'aristocrazia europea nell'età contemporanea

Negli ultimi anni del XX secolo le nobiltà hanno nuovamente attirato l’interesse degli storici europei. La pubblicazione nel 1981 di un saggio di A. Mayer , nel quale si sosteneva la persistenza di sostanziali elementi dell’ ancien régime fino alla prima guerra mondiale, ha suscitato dibattiti, consensi, dissensi e nuovi filoni di ricerca tra gli storici contemporanei.
Il presente lavoro è una rassegna ragionata di alcune tra le principali opere sulla nobiltà italiana e europea nell’età contemporanea. Prende anch’esso spunto dalla tesi provocatoria di Mayer e dalle sue argomentazioni, per poi esaminare gli avvenimenti e le cause che hanno segnato la persistenza e il declino dell’aristocrazia europea. Ho posto particolare attenzione ai cambiamenti politici, sociali ed economici che hanno coinvolto, inizialmente come protagonista e in fine come vittima, la nobiltà europea. Prima di tutto ho analizzato le élites sociali tradizionali nel periodo del loro maggiore potere e ricchezza, descrivendone gli aspetti della vita di corte, le relazioni sociali, i trend familiari e gli interessi fondiari. In seguito ho esaminato i principali momenti di crisi (crisi agraria e prima guerra mondiale) ed i cambiamenti avvenuti in seno alla nobiltà. Per una comparazione internazionale mi sono concentrato principalmente sull’Italia e sull’Inghilterra. Per il caso italiano, nello specifico lo studio ha riguardato il Piemonte e l’Italia meridionale, facendo riferimento alle opere di Macry, Montroni, Jocteau e Cardoza , mentre per lo studio dell’aristocrazia britannica il contributo saliente è dato dall’analisi di Cannadine , che ha dedicato un ampio lavoro alla nobiltà d’oltremanica.

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1 INTRODUZIONE Presupposti e problemi. L’Ottocento, un secolo discusso, è stato interpretato dagli storici come fase di formazione e consolidamento degli Stati nazionali, come il luogo di un progressivo sviluppo, crescita produttiva e periodo di transizione, secolo da cui prendono avvio le premesse del presente 1 . A queste interpretazioni, ne seguono altre che considerano il XIX secolo non solo, nell’ottica del progresso e come «fucina tumultuosa del presente» 2 , ma anche come un’età segnata da «continuità arcaiche» 3 . Questa sorta di revisionismo non necessariamente è un semplice rovesciamento di prospettiva. Nel 1981 Arno Mayer pubblicò un saggio 4 , tradotto anche in Italia, col quale intendeva dimostrare che l’Ottocento era profondamente impregnato di residui del passato. Il libro di Arno Mayer, e le tesi provocatorie che ne derivano, hanno suscitato una discussione più ampia di quanto abbiano fatto le sue precedenti opere 5 , di cui peraltro può essere considerato come uno sviluppo coerente, poiché il loro tema centrale è sempre stato l’analisi delle forze conservatrici nella 1 Paolo Macry, Ottocento, op. cit., p. IX. 2 Ivi, p. XII. 3 Ivi, p. XIII. 4 Arno Mayer, Il potere dell’ancien régime, op. cit., (edizione originale The Persistence of the Old Regime. Europe to the Great War, Pantheon Books, New York 1981). 5 Arno Mayer, Politics and Diplomacy of Peacemaking: Containement and Counterrevolution at Versailles, 1918-19, Knopf, New York, 1967; Dynamics of Counterrevolution, 1870-1956, Harper, New York 1971. In Stuart J. Woolf, L’ombra dell’ancien régime, in Passato e Presente –Rivista di storia contemporanea-, n.4, 1983.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maurizio Dissette Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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