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Nuovi modelli di governance per uno sviluppo territoriale sostenibile

Oggetto della ricerca sono gli sviluppi e le implicazioni dell’applicazione dei nuovi modelli di governance per lo sviluppo territoriale sostenibile, proposti e promossi dall’Unione europea in stretta relazione con le politiche di coesione comunitarie, al quadro nazionale.

Lo studio ha previsto l’analisi sia di documenti di carattere normativo sia di alcuni casi applicativi.
I principali obiettivi della ricerca sono: l’analisi della normativa europea in tema di governance in relazione alle necessità comunitarie di un maggior coinvolgimento della società civile e di una diffusione di best practice per quanto attiene l’attuazione delle politiche comunitarie; l’analisi delle modificazioni avvenute all’interno dei rapporti istituzioni-cittadini a livello nazionale; la valutazione dello stato di attuazione degli strumenti di governance, così come vengono definiti ed articolati a livello europeo, negli ambiti locale e regionale del territorio italiano.
I casi di studio analizzati sono stati tre (caratterizzanti per quanto riguarda le criticità emerse, complementari dal punto di vista dei settori di intervento e rappresentativi di contesti territoriali e culture di governo differenti):
1- il Polo Tecnologico Tiburtino della città di Roma;
2- il Progetto Integrato Territoriale campano “Città del Fare”;
3- il Progetto Integrato Territoriale siciliano “Palermo capitale dell’EuroMediterraneo”.
Lo studio intende fare emergere come, ed in che misura, queste novità procedurali stiano cambiando il modo di governare di molti dei soggetti politici nazionali, mutando, al contempo, il rapporto cittadini-istituzioni.
Per poter analizzare questi eventuali cambiamenti si è dovuto prima rispondere alla domanda su come i processi di governance stiano modificando il quadro amministrativo-gestionale dell’Italia.
Si è poi cercato di illustrare il tema riguardante quanto siano radicali questi cambiamenti, o al contrario se questi si configurano come semplici aggiustamenti, e in che misura si riverberino in elementi culturali territoriali, organizzativi e finanche tecnologici.
L’introduzione di un nuovo modello di governance pone infatti in rilievo come la differente capacità di governo del territorio sia una delle disuniformità più volte richiamate tra le varie regioni, intese come territori e non semplicemente come istituzioni.
La ricerca intende inoltre valutare questi nuovi modelli in riferimento alle politiche di sviluppo territoriali, sintetizzando quelle che sembrano essere le criticità della governance ed i suoi punti di forza, e quello che dovrà necessariamente essere il suo ruolo in un contesto europeo in rapido mutamento (in particolare per quanto riguarda l’allocazione futura dei Fondi Strutturali all’Italia).
Questa valutazione tende forse a chiarire il vero significato che, nella pratica, rappresenta l’adozione di questi modelli da parte degli organi istituzionali di tutti i livelli.
In questo studio si è cercato di fornire una analisi il più possibile esaustiva, di alcune delle tematiche connesse alla governance, a fronte di una sua sicuramente più ampia diffusione, sia nei rapporti interni tra territori, che nei rapporti internazionali tra Stati della UE e tra i soggetti decisori preposti allo sviluppo ed alla sua programmazione-gestione.

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1 SOMMARIO Oggetto del presente lavoro, presentato come tesi di laurea, sono gli sviluppi e le implicazioni dell’applicazione dei nuovi modelli di governance per lo sviluppo territoriale sostenibile al quadro nazionale. Dallo studio emerge come queste novità stiano cambiando il modo di governare di molti dei soggetti politici nazionali, mutando, al contempo, il rapporto cittadini- istituzioni. L’analisi di questi cambiamenti ha cercato di rispondere alla domanda su come i processi di governance stiano modificando il quadro amministrativo-gestionale dell’Italia. Si è poi cercato di illustrare quanto siano radicali questi cambiamenti, o al contrario se questi si configurano come semplici aggiustamenti, e in che misura si riverberino in elementi culturali territoriali, organizzativi e finanche tecnologici. L’introduzione di un nuovo modello di governance pone infatti in rilievo come la differente capacità di governo del territorio sia una delle disuniformità più volte richiamate tra le varie regioni, intese come territori e non semplicemente come istituzioni. Si è poi valutata l’applicazione sul territorio di questi modelli analizzando tre casi di studio: il Polo tecnologico tiburtino (Lazio), il PIT “Città del Fare” (Campania), il PIT “Palermo capitale dell’EuroMediterraneo” (Sicilia). 1 INTRODUZIONE Le politiche regionali, applicate negli Stati membri, dell’Unione europea, rappresentano storicamente un campo di intervento molto importante. Queste politiche si sono evolute nel corso degli anni sin dalla loro prima attuazione nel 1957 e, in particolar modo, si è verificato un rapido e profondo cambiamento, sia di carattere normativo che gestionale, nel biennio 2000-2001. È di stringente attualità un serrato dibattito all’interno dell’UE sul futuro stesso delle politiche regionali. La discussione assume un significato particolarmente importante soprattutto per quanto riguarda l’ammontare delle risorse destinate alle politiche economiche comunitarie. Storicamente sono già avvenute importanti modificazioni di queste politiche, verificatesi in particolar modo nel biennio 2000-2001 in maniera più o meno rilevante in tutti i paesi dell’Unione, che possono essere ricondotte a una serie di concause quali: ξ i cambiamenti di governo verificatisi in questo periodo che hanno generato alcune modifiche delle politiche regionali 1 ; ξ la improrogabile necessità di limitare la spesa pubblica, anche in relazione al Patto di stabilità; 1 La nuova filosofia, per quanto concerne l’ambito italiano, viene espressa nel Secondo memorandum italiano sulla riforma della politica regionale di coesione comunitaria 2007-2013, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero degli Affari Esteri, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2003

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Forni Contatta »

Composta da 351 pagine.

 

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Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.