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Learning object e scenari educativi

Informazioni tesi

Progettista e Gestore di Formazione in Rete
  Autore: Lidia Faraldi
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2006
Docente/Relatore: Mario Rotta
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

Il tema dei learning object (LO) è attualmente al centro di un ampio dibattito, che interessa tutti gli aspetti intrinseci alla natura stessa degli oggetti, alla loro effettiva reperibilità e riutilizzabilità nei vari ambienti di apprendimento.

Le domande da porsi sono pertanto le più svariate. Innanzi tutto, quali caratterisitiche deve possedere un oggetto di apprendimento mutimediale, affinchè da semplice supporto (e quindi facilmente sostituibile con prassi didattiche più semplici, già radicate nel tempo, che non presentano incognite e rischi) possa evolvere in un vero strumento, capace non solo di veicolare informazioni, ma anche e soprattutto di favorire l’acquisizione di conoscenza significativa e lo sviluppo di competenze? Quali sono le reali possibilità di utilizzo in riferimento alle aspettative di un insegnante, che intenda facilitare e favorire l’apprendimento attraverso questo strumento multimediale? Quali sono le condizioni che rendono effettivamente utilizzabile un LO all’interno di un percorso formativo? Si può pensare ad un LO come ad un oggetto pedagogicamente “neutro” (quindi utilizzabile e riutilizzabile, tout court, in qualsiasi contesto ) oppure è necessario conoscere e valutare il modello didattico che sottende e in base a questo operare le proprie scelte progettuali? A quali nuove frontiere potrà aprirsi la filosofia e la tecnica degli LO?

Questi sono i quesiti che hanno guidato la stesura di questa tesi, nell’intento, non certo di trovare soluzioni o dare riposte esaustive, ma di avviare una riflessione su quelle che, allo stato attuale, sono le reali possibilità di usare e riusare un LO all’interno dei vari scenari educativi, soprattutto in riferimento alla prassi didattica quotidiana in ambito scolastico.

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3 Introduzione Il tema dei learning object (LO) è attualmente al centro di un ampio dibattito, che interessa tutti gli aspetti intrinseci alla natura stessa degli oggetti, alla loro effettiva reperibilità e riutilizzabilità nei vari ambienti di apprendimento. Dopo un primo momento in cui la definizione stessa di LO sembrava poter essere attribuita a qualsiasi risorsa di tipo digitale (una scheda, un’immagine, un documento, un file audio…), purchè corredata di metadati e in linea con le specifiche e gli standard internazionali, si sono aperte questioni, che potremmo definire emergenze, che mettono in discussione la concettualizzazione, le teorie paradigmatiche e i criteri di qualità di un LO. Un nodo che ancora è in via di risoluzione, è la valenza educativa e formativa del LO in relazione ai contesti, agli obiettivi, ai destinatari, alle strategie didattiche. Una tecnologia didattica incorpora sempre una filosofia educativa, e i LO non fanno certamente eccezione (Calvani, 2004). D’altra parte, chi si occupa di tecnologie dell’educazione mette sempre al centro della sua visione un’attenta valutazione delle tipologie dell’apprendimento e delle dinamiche cognitive potenzialmente attivabili, e sa che informazione non vuol dire conoscenza, che ambiente comunicativo non vuol dire apprendimento 1 . Una riflessione attenta è indispensabile, in particolare, all’interno dello scenario scolastico, dove si stanno introducendo i LO, ed è prevedibile che in un prossimo futuro si farà un uso sempre più massiccio di questo nuovo strumento didattico. Ci si trova quindi a dover riflettere su quale sia la strada praticabile di un’educazione con i media, ricercando le reali opportunità che questi offrono per favorire l’apprendimento e potenziare le esperienze cognitive, attraverso una visione critica che ne valuti la non intrusività ed il contrappeso formativo 2 . Le domande da porsi sono pertanto le più svariate. Innanzi tutto, quali caratterisitiche deve possedere un oggetto di apprendimento mutimediale, affinchè da semplice supporto (e quindi facilmente sostituibile con prassi didattiche più semplici, già radicate nel tempo, che non presentano 1 Calvani A. (2004). Che Cos’è la Tecnologia dell’Educazione. Roma, Carrocci. 2 Per un approfondimento sull’ecologia e l’ergonomia dei nuovi media, si veda Calvani A. (2001). Educazione, Comunicazione e Nuovi Media, sfide pedagogiche e syberspazio. Torino, UTET.

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Parole chiave

didattica multimediale
e-learning
istructional design
learning design
learning object
lo
metafore learning object
pedagogia lo
progettazione lo
riusabilità learning object
scenari educativi
tecnologie didattiche

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