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Il dedalo seduttivo. Comunicazione pubblicitaria e ibridazione di genere

Tutto il lavoro ruota attorno alla rappresentazione del femminile e del maschile nelle narrative pubblicitarie da una prospettiva prima concettuale e storiografica, poi pratica mettendo in relazione le tecniche pubblicitarie ed i cambiamenti avvenuti nei ruoli di genere.
La prima parte della tesi prende doverosamente in esame il mezzo pubblicitario dal punto di vista strumentale e comunicativo cercando di approfondirlo in tutte le sue dinamiche compresa quella che lo denota come “persuasore” anziché “seduttore”. La teoria pubblicitaria viene sempre confrontata con la sua pratica, con i suoi tecnicismi cercando di carpire segnali di cambiamento anche su questo versante.
La seconda parte è dedicata al genere, ai suoi vissuti storici ed al processo di ibridazione che sembra essere cominciato relativamente prima rispetto a quello che comunemente si può essere portati a pensare. La questione viene affrontata da più punti di vista disciplinari; storia, antropologia, letteratura, scienza, arte, sociologia che di per sé ha una sua natura interdisciplinare.
La terza parte unisce pubblicità e genere dove la pubblicità serve da strumento di narrazione e ricerca culminando nello slancio del Focus Group i cui risultati sono stati particolarmente interessanti ed incoraggianti sia per la lettura del passato sia per la previsione di un ancor indeterminato futuro.
Il lavoro si conclude (anche se spesso ne viene data anteprima ) con una proposta metodologica e pratica alternativa rispetto al mezzo pubblicitario e con uno sguardo verso l’avvenire (anche sul piano del genere).

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Un’idea, un concetto, un’idea Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione In Virginia il signor Brown era l’uomo più antirazzista Un giorno sua figlia sposò un uomo di colore Lui disse: “Bene” ma non era di buonumore Ad una conferenza di donne femministe Si parlava di prender coscienza e di liberazione Tutte cose giuste per un’altra generazione Un’idea, un concetto, un’idea Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione Su un libro di psicologia ho imparato a educare mio figlio Se cresce libero il bimbo è molto più contento L’ho lasciato fare, m’è venuto l’esaurimento Il mio amico voleva impostare la famiglia in un modo nuovo E disse alla moglie: “Se vuoi, mi puoi anche tradire” Lei lo tradì, lui non riusciva più a dormire Un’idea, un concetto, un’idea Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione Se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione Aveva tante idee, era un uomo d’avanguardia Si vestiva di nuova cultura, cambiava ogni momento Ma quand’era nudo era un uomo dell’Ottocento Ho voluto andare ad una manifestazione I compagni, la lotta di classe, tante belle cose che ho nella testa Ma non ancora nella pelle Un’idea, un concetto, un’idea Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione. (testo della canzone “Un’idea” di Gaber – Luporini)

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Carolina Magrini Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8317 click dal 20/02/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.