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Ausili per l'ipovedenza

L’obiettivo di questa tesi è stato quello di esaminare lo sviluppo e le realizzazioni tecnologiche create a supporto alla visione; agli ausili innovativi che forniscono alle varie categorie di ipovedenti un sostegno concreto alla attenuazione delle difficoltà della loro condizione patologica.
Si è dapprima analizzato lo stato dell’arte nel settore individuato. Negli ultimi anni, grazie alla miniaturizzazione dei sistemi ottici e degli apparati a supporto, al software di riconoscimento e trattamento delle immagini, alla sintesi vocale e alla conseguente lettura automatica, si è permesso il miglioramento della qualità della vita degli ipovedenti.
Si è reso necessario determinare le caratteristiche dell’ipovisione a cominciare dalla sua definizione, abbiamo selezionato quella stabilita dalla legge italiana (n. 138 del 3 aprile 2001) e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).
Per rendere lo studio aderente alla realtà si è costruita una rete di contatti con le associazioni di ipovedenti e ciechi esistenti sul territorio nazionale. I dati ottenuti ci hanno permesso di definire il problema sia in termini quantitativi che di specifiche patologiche.
Non tutte le associazioni sono state sensibili alla richiesta, soltanto l’Unione Italiana dei Ciechi (l’organizzazione più rappresentativa) e l’associazione dei retinopatici ed ipovedenti siciliani (ARIS), ha accolto favorevolmente l’iniziativa.
Indispensabili sono state le indicazioni del relatore e del correlatore della tesi che hanno segnato le linee di ricerca sia nella fase di analisi che di sintesi.
Il lavoro si è soffermato nell’analisi della correlazione che c’è tra l’ipovedenza e “l’età che avanza”, correlazione confermata dall' analisi dell’ampia documentazione che prova come gli anziani siano quelli più colpiti, soprattutto dalla patologia della degenerazione maculare senile(DMS). Si è ritenuto indispensabile fornire una esaustiva definizione di cosa sia la Degenerazione maculare senile, le cause scatenanti e i relativi test che consentono di diagnosticarla.
Nella seconda parte di questo lavoro abbiamo definito, con l’aiuto del “Libro bianco delle disabilità”, un modello di classificazione che comprendesse gli aspetti e le tecnologie riguardanti l’Ausilio per ipovedenza. Si è fornita una descrizione dettagliata ed una lista dei vantaggi e svantaggi che si possono incontrare nell’uso di questi ausili.
Nel capitolo sulle innovazioni tecnologiche e delle loro proiezioni nel futuro abbiamo descritto la ricerca e lo sviluppo condotto dalla John Hopkins University sulla strumentazione riguardante il visore portatile “V-max”.
A partire dai documenti disponibili abbiamo ipotizzato una serie di miglioramenti del “V-max”, in particolar modo quello della connessione tramite tecnologia wi-fi, del visore ad un PC (integrato in un impianto domotico di controllo) per la gestione dei dati acquisiti del territorio esplorato.
Non è stato possibile, per i costi, trasformare l’ipotesi progettuale in realizzazione della strumentazione, pur approfondendo la fase di elaborazione delle immagini.
L’interesse si è focalizzato su una problematica in particolare: il riconoscimento automatico di testi e la loro lettura tramite software.
Siamo riusciti ad ottenere buoni risultati in laboratorio, utilizzando strumentazione e software esistenti, abbiamo solamente adottato particolari accorgimenti per il miglioramento della qualità in ripresa. Si renderebbe necessaria una fase di pre-processing che possa permettere l “equalizzazione” dell’immagine migliorandone il risultato ottenuto dall’OCR.

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Prefazione L’obbiettivo di questo lavoro è stata l’analisi delle tecnologie di ausilio per gli ipovedenti, esistenti e in via di sviluppo. Il primo passo è stato quello di circoscrivere l’ipovisione, così come e’ definita dalla legge italiana (n. 138 del 3 aprile 2001) e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Nonostante l’ipovisione sia una condizione che colpisce più di una persona su 200 nella popolazione dei paesi industrializzati e che in Europa esistano 11 milioni di ipovedenti in aggiunta ad un milione di non vedenti, la documentazione scientifica e divulgativa relativa a tale problematica è stata di difficile reperibilità ma soprattutto di non recente creazione. La prima azione è stata quella di contattare le varie associazioni di ipovedenti e ciechi sparse su tutto il territorio nazionale, al fine di farmi pervenire la casistica ed il materiale informativo che era a loro disposizione. Le risposte ricevute, dalla maggioranza delle associazioni, non hanno dato esito positivo tranne che per Unione Italiana dei Ciechi e per l’associazione dei retinopatici ed ipovedenti siciliani (ARIS). Quest’ultimi mi hanno indirizzato nelle prime ricerche, fornendomi riferimenti bibliografici sia scientifici che non, da cui attingere importanti informazioni sulle varie categorie di ipovisione esistenti e sulle modalità di riconoscimento delle patologie. Sotto le indicazioni del mio relatore e del correlatore, proseguendo nello sviluppo di questo elaborato si è ritenuto opportuno soffermarsi nell’analisi della correlazione che c’è tra l’ipovedenza e “l’età che avanza”, in quanto e’ stato documentato che proprio gli anziani sono quelli più colpiti da tale problematica, nello specifico dalla patologia della degenerazione maculare senile(DMS). - 4 -

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Augusto Sarandrea Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3182 click dal 21/02/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.