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La Roma ''Diversa'' di Thomas Merton

Thomas Merton ebbe una vita tormentata e sempre in evoluzione. Curiosò in tutte le possibili sorgenti culturali, ma indubbiamente estrasse la sua mentalità base dalle radici cristiane attinte nella cultura cattolica specialmente espressa nella liturgia e arte romana.

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4 Il crogiolo di culture Nelle pagine seguenti, si fa un tentativo di leggere i segni che l'Italia ha impresso, con il suo impatto, nella mente di Merton. Molti hanno avuto la velleità di rivendicare l'autonomia della cultura anglosassone o meglio germanica. Roma e l'Italia avrebbero semmai subito tutto l'influsso d'oltralpe. La civiltà, che si stabilisce dal medioevo in poi, non sarebbe romana o italiana, ma barbarica e gotica. In ogni modo, le polemiche non del tutto sterili a parte, Roma è stata sempre una spugna di civiltà. Non si vergogna di imparare. Una volta, per esempio, si considera conquistata proprio dalla Grecia che essa sconfigge e sottomette con le armi. Difatti assorbe così bene la cultura greca da sentirsi arricchita dalle sue idee. Roma codifica secondo il suo genio il pensiero ellenico e lo trasmette ai posteri. E' sempre Roma che, nel suo spirito pluralistico, accoglie la dottrina ebraico-cristiana e ci si confeziona un abito a sua misura. Così nella sua tolleranza prima pagana e poi cristiana assimila anche le novità degli invasori medioevali. Il sincretismo è romano e italiano. Popolo eminentemente pratico, i latini cercano la convivenza. Si tratta di conciliare nella vastità dell'impero mentalità diversissime. Si mira alla convergenza e coesione degli elementi dottrinali che potrebbero attentare alla disgregazione dell'unità, necessaria ad una efficiente amministrazione. Così trasformata, la cultura della penisola continua a percorrere le antiche vie imperiali, costruite così solidamente da sfidare i secoli e diventare simbolo della sua perennità e universalità. Appresso, Roma non smette di tracciare e usare nuove strade, oltre che per l'avidità di denaro e di dominio, per lo spirito soprannaturale del missionario e i sogni pionieristici di tanti uomini. Si può concludere che il mondo occidentale è romano per la potenza civilizzatrice e assimilatrice congeniale alla tradizione di Roma. Certamente si obietterà che la conclusione è troppo precipitata. Si conceda pure che Roma, nell’antichità pagana e nei primi mille anni di cristianesimo italiano, sia stata indiscusso centro monopolizzatore e irradiatore di mentalità. Si ricordi anche sempre che molti degli ingredienti della civiltà romana provengono dall'esterno. Ma si è fortemente propensi a negare che dalla fine del medioevo l'Italia possa rivendicare di aver inciso molto sul resto d'Europa. Il crollo dell'impero "barbarico" e del prestigio papale, non solo come guida politica, ma anche spirituale per molte zone, porta a credere che si verifica una rottura definitiva dei cavi di comunicazione fra Italia e continente una volta solidali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cesare Di Cesare Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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