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Tecnologia degli impianti di depurazione dei reflui civili

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Fragomeno
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Luciano Ceccon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

Già in epoca antica si era capita la pericolosità dell’inquinamento organico per la salute pubblica, tutte le città romane più importanti erano dotate di fognature per allontanare le acque cloacali, che scaricavano direttamente nei fiumi. Finché le città sono rimaste di dimensioni relativamente modeste, questo sistema non creava particolari problemi dato che le acque dei fiumi riuscivano a diluire sufficientemente il carico inquinante.
Il problema si è posto in maniera completamente diversa nel secondo dopoguerra, momento in cui un inurbamento di grandi masse di popolazioni rurali ha modificato la dimensione delle città in modo quasi esponenziale rispetto ai secoli precedenti, con un cambiamento sostanziale dello stile di vita e l’introduzione nelle case di nuovi prodotti, come i detersivi di sintesi. Si è reso dunque necessario l’inserimento di un impianto di depurazione nella parte terminale del sistema fognario, prima del rilascio nel corpo ricettore (fiume, mare o lago che sia).

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Tecnologia degli impianti di depurazione dei reflui civili 3 1.0 Introduzione Già in epoca antica si era capita la pericolosità dell’inquinamento organico per la salute pubblica, tutte le città romane più importanti erano dotate di fognature per allontanare le acque cloacali, che scaricavano direttamente nei fiumi. Finché le città sono rimaste di dimensioni relativamente modeste, questo sistema non creava particolari problemi dato che le acque dei fiumi riuscivano a diluire sufficientemente il carico inquinante. Il problema si è posto in maniera completamente diversa nel secondo dopoguerra, momento in cui un inurbamento di grandi masse di popolazioni rurali ha modificato la dimensione delle città in modo quasi esponenziale rispetto ai secoli precedenti, con un cambiamento sostanziale dello stile di vita e l’introduzione nelle case di nuovi prodotti, come i detersivi di sintesi. Si è reso dunque necessario l’inserimento di un impianto di depurazione nella parte terminale del sistema fognario, prima del rilascio nel corpo ricettore (fiume, mare o lago che sia). Un impianto di depurazione è costituito da una serie di trattamenti, volti alla rimozione degli inquinanti presenti nei reflui di qualsiasi origine (industriale, civile, agro—zootecnica). Le caratteristiche qualitative, che si devono raggiungere allo scarico dell’effluente depurato, sono indicate dal Decreto Legislativo 152/99, che stabilisce dei requisiti minimi, in base alla dimensione e alla potenzialità dell’impianto (la regione può renderli più permissivi o più stringenti a seconda delle caratteristiche del corpo ricettore). Il livello di inquinamento delle acque di scarico fognarie, di uso civile, è influenzato unicamente dal consumo idrico nelle varie località e non dalla quantità dal materiale di scarico pro capite, che varia pochissimo, dipendendo dalla vita biologica di ciascun individuo, che si può valutare in 60 grammi di BOD 1 e in 100 grammi di COD 2 . Il consumo di acqua giornaliero pro capite è molto variabile: dai 100 litri delle zone a “consumo controllato” a gli oltre 600 litri delle zone dotate di abbondanti risorse idriche, nonché ricche economicamente. Di conseguenza la domanda di ossigeno nell’acqua varia fra le oltre 500 parti per milione (ppm 3 ) delle zone a basso consumo alle 100 parti per milione delle zone ad alto consumo. 1 Biological Oxygen Demand: parametro che esprime la quantità di ossigeno necessaria perché possano essere ossidate e, quindi, demolite a opera di microrganismi, le sostanze inquinanti presenti in un corpo d’acqua 2 Chemical Oxygen Demand: parametro che esprime la quantità di composto necessaria per ossidare attraverso un reagente chimico, le sostanze inquinanti presenti in un corpo d’acqua 3 1 ppm = 1 mg per kg

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