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L’Information Technology in rapporto con la modernizzazione della Pubblica Amministrazione

Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Pizzari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Carlo Gelosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

Il dibattito attorno al concetto di “comunicazione”, in Italia, ricopre da tempo un ruolo di notevole importanza e di elevata incidenza circa le scelte strategiche sia del settore pubblico-istituzionale sia del settore privato-imprenditoriale. Nell’ultimo ventennio è evidente e sotto gli occhi di tutti i cittadini più o meno competenti nel settore, la mutazione genetica, ancora in atto, all’interno della Pubblica Amministrazione che vede l’abbandono dell’obsoleto concetto di Stato come una “roccaforte inespugnabile” in sostituzione con una più moderna e funzionale concezione di Stato condiviso, accessibile, trasparente. In tal senso il ruolo del suddito, passando per la fondamentale tappa del cittadino, subisce una frattura insanabile con il passato proiettandosi in un futuro quanto più prossimo cittadino-cliente. L’istituzione di un elevato numero di Uffici Relazioni con il Pubblico assieme alla pianificazione di progetti ed iniziative atte ad apportare un netto miglioramento della fruizione dei servizi pubblici, sono segni evidenti di un’amministrazione in evoluzione, in crescita, in trasformazione verso un uno snellimento dell’apparato burocratico e la centralizzazione del nuovo ruolo del cittadino-cliente. Attraverso l’organizzazione di attività di comunicazione ed informazione la Pubblica Amministrazione può garantire il rispetto dei diritti di accessibilità, trasparenza, imparzialità nei confronti di tutti i cittadini e soprattutto può rispondere concretamente alle esigenze dei “clienti” e delle imprese. Nel complesso rapporto tra funzioni pubbliche e tessuto sociale, le attività di comunicazione creano un sistema di relazioni in grado di rendere chiunque ne abbia diritto parte attiva nella gestione della cosa pubblica. Sul piano normativo tali considerazioni sono rinvenibili principalmente nella legge n. 150/2000 – Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni – la quale inquadra il ruolo ed il compito dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico e degli Uffici Stampa. In linea con la suddetta tendenza di innovazione, la comunicazione cambia profondamente l’organizzazione dell’apparato Statale: tutto il sistema viene rifondato all’interno di una nuova cornice valoriale che pone al centro la centralità dei cittadini clienti, l’efficienza e l’efficacia dell’erogazione dei servizi, la comprensibilità dei linguaggi, la semplificazione delle procedure. Sul piano pratico però l’attuazione delle nuove pratiche di comunicazione non comporta una mera istituzione di uffici o l’inserimento di nuove procedure: occorre sostanzialmente attivare relazioni di interscambio informativo sia all’interno che all’esterno della Pubblica Amministrazione, aprire “finestre” in grado di mettere in comunicazione l’apparato statale con i cittadini e ristrutturare i ruoli dei soggetti interessati al fine di eliminare le difficoltà di accesso e partecipazione ereditate dal passato. La partecipazione alla gestione della cosa pubblica è sinonimo di democrazia in quanto “[…] conduce al superamento delle strettoie dell’incomunicabilità e del reciproco sospetto tra cittadini e istituzioni e all’affermazione di un rapporto dialettico e arricchente tra cittadino e Stato. Il primo, in quanto titolare di diritti e doveri, si realizza con le sue aspettative e il suo modo di essere nello Stato e quest’ultimo, dal conto suo.” . La comunicazione pubblica, prese le distanze dalle organizzazioni d’informazioni piramidali figlie di altri tempi, promuove e rende possibile una consistente interattività tra cittadini e amministrazioni, facendo leva su un complesso apparato tecnologico adatto alle esigenze di condivisione e diffusione delle risorse tipiche del processo di modernizzazione. La diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, soprattutto alla luce dell’evoluzione delle tecnologie informatiche, crea uno scenario complesso, una sorta di arena pubblica dentro la quale si affronta la moltitudine di attori chiamati in causa da tutti gli aspetti della gestione dello Stato. La comunicazione si attua trasversalmente in tutte le dimensioni che si vengono a creare, rendendo difficilmente gestibile il processo di creazione e valorizzazione dell’immagine e della percezione dei valori. All’interno di questo complesso meccanismo di definizione di ruoli ed immagini la Pubblica Amministrazione deve creare un ponte tra la “cittadinanza” e le proprie dinamiche interne, fondando tale contatto su elementi di flessibilità, dinamismo, trasparenza e informazione. Il lavoro svolto offre una vasta visuale del processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione in quanto, oltre ad analizzare la questione da un punto di vista pratico e descrittivo, fornisce un’approfondita analisi della crescita delle tendenze innovatrici delle amministrazioni seguendone le tracce sia nell’articolato percorso normativo ia nella coscienza comune dei cittadini.

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5 Introduzione Il dibattito attorno al concetto di “comunicazione”, in Italia, ricopre da tempo un ruolo di notevole importanza e di elevata incidenza circa le scelte strategiche sia del settore pubblico-istituzionale sia del settore privato-imprenditoriale. Nell’ultimo ventennio è evidente e sotto gli occhi di tutti i cittadini più o meno competenti nel settore, la mutazione genetica, ancora in atto, all’interno della Pubblica Amministrazione che vede l’abbandono dell’obsoleto concetto di Stato come una “roccaforte inespugnabile” in sostituzione con una più moderna e funzionale concezione di Stato condiviso, accessibile, trasparente. In tal senso il ruolo del suddito, passando per la fondamentale tappa del cittadino, subisce una frattura insanabile con il passato proiettandosi in un futuro quanto più prossimo cittadino-cliente. L’istituzione di un elevato numero di Uffici Relazioni con il Pubblico assieme alla pianificazione di progetti ed iniziative atte ad apportare un netto miglioramento della fruizione dei servizi pubblici, sono segni evidenti di un’amministrazione in evoluzione, in crescita, in trasformazione verso un uno snellimento dell’apparato burocratico e la centralizzazione del nuovo ruolo del cittadino-cliente. Attraverso l’organizzazione di attività di comunicazione ed informazione la Pubblica Amministrazione può garantire il rispetto dei diritti di accessibilità, trasparenza, imparzialità nei confronti di tutti i cittadini e soprattutto può rispondere concretamente alle esigenze dei “clienti” e delle imprese. Nel complesso rapporto tra funzioni pubbliche e tessuto sociale, le attività di comunicazione creano un sistema di relazioni in grado di rendere chiunque ne abbia diritto parte attiva nella gestione della cosa pubblica. Sul piano normativo tali considerazioni sono rinvenibili principalmente nella legge n. 150/2000 – Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni – la quale inquadra il ruolo ed il compito dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico e degli Uffici Stampa. In linea con la suddetta tendenza di innovazione, la comunicazione cambia profondamente l’organizzazione dell’apparato Statale: tutto il sistema viene rifondato all’interno di una nuova cornice valoriale che pone al centro la centralità dei cittadini clienti, l’efficienza e l’efficacia dell’erogazione dei servizi, la comprensibilità dei linguaggi, la semplificazione delle procedure.

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