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Le piattaforme televisive digitale terrestre e IP-TV: modelli di sinergia e competitività. Scenari evolutivi per Mediaset.

Informazioni tesi

  Autore: Luca Laurenti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Andrea D'angelo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

Lo scopo della presente tesi è quello di studiare i punti di sinergia e competitività tra le nuove piattaforme della televisione digitale ed analizzare i possibili scenari evoluti della IP-TV rispetto al canale digitale terrestre, che in Italia sta avendo una larga diffusione.
Il lavoro inizia con una panoramica sullo sviluppo della televisione digitale in Europa e, più in particolare, nel contesto italiano.
Le due piattaforme digitale terrestre e IP-TV, rispettivamente nei capitoli 2 e 3, vengono analizzate dal punto di vista architetturale, con lo scopo di individuare le funzionalità e i servizi potenziali. Questi vengono confrontati con i servizi attualmente realizzati, delineando lo stato dell’arte per le due piattaforme in Italia.
Si passa, nel capitolo 4, all’analisi della catena del valore del mondo televisivo: la rivoluzione digitale comporta una sua profonda ristrutturazione e potenziale frammentazione. A fronte dell’operatore verticalmente integrato che caratterizzava il settore televisivo analogico, la televisione digitale si distingue per la presenza di figure imprenditoriali diversificate: l’editore di programmi o fornitore di contenuti; l’operatore di rete per la trasmissione e distribuzione del segnale televisivo e il fornitore di servizi.
L’analisi comparativa tra il digitale terrestre e l’IP-TV continua con l’individuazione dei target di utenti per le due piattaforme e con l’analisi dei trend di diffusione. Sulla base di quest’ultimo aspetto e analizzando i ricavi che i due canali possono generare, viene effettuato un posizionamento sul mercato televisivo (capitolo 5).
L’Italia, per quanto riguarda il digitale terrestre, è uno dei paesi più all’avanguardia e ha fissato un ambizioso obiettivo per il completamento del passaggio dalle trasmissioni analogiche a quelle digitali (Dicembre 2008). Nel capitolo 6 vengono analizzate le principali azioni intraprese a riguardo e, malgrado la forte spinta legislativa a favore del digitale terrestre, le numerose iniziative per lo sviluppo della piattaforma IP-TV. Analizzando i principali paesi europei, la situazione italiana viene confrontata con le azioni intraprese dai broadcaster stranieri nel passaggio alla televisione digitale.
Il capitolo 7 passa al caso specifico dell’azienda Mediaset. Attraverso una analisi SWOT su entrambe le piattaforme e l’individuazione dei principali fattori di sinergia e competitività, vengono formulate quattro strategie per l’ingresso di Mediaset nel mercato della IP-TV.
Le quattro strategie, descritte ed analizzate, vengono valutate attraverso il metodo “Analytic Hierarchy Process”, con l’individuazione dei seguenti criteri: controllo del business, tipologia dell’offerta televisiva, ampiezza del mercato raggiunto, livello e rischio dell’investimento e il know-how necessario nella gestione delle attività.
Tale metodo è adatto nelle situazioni in cui si presenta difficoltosa l’attribuzione di valutazioni e pesi ai fattori decisionali ed inoltre consente di tener conto sia degli aspetti tangibili sia di quelli intangibili.

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4 Introduzione Le prime spinte concorrenziali nel settore televisivo italiano risalgono alla metà degli anni ’70 del secolo passato, con la nascita delle televisioni private. Con la crescita dei network commerciali, negli anni ’80 emergono tensioni competitive e una nuova focalizzazione dei contenuti trasmessi verso l’intrattenimento. Con l’arrivo di Telepiù, nel decennio successivo, compare per la prima volta in Italia una piattaforma alternativa al broadcasting terrestre, che introduce l’ulteriore novità della televisione a pagamento. La liberalizzazione delle telecomunicazioni di fine secolo e la diffusione di internet favoriscono la nascita dell’IP-Television, ancora marginale, ma con potenziali di crescita sempre più interessanti. Infine lo sviluppo delle reti mobili apre ulteriori nuove possibilità di distribuzione e integrazione del segnale televisivo. La televisione ha così intrapreso un processo di ibridazione tra i sistemi di trasmissione audio-video di tipo diffusivo (radio e televisioni), i servizi interattivi di tipo Web (t-commerce, percorsi multimediali) e la possibilità di utilizzare piattaforme di fruizione differenti (computer, televisore, periferiche wireless). Milioni d’utilizzatori in tutto il mondo potranno interagire con i programmi d’intrattenimento, personalizzare il palinsesto, le modalità e i tempi di fruizione, e parallelamente scambiarsi e-mail o fare acquisti via internet. I mutamenti in atto non sono esclusivamente tecnologici, ma anche e soprattutto strategici, con impatti sul valore delle imprese del settore media, sulla nascita di nuovi mercati, sulla richiesta di nuove competenze e nuove fonti di vantaggio competitivo e su nuovi modelli di fruizione del prodotto televisivo. Non sono inoltre secondari gli effetti che tali cambiamenti stanno generando in altri settori, quali ad esempio l’industria manifatturiera e l’elettronica di consumo. Nello scenario che apre il nuovo millennio, sono almeno tre i livelli di competizione che i player del settore televisivo affrontano: - il primo livello è costituito da quella che possiamo chiamare competizione tra due mondi: l’analogico e il digitale. Il digitale esercita sull’analogico

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Parole chiave

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business model
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competitività
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sinergie
swot analysis
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