Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Un campione visto dai media : Gianfranco Zola

Gianfranco Zola nasce nel 1966 ad Oliena un piccolo paese a circa dodici chilometri da Nuoro. Si tratta di uno dei pochi giocatori al mondo che non hai mai ricevuto critiche da parte di compagni o avversari.
I media hanno fatto emergere (e questi articoli lo possono dimostrare) pienamente la sua immagine di persona schietta è molto disponibile. Ha mostrato di avere un certo “fair play” sia fuori che dentro il campo basti pensare al fatto che non ha mai assunto atteggiamenti di stizza o di protesta nei confronti né dei propri avversari né dei compagni di squadra. Ed è proprio questo suo “fair play” che gli ha consentito di
ottenere la stima da parte degli inglesi. Nel libro di Marrese l’opinionista del “Times” Brian Glanville spiega che il segreto del suo successo è dovuto proprio al fatto che nonostante la sua fama e il suo successo è sempre rimasto una persona molto modesta senza mai vantarsi. La cosa più importante emersa è che si tratta di una persona “diversa” dagli altri personaggi appartenenti a questo mondo si è distinto più di una volta infatti non ha mai fatto polemiche, mai insultato un arbitro, né mai litigato in campo con un compagno o un avversario si è distinto proprio per questa sua enorme lealtà tant’è che in tutta la sua carriera ha ricevuto solamente due espulsioni ed una ammonizione (per altro ingiusta).
Un altro aspetto, messo in evidenza dai media e che Gianfranco quando parla di questo mondo fa riferimento ad aspetti come: sacrificio, onestà, lealtà, rispetto impegno ma anche divertimento e spettacolo aspetti che al giorno d’oggi vengono messi in secondo piano.
Nel complesso posso dire che dai quotidiani da me esaminati è emersa una immagine molto positiva di Gianfranco Zola, come una persona molto stimata dai suoi colleghi,dai tifosi e anche dai giornalisti.
Gianfranco nell’intervista ha dichiarato più volte di aver avuto un rapporto abbastanza positivo con il mondo dei media, fortemente caratterizzato da uno scambio continuo di rispetto reciproco.
Tutto quello che ho riscontrato sia nell’analisi del materiale da me preso in considerazione, e in generale da tutte le fonti da cui ho attinto, hanno di fatto confermato a mio giudizio, la figura che negli anni si è andata delineando di Gianfranco Zola come quella di un campione senza eguali.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Capitolo 1 BIOGRAFIA. L’inizio della carriera Gianfranco Zola nasce nel 1966 ad Oliena un piccolo paese a circa dodici chilometri da Nuoro. Si dice che sin da piccolo aveva dimostrato questa sua grande passione per il pallone, tant’ è che passava intere giornate a giocare sotto casa e tutti rimanevano sorpresi nel vedere questo bambino palleggiare per minuti interi senza mai far cadere la palla. A dieci anni già sogna il Cagliari, a quei tempi caratterizzato dalla presenza di un grande campione come Gigi Riva. Il padre Ignazio lo porta tutti i giorni nel campetto del paese per allenarlo, ed arrivano anche i tempi delle prime partite con gli amici. A tredici anni, durante la Festa del Redentore a Nuoro, si trova a giocare il primo torneo e durante la partita contro “ l'Arborea” è presente un osservatore del Torino, che il giorno successivo si presenta in paese con l'intenzione di acquistare il suo cartellino. Ma probabilmente era troppo piccolo, o forse era troppo presto per andare via da casa e quindi non se ne fa niente. A sedici anni inizia a giocare nella squadra del suo paese " la Corrasi ", di cui il padre era anche dirigente. Da questo momento in poi, sono in molti a pensare che il suo futuro sia proprio quello e nella zona si inizia a diffondere la voce <di quel folletto che sa stregare il pallone e il mondo del calcio> 1 , ed era già abbastanza conosciuto anche tra i giovani delle altre squadre della Sardegna. Grazie all'aiuto del padre e del suo primo allenatore inizia il giro delle società più importanti della Sardegna. 1 pag. 21 “Il ragazzo che faceva sorridere il pallone” E. Marrese

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Roberta Pitzolu Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1338 click dal 09/03/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.