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Disturbo autistico: ''Caratteristiche del gioco''

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Grillo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Carla Sogos
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

L’autismo è un disturbo che colpisce il normale sviluppo delle abilità sociali, comunicative e cognitive degli individui che ne sono colpiti, comincia a manifestarsi prima dei 3 anni di età, ma non è solamente un disturbo dell’infanzia, infatti proprio perché interessa il normale sviluppo delle abilità precedentemente descritte, l’autismo non è una condizione statica, ed i sui sintomi cambiano con l’avanzare dell’età. Ogni individuo con il disturbo autistico è differente da un altro con lo stesso disturbo, sia per il suo livello intellettivo, di linguaggio, che per i suoi interessi e competenze, per questo preferiamo parlare di “spettro dei disturbi dell’autismo”. Questo lavoro intende sottolineare la correlazione che esiste tra lo sviluppo delle normali abilità sociali e cognitive del bambino, e la sua esposizione, per qualità e quantità, al gioco. Il gioco è infatti una componente importante per far si che il bambino sviluppi gradualmente quelle competenze nella sfera sensoriale, imitativa, sociale, emotiva ed immaginativa, che sono indispensabili per l’interazione sociale con gli altri esseri umani nella vita adulta. Nell’autismo, per motivi ancora sconosciuti, e dei quali esistono attualmente solo delle ipotesi, il normale sviluppo di queste competenze è colpito.
Per questo motivo il gioco è un mezzo importante di cui possiamo servirci per intervenire dal punto di vista terapeutico su questo particolare disturbo, e può essere utile anche ai fini della ricerca, per fare luce sulle cause che permettono l’instaurarsi di questa condizione.
Nella prima parte del lavoro, verranno generalmente illustrate le caratteristiche del disturbo, la sua storia, le varie ipotesi esistenti in letteratura sulle cause possibili, ed i metodi utilizzati per la diagnosi.
Successivamente verrà trattato l’argomento del gioco, la sua funzione, lo sviluppo nella competenza del gioco nel bambino tipico, e in quello con il disturbo autistico ; ed inoltre, come il gioco è usato per valutare le abilità raggiunte da questi bambini, e per intervenire sul disturbo al fine di far sviluppare il più possibile le loro competenze nelle aree deficitarie.
L’ultimo capitolo di questo lavoro fornisce una reale osservazione del gioco di 5 bambini di diverse età, con diagnosi di disturbo autistico, e con differente livello intellettivo, allo scopo di valutarne il tipo di abilità di gioco dimostrato durante le osservazioni.

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4 INTRODUZIONE L’autismo è un disturbo che colpisce il normale sviluppo delle abilità sociali, comunicative e cognitive degli individui che ne sono colpiti, comincia a manifestarsi prima dei 3 anni di età, ma non è solamente un disturbo dell’infanzia, infatti proprio perché interessa il normale sviluppo delle abilità precedentemente descritte, l’autismo non è una condizione statica, ed i sui sintomi cambiano con l’avanzare dell’età. Ogni individuo con il disturbo autistico è differente da un altro con lo stesso disturbo, sia per il suo livello intellettivo, di linguaggio, che per i suoi interessi e competenze, per questo preferiamo parlare di “spettro dei disturbi dell’autismo”. Questo lavoro intende sottolineare la correlazione che esiste tra lo sviluppo delle normali abilità sociali e cognitive del bambino, e la sua esposizione, per qualità e quantità, al gioco. Il gioco è infatti una componente importante per far si che il bambino sviluppi gradualmente quelle competenze nella sfera sensoriale, imitativa, sociale, emotiva ed immaginativa, che sono indispensabili per l’interazione sociale con gli altri esseri umani nella vita adulta. Nell’autismo, per motivi ancora sconosciuti, e dei quali esistono attualmente solo delle ipotesi, il normale sviluppo di queste competenze è colpito. Per questo motivo il gioco è un mezzo importante di cui possiamo servirci per intervenire dal punto di vista terapeutico su questo particolare disturbo, e può essere utile anche ai fini della ricerca, per fare luce sulle cause che permettono l’instaurarsi di questa condizione. Nella prima parte del lavoro, verranno generalmente illustrate le caratteristiche del disturbo, la sua storia, le varie ipotesi esistenti in letteratura sulle cause possibili, ed i metodi utilizzati per la diagnosi.

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