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Abuso sessuale su minori. La prevenzione e l'intervento a scuola

Informazioni tesi

  Autore: Veronica Rico'
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Andrea Mannucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 256

Davanti alla realtà dell'abuso, troppi sono ancora oggi gli insegnanti che chiudono gli occhi, spaventati dal proprio senso di impotenza; lasciando i bambini soli con loro se stessi e privandoli quindi di ogni possibile aiuto.
Curare e soprattutto prevenire la violenza è invece possibile, fin dalla scuola dell'infanzia. Per fare ciò, occorre una professionalità docente preparata ed attenta, che conosca la problematica e che sia in grado di gestire le relazioni con il minore, la famiglia, i colleghi, ma anche con gli esperti della sua realtà territoriale.
Una presentazione dettagliata della figura dell'abusante, al maschile ed al femminile, e delle dinamiche proprie alla pedofilia ed all'incesto. Un'attenzione particolare alle conseguenze psicologiche dell'abuso sul bambino (normodotato e diversamente abile) ed ai segnali comportamentali, relazionali, cognitivi e fisici che può manifestare all'interno del contesto scolastico in seguito alla violenza. Una serie di indicazioni, teoriche e pratiche, su come si può intervenire adeguatamente in seguito ad una rivelazione di abuso e soprattutto a come può essere allestita, entro la quotidianità scolastica, un'adeguata azione preventiva.

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1 Introduzione “Mi chiedo che mogli abbiate. Come possano non capire. Mi chiedo che figli abbiate generato. Come possiate guardarli negli occhi, baciarli ed abbracciarli dopo aver stuprato i loro coetanei. Mi chiedo che sogni facciate. Sicuramente diversi dagli incubi che avete generato. Mi chiedo come chi sapesse, vi abbia permesso di esistere. Mi chiedo come vi si possa difendere. O come si possano intimorire i bambini, volendo obbligarli al silenzio. Mi chiedo se arriverà mai il giorno in cui chiederete perdono a noi tutti, sinceramente convinti di essere figli legittimi del Diavolo. Mi chiedo come chi vi ha avuto accanto non sia stato in grado di capire, o anche solo di percepire, la vostra vera anima. Mi chiedo come ancora non si sappia ascoltare il cuore dei nostri figli. Mi chiedo per quanto tempo queste parole dovranno ancora essere dette” 1 . Pedofilia è sempre stata una parola in grado di suscitare in me disagio, rabbia, indignazione. Mi chiedevo cosa spingesse certi adulti perversi a sottomettere, umiliare, derubare i minori delle loro infanzie, costringendoli a subire violenze devastanti, in grado di rovinare un’intera vita. Mi spaventava, come insegnante, il profondo senso di impotenza che avvertivo nei confronti della gestione di ipotetiche situazioni di questo tipo, prima o poi, nella mia classe; il pensiero di poter incontrare un alunno bisognoso di aiuto e di non saper accogliere le sue richieste in modo adeguato. Nello stesso tempo, forte era anche la curiosità nei confronti della prevenzione agli abusi. Mi domandavo se fosse possibile trasmettere ai bambini una qualche informazione riguardo a queste tematiche senza turbare la loro innocenza, o se invece fosse meglio limitarsi ad affrontare i problemi esclusivamente nel momento in cui si fossero presentati, magari avvalendosi di esperti esterni più preparati sull’argomento. Da questi interrogativi è partito il mio viaggio, un percorso di giorno in giorno più avvincente, che mi ha portata a sviscerare dal profondo la figura dell’uomo e della donna abusante, alla ricerca di una qualche spiegazione che non giustificasse, ma almeno mi permettesse di capire perché la natura umana può 1 Frassi M., I bambini delle fogne di Bucarest: viaggio nell’ultimo girone dell’infanzia violata, Ferrari Edizioni, Bergamo, 2002, pp. 148-149.

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