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L'organizzazione della sicurezza sul lavoro in azienda

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Santoro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Matteo Dell'Olio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 316

Oltre ad un escursus evolutivo giurisprudenziale che comprende tutte le problematiche applicative ed interpretative delle numerose normative in materia di sicurezza sul lavoro, la tesi evidenzia anche i recenti aspetti prevenzionistici culturali economici e sociali, collegati all'organizzazione della normativa adottata dal legislatore in materia di sicurezza del lavoro. Voto laurea 105/110

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7 Introduzione alla tesi Sebbene il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro, fosse considerato da sempre un elemento di indubbia importanza per ogni società democraticamente evoluta, è importante sottolineare che, anche se nel tempo si è ampliata e strutturata la capacità d’intervento al problema sicurezza 1 , la predisposizione data dal legislatore, all’organizzazione della sicurezza sul lavoro e sulle figure strutturali e funzionali che ne fanno parte, viene talvolta ad essere dispersiva e poco chiara, sia a livello aziendale, in merito alla 1 Con L’art.2087 C.c : Tutela delle condizioni di lavoro, Titolo II Del Lavoro nell’Impresa, Capo I, Dell’Impresa in Generale, Sez. I Dell’Imprenditore: L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro , con tale articolo del C.c, si pone un obbligo generale che assicuri una tutela effettiva, attraverso dei principi essenziali, sulla base di una responsabilità di tipo contrattuale in ragione del rapporto di lavoro, riconoscendo così al lavoratore un diritto soggettivo pieno di sicurezza, ed un relativo dovere per il datore di lavoro, di offrire la massima sicurezza ragionevolmente fattibile. (v.d. appr. Par. II, Cap. I) Con i D.P.R. degli anni 55’ e 56’ (547/55 e 303/56) c’è una filosofia di intervento direttivo su base contravvenzionale al problema della sicurezza sul lavoro, basata più su di una logica di tassatività vincolante di disposizioni tecniche e su un modello di quadripartizione della sicurezza tra datore di lavoro, dirigente, preposto e lavoratore, che su una vera e propria gestione della prevenzione; si volge a tutelare un ambiente sicuro, attraverso accorgimenti tecnici oggettivi prudenziali dei macchinari e delle attrezzature a quelle che sono le attività e l’ambiente lavorativo aziendale, Con la disposizione del D.Ls.626/94 successivamente integrato e modificato dal D.Lgs. 242/96 c’è un diverso modo di affrontare il problema di sicurezza , in quanto nasce effettivamente una logica di gestione permanente ed organica della prevenzione attraverso una gestione programmatica della sicurezza, volta ed eliminare alla fonte o quando non possibile, ridurre al minimo i rischi lavorativi, sia attraverso particolari strumenti di programmazione e valutazione dei rischi presenti e sia attraverso l’inserimento nella programmazione e nella gestione stessa della sicurezza di nuove figure esperte in materia di sicurezza sul lavoro, cambia la filosofia di approccio al problema della prevenzione dai rischi, apportando una logica di gestione concertata della sicurezza nel raggiungimento di una tutela della sicurezza diffusa. Cit. L. GALANTINO, in “Sicurezza del lavoro, commento ai decreti legislativi 19 settembre 1994, n.626 e 19 marzo 1996, n.242”. Giuffrè, 1996

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Parole chiave

art. 2087 codice civile
costi della sicurezza
cultura della sicurezza
d.lgs 626/94 e succ.
datore di lavoro
dottrina e giurisprudenza
organi vigilanza
prevenzione e protezione
principi costituzionali
sicurezza lavoratori
sicurezza sul lavoro
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