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La questione della sicurezza alimentare con particolare riguardo ai PVS

Informazioni tesi

  Autore: Anna Nitti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Michele Distaso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

La sicurezza alimentare può essere intesa secondo due ottiche distinte: safety (un concetto di carattere qualitativo) e security (di carattere quantitativo); quest'ultima accezione è quella a cui farò riferimento.
La comunità internazionale ha identificato la riduzione della povertà e della fame come obiettivi prioritari delle politiche di sviluppo per il nuovo millennio. Il World Food Summit del 1996 si era chiuso con l’impegno solenne di dimezzare la fame nel mondo entro il 2015. Tale obiettivo è stato consolidato nella Millenium Declaration del 2000 come punto di partenza di un’azione basata sulla mobilitazione, su larga scala, di risorse pubbliche e private finalizzate alla riduzione della povertà e della fame e ad uno sviluppo sostenibile. La politica di sviluppo dell’Unione Europea (UE) ha fatto propri tali obiettivi, che rendono necessari interventi di notevole ampiezza, dall’appoggio allo sviluppo economico, sociale ed ambientale sostenibile, alla promozione dell’integrazione graduale dei Paesi in via di sviluppo (PVS) nell’economia mondiale, alla lotta contro le disuguaglianze.
Il 75% delle persone classificate come povere vive in aree rurali. La povertà, dunque, è un fenomeno prevalentemente rurale. L’85% della popolazione delle aree rurali risulta inoltre essere impegnato in agricoltura. Il settore agricolo, inoltre, contribuisce alla produzione di una quota significativa del PIL. Per questi motivi l’agricoltura è il settore economico determinante per lo sradicamento della povertà e dell’insicurezza alimentare, e spesso anche il volano per l’intera economia di quei Paesi che non sono dotati di altre risorse naturali.
La politica di sviluppo dell’UE guarda quindi alla sicurezza alimentare e allo sviluppo rurale come componenti strettamente interrelate, che peraltro necessitano di interventi multi-settoriali. Il legame tra commercio e sicurezza alimentare varia molto a seconda della struttura dell’agricoltura del Paese e dal numero e dalla tipologia dei prodotti esportati. Molti PVS hanno un’enorme dipendenza dai proventi derivanti dalle esportazioni di un unico prodotto agricolo, basti pensare che in molti casi essi rappresentano più della metà del valore complessivo delle esportazioni. Tale dipendenza è ulteriormente aggravata dall’incertezza derivante dalla bassa elasticità della domanda di alimenti e da una ragione di scambio decrescente e molto variabile. Nei Paesi che non dipendono dall’esportazione di un unico prodotto sembrerebbe che non si possa fruire dei benefici della liberalizzazione degli scambi senza incrementare la loro competitività sia a livello nazionale che internazionale attraverso politiche e programmi volti a migliorare la produttività dell’agricoltura e la qualità dei prodotti.
I rapporti tra commercio, sviluppo e riduzione della povertà e della fame sono temi per i quali l’Unione ha più volte ribadito la rilevanza, sottolineando anche la necessità che la maggiore apertura agli scambi da parte dei PVS non è di per sé sufficiente a combattere la povertà ma deve essere accompagnata da opportune politiche macroeconomiche, sviluppo del capitale umano e capacity building, nonché migliore accesso ai mercati sviluppati e regole commerciali equilibrate per sostenere le riforme interne, soprattutto per quei prodotti per i quali i PVS hanno un vantaggio comparato come i prodotti agricoli e ad alta intensità di manodopera.
Sul fronte dell’accesso ai mercati dei Paesi sviluppati e delle regole commerciali, l’azione dell’Unione si articola sia nell’ambito di una fitta rete di concessioni commerciali unilaterali generalizzate e accordi preferenziali regionali o con singoli PVS, sia in termini di posizioni negoziali nell’ambito delle trattative multilaterali in sede di World Trade Organization.
Nel primo capitolo della presente trattazione si cerca di definire il concetto di sicurezza alimentare. Successivamente viene dato un quadro generale della situazione agricola dei PVS tenendo conto della loro eterogeneità e delle diverse classificazioni che sono state fatte.
Nel secondo capitolo vengono esaminati i principali negoziati agricoli, con particolare riguardo all’Accordo sull’Agricoltura e all’applicazione degli impegni da parte dell’UE. Si considera, inoltre, l’atteggiamento dei PVS nei confronti della liberalizzazione degli scambi.
Infine, nell’ultimo capitolo, relativo ai rapporti tra UE e PVS si esaminano due aree di intervento dell’UE: “sicurezza alimentare e sviluppo rurale sostenibile” e “commercio e sviluppo”. Vengono inoltre analizzate le preferenze commerciali e i “partenariati” con i PVS.

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9 Introduzione Le stime della Banca Mondiale (BM) circa 1,2 miliardi di persone vivono oggi sotto la soglia di povertà, valutata in un dollaro al giorno. Di questi, 522 milioni vivono nelle regioni meridionali dell’Asia e 291 nell’Africa Sub Sahariana dove rappresentano, rispettivamente il 40 ed il 46% della popolazione totale. Circa 780 milioni di persone soffrono oggi di denutrizione cronica, cioè hanno un assorbimento di calorie inferiore al minimo necessario per vivere in modo attivo, e questo influisce negativamente sulle capacità fisiche e mentali necessarie per sfuggire alla povertà (World Bank, 2003). La comunità internazionale ha identificato la riduzione della povertà e della fame come obiettivi prioritari delle politiche di sviluppo per il nuovo millennio. Il World Food Summit del 1996 si era chiuso con l’impegno solenne di dimezzare la fame nel mondo entro il 2015. Tale obiettivo è stato consolidato nella Millenium Declaration del 2000 come punto di partenza di un’azione basata sulla mobilitazione, su larga scala, di risorse pubbliche e private finalizzate alla riduzione della povertà e della fame e ad uno sviluppo sostenibile. La politica di sviluppo dell’Unione Europea (UE) ha fatto propri tali obiettivi, che rendono necessari interventi di notevole ampiezza, dall’appoggio allo sviluppo economico, sociale ed ambientale sostenibile, alla

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